Laurence Olivier, alla ricerca dell’eccellenza

Il suo nome completo era Laurence Kerr Olivier.
Tra gli interpreti shakespeariani più famosi e universalmente apprezzati del Novecento, Olivier contribuì notevolmente all’arte del cinema, del teatro e dello spettacolo in genere, anche grazie all’elevato numero delle sue interpretazioni: più di centoventi in teatro, più di sessanta per il cinema, oltre venti in televisione e più di trenta alla radio, in quasi sessant’anni di attività.

Nasce a Dorking, in Inghilterra, il 22 maggio 1907. Di famiglia modesta, Olivier rivelò fin dai primissimi anni di scuola una spiccata tendenza all’invenzione e alle finzioni più libere e fantasiose, tanto che il padre, pur essendo un rigido pastore anglicano, non ebbe dubbi nell’indirizzarlo alla carriera teatrale anziché a quella militare come i suoi fratelli. A soli 15 anni recita in teatro il Giulio Cesare e La bisbetica domata. In seguito è assistente al St. Christopher Theatre di Letchworth dove debutta ufficialmente con un ruolo nel Macbeth. Assunto da una compagnia teatrale di Birmingham, si affina nella recitazione sotto gli insegnamenti di Barry Jackson e già nel 1929 fa la sua prima apparizione a Broadway durante un tour del gruppo. Tornato in Inghilterra si esibisce più volte all’Old Vic Theatre di Londra, riscontrando, senza sosta, continui successi e tributi, fino a diventare direttore artistico del teatro.

La voce nella tempesta (1939)

Dagli anni ’30 è nel cinema, dove appare in alcuni film minori. In seguito, dopo essere stato rifiutato da Greta Garbo per La regina Cristina, e sostituito da John Gilbert, ottiene la grande occasione attraverso la chiamata a Hollywood del produttore americano Samuel Goldwyn e del regista William Wyler che lo vogliono protagonista ne La voce nella tempesta: sarà l’occasione per diventare tra le star più affermate e richieste del periodo e punto di partenza di una lunga, ricca carriera.

Rebecca, la prima moglie (1940)

Dopo una breve parentesi con Rebecca, la prima moglie, per la regia di Hitchcock, che fu un altro grande successo, si arruola nella marina inglese durante il secondo conflitto mondiale, rimanendo fuori dalle scene per due anni. Congedato in anticipo, è regista, produttore e attore protagonista della famosa trilogia Enrico VAmletoRiccardo III che lo consacra come il più grande interprete shakespeariano del cinema mondiale.

Amleto (1948)

Negli anni ’50 e ’60 accetta di lavorare solo in film che, dopo aver letto il copione, reputa personalmente validi. E i fatti gli danno ragione: è straordinario ne Il principe e la ballerina, del 1957, di cui firma anche la regia, Spartacus, del 1960, Bunny Lake è scomparsa, del 1965, e poi Gli insospettabili, del 1972 e Il maratoneta, del 1976.

Grande professionista, preciso fino alla pignoleria, pretendeva la stessa serietà dai colleghi di lavoro, e quando non la riscontrava, arrivava a infuriarsi, anche per via di un carattere abbastanza irascibile.
Si narra che durante le riprese de La voce nella tempesta, sputò in faccia all’attrice Merle Oberon perché questa non riusciva ed esprimersi nel modo giusto, dopo aver ripetuto la scena per 12 volte. Sempre durante le riprese dello stesso film, pare che Niven fosse stato assalito da un incontrollabile attacco di risate e Wyler dovette intervenire per calmare l’arrabbiatissimo Olivier.

Nel 1961, rifiuta il ruolo da protagonista in Vincitori e vinti, andato poi a Burt Lancaster, poiché giudica il film una “macchina di propaganda hollywoodiana”. Richiesto per interpretare il Principe di Salina ne Il Gattopardo di Luchino Visconti, non accetta, invece, perché giudica il compenso troppo basso. Il ruolo fu poi affidato ancora a Burt Lancaster.

Fu la prima scelta del produttore della Paramount Robert Evans e del regista Francois Ford Coppola, che lo volevano nella parte di Don Vito Corleone ne Il padrino, ma Olivier declinò per le sue non buone condizioni di salute. Ancora una volta Burt Lancaster fu chiamato a sostituirlo, ma dopo il rifiuto dell’attore, la parte toccò definitivamente a Marlon Brando.

I ragazzi venuti dal Brasile (1978)

Dagli anni ’70 si occupa di televisione, ma in tarda età dà ancora una prova eccellente ne I ragazzi venuti dal Brasile, film mediocre che si regge soltanto sulla sua presenza, perché Gregory Peck, coprotagonista, era del tutto fuori parte.
Nel fantascientifico Sky Captain and the World of Tomorrow del 2004 è stato possibile, grazie alle tecnologie digitali della Computer Graphics, ricreare, attraverso immagini di repertorio, sequenze in cui appare molto giovane, modificate e inserite nel film. È questo, anche se virtuale, l’ultimo film interpretato da Laurence Olivier.

Sky Captain and the world of tomorrow (2004)

Nella sua lunga carriera ha vinto 4 Oscar, due onorari, nel 1947 e nel 1979, e due per lo stesso film Amleto, da lui diretto e interpretato. Insieme a Roberto Benigni è il solo attore ad aver vinto l’Oscar come miglior attore e miglior regia, per lo stesso film.
Sposato tre volte con due divorzi e sempre con attrici: Jill Esmond, Vivien Leigh e Joan Plowright.

Cade in depressione per mancanza di lavoro a seguito di una lunga serie di malattie, che negli ultimi anni gli hanno reso la vita impossibile; oltre a una rara patologia muscolare, contrae anche il cancro alla prostata che lo porta inesorabilmente alla morte nel 1989.

L’Angolo dei Poeti (Abbazia di Westminster)

Ai funerali, celebrati nell’Abbazia di Westminster, presenti tutte le personalità politiche inglesi, rappresentanze da tutto il mondo e una settantina di attori di fama internazionale del presente e del passato, ognuno dei quali portava cimeli indossati da Olivier durante i suoi film di maggior prestigio, come armature, elmi, calici, corone e spade. E’ stato sepolto nella stessa cattedrale di Westminster, nell´Angolo dei Poeti.

«Non perdete tempo a cercare la perfezione. Cercate invece l’eccellenza: fate sempre del vostro meglio»

FONTI: cinekolossal – Enciclopedia del cinema, Treccani

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

12 pensieri riguardo “Laurence Olivier, alla ricerca dell’eccellenza”

  1. Ho visitato Westminster e visto l’Angolo dei Poeti, ma devo ammettere (passati molti anni…) che non ricordo i nomi dei personaggi sepolti, e non scattai foto perché vietato. Chaucer, Dickens, Kipling…. ma poi basta.
    Olivier non lo ricordavo.

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  2. ciao, che fonti usi di solito?

    cmq, è diversissimo in rebecca rispetto all’anno prima
    e non hai citato che in Il principe e la ballerina aveva ingaggiato la monroe per sbancare al botteghino ma i due hanno fatto litigato a bestia, lei è quasi stata licenziata e il successo ce l’ha avuto col film dopo

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    1. Le fonti per gli articoli sono citate in fondo, per lo più cinekolossal, che si occupa molto di attori di una volta, e poi la Treccani cinema. Il principe e la ballerina è il film vintage di questo venerdì….

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