Alfred Hitchcock, il maestro del brivido

Hitchcock è probabilmente uno dei pochi registi che ha saputo mettere d’accordo critica e pubblico. Fra Il giardino del piacere del 1925 e Complotto di famiglia del 1976, Alfred Hitchcock ha girato altri 51 film, tutti di altissimo livello, ognuno con una sua particolare caratteristica che lo rende memorabile.

Le prime pellicole, realizzate in Gran Bretagna negli anni Venti e Trenta, una vera delizia degli appassionati, sono state scoperte dal grande pubblico solo quando la televisione ha trasmesso in un ciclo alcuni piccoli capolavori del regista britannico, fino ad allora del tutto inediti in Italia: Ricco e strano del 1932, Sabotaggio del 1936, Giovane e innocente dell’anno successivo e La signora scompare del 1938. Sempre in Gran Bretagna erano stati girati I 39 scalini del 1935 e La taverna della Giamaica del 1939, ma questi ultimi erano prontamente usciti nei cinema anche in Italia.

Nel 1940 girò il primo film “americano”, Rebecca, la prima moglie e con quello raggiunse la fama internazionale. Film americano perché girato negli States, per il produttore David O. Selznick, ma con attori quasi tutti britannici, tra cui Laurence Olivier e Joan Fontaine, che contribuirono indubbiamente al successo del film.

A Hollywood ebbe modo di lavorare con attori di eccezionale bravura: Cary Grant, James Stewart, Henry Fonda e Gregory Peck. Famose, in particolare, sono rimaste le sue bionde, elegantissime e un po’ gelide: Joan Fontaine, protagonista di Rebecca, accanto a Olivier, e de Il sospetto accanto a Grant; Ingrid Bergman, con cui girò ben tre film, Io ti salverò del 1945, Notorius, dell’anno successivo e Il peccato di Lady Considine del 1949; e ancora Grace Kelly, Kim Novak, Tippi Hedren e Janet Leight.

Un altro periodo d’oro del regista fu quello compreso tra il 1954, anno di Delitto perfetto, e il 1959, di Intrigo internazionale. In questi pochi anni girò La finestra sul cortile, Caccia al ladro, La congiura degli innocenti, L’uomo che sapeva troppo, Il ladro e La donna che visse due volte, alcuni dei suoi film più fortunati, tutti caratterizzati da idee registiche ingegnose e in qualche modo rivoluzionarie, oltre che da quel particolare mix tra suspense e humour nero che costituisce la firma inconfondibile del regista britannico.

Anche i film della piena maturità e della vecchiaia non mostrano assolutamente segni di stanchezza o ripetitività, ma anzi stupiscono per ritmo e tensione. Fra questi va ricordato Psyco, del 1960, Gli uccelli, del 1962 e Marnie dell’anno successivo, incentrato anch’esso, un po’ come Psyco, su un complicato caso psicologico.

L’ultimo film di Hitchcock, Complotto di famiglia, uscito nel 1976, quattro anni prima della sua morte, riassume perfettamente alcuni dei caratteri fondamentali della sua cinematografia, dall’ironia alla suspense, sempre presenti nei suoi lavori.

La stragrande maggioranza dei film di Hitchcock contiene dei camei del regista, cioè brevi apparizioni, del tutto al di fuori del contesto generale e della trama.

Questa piccola mania di apparire nei suoi film, viene così spiegata dal regista stesso, nel celebre libro-intervista del 1967 di François Truffaut: «Era strettamente funzionale, perché bisognava riempire lo schermo. Più tardi è diventata una superstizione e infine una gag. Comunque oggi è una gag abbastanza ingombrante, e per permettere alla gente di vedere il film con tranquillità, mi preoccupo di farmi notare nei primi cinque minuti.»

FONTI: Enciclopedia del cinema (Rusconi editore), Wikipedia

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

55 pensieri riguardo “Alfred Hitchcock, il maestro del brivido”

  1. beh devo dire che i corti che la televione ha trasmesso per anni con quella musichetta inconfondibile li avrò visti non so quante volte e ancora mi capita di vederli su qualche piattaforma. dei suoi film ho amato moltissimo la finestra sul coltile e Uccelli! bellissimo poat davvero e brava! buona giornata!

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  2. Fra tutti i film di Hitchock che ho visto (quasi tutti quelli più famosi) “Rebecca la prima moglie” è quello che mi è piaciuto di più e “Notorius” è quello che mi ha lasciata più indifferente (forse non l’ho capito).

    Della serie di telefilm avevo visto parecchi episodi (quando possibile) e mi piacevano un sacco.

    Buongiorno! 😊

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  3. Ne ho visti molti, ma sempre pochi. Hitchcock è uno dei pochissimi dei quali vorrei tutti i DVD, in bella mostra nella libreria.
    Avendo apprezzato Rebecca, la prima moglie della du Maurier e la trasposizione cinematografica hitchcockiana, aspetto da una vita di fare il bis con Jamaica Inn. Per ora il film non l’ho visto da nessuna parte…

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      1. Io sono abbonata a Sky, e ormai i film li vedo in prima tv, dopo solo sei mesi dall’uscita al cinema. Qualcuno vado ancora a vederlo sul grande schermo, quando merita davvero. E sono pochi.

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  4. Io li ho visti quasi tutti da bambina. Comunque mi chiedo vome mai nessuna App per tv, come Netflix o Prime o Ibfinity, abbia pensato di includere Hitchcock piuttosto che stupide pellicole da 4 soldi. Veramente non capisco perchè vontinuano a proporre filmetti quando si possono benissimo proporre capolavori del brivido del Maestro. Mah…🤔

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      1. Giovanissimi?Bè gli anime e i drama koreani li hanno introdotti per loro. Ma i filmetti anni 80 sono oer i vecchi nostalgici mi pare. Potevano fare di meglio. 😐

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      2. Hai ragione, però i filmetti anni ’80 sono una cosa, risalire fino a Hitchcock e al bianco e nero, è un’altra. Io ho fatto vedere Psyco a mia figlia, qualche anno fa (aveva 18 anni), ed è rimasta delusa.

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      3. Certo i giovani sono cresciuti con le sit com americane, i film ambientati nei college americani e i programmi trash italiani. Hitchcock non potrebbero mai apprezzarlo. Ma molti giovani hanno Netflix perchè i genitori pagano l’abbonamento e quindi credo che cosi come loro possono vedere gli anime sarebbe buono per noi poter vedere certi film capolavori. I giovani che lavorano e si mantengono da soli sono pochissimi, almeno in Italia. Eppure Netflix e gli altri contano solo sui loro gusti? Noi paghiamo e loro hanno possibilità di scelta e noi no? Non lo trovo giusto. 😐

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      4. Infatti hai ragione. Io sono abbonata a sky, dai tempi in cui si chiamava ancora Tele+ e non era satellitare… Allora c’erano almeno due canali che trasmettevano regolarmente classici, anche molto vecchi. Poi nel tempo, hanno cominciato a sparire, e ora sono davvero rarissimi questi film. Io ho sopperito con DVD, se no mi sa che non li avrei più visti.

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      5. Io ogni tanto noto che fanno quslche film in bianco e nero in tv, sempre italiani però, ma in orari improbabili. No sky non l’ho mai avuta. Se fosse per me non pagherei neanche Netflix o altre.

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