Senza via di scampo (1987)

A mio avviso uno dei migliori thriller degli anni ’80, intreccia una romantica storia d’amore e tradimento con una trama spionistica da guerra fredda, e lo fa ricorrendo ad un cast di prim’ordine, comprimari inclusi, diretti da un ottimo mestierante come Roger Donaldson. Il film è il remake di una pellicola del 1948, Il tempo si è fermato, ed entrambi sono basati sul romanzo L’enorme ingranaggio di Kenneth Fearing.

Tom Farrell (interpretato da Kevin Costner) è un ufficiale della marina assegnato al Pentagono agli ordini del segretario alla difesa David Brice (Gene Hackman). Conosce e si innamora della splendida Susan Atwell (una sensualissima Sean Young), iniziando con lei una relazione, senza sapere che lei è l’amante di Brice. Quando la ragazza, che nel frattempo si è innamorata di Farrell, decide di lasciare definitivamente Brice, questo ha una reazione violenta che porta alla morte accidentale di Susan.

Naturalmente il segretario alla difesa farà di tutto per nascondere le sue responsabilità, e assegna proprio a Farrell il compito di trovare l’assassino della ragazza. A questo si aggiunge la voce insistente che l’assassino sia addirittura una talpa del KGB, infiltrata al Pentagono. Tom si trova a dover nascondere il dolore per la morte di Susan, la rabbia verso il vero responsabile e, in più, rischia di essere incriminato da una foto che la ragazza gli aveva scattato, di cui è rimasto solo il negativo di una polaroid. Avrà solo poche ore per trovare e incastrare l’assassino prima che il computer arrivi dal negativo a ricostruire il suo aspetto, svelando la sua identità. Completa l’appassionante trama un colpo di scena finale davvero geniale.

Un film che non si dimentica. Ancora adesso, a distanza di più di trent’anni da quando lo vidi al cinema, ricordo la tensione incessante che percorre tutta la storia, il senso di angoscia con cui ci si immedesima nel protagonista, che appare davvero senza via di scampo. Un innocente incastrato in una spirale che si stringe sempre più intorno a lui, dove le scene si susseguono ad un ritmo incalzante, scandito da quell’immagine sfuocata che gradatamente prende forma sullo schermo del computer, ad accusarlo di qualcosa che non ha fatto.

Nella prima parte del film prevale la storia d’amore e i ritmi sono calibrati sull’atmosfera passionale ed erotica, poi di colpo la storia sterza verso il thriller politico e cambia velocità, viaggiando sui binari del film di spionaggio, comunque facile da seguire, e coinvolgente dall’inizio alla fine. L’intreccio non è originalissimo, ma neppure troppo banale, ricco di colpi di scena in modo da non annoiare mai. Non ci sono momenti di stanchezza o cadute di ritmo, grazie soprattutto alla regia scattante e dinamica, che ne fa uno dei migliori action di Donaldson.

Kostner, pur essendo ancora lontano dalla maturità di Balla coi lupi, fa la sua figura nella divisa bianca di Capitano di Corvetta, e mostra di aver fatto passi avanti dalle prove ancora acerbe di Silverado e Fandango. Sean Young, affascinante e sensuale, è convincente nel doppio ruolo della femme fatale, amante dell’uomo di potere, e della ragazza adorabile ingenuamente innamorata.

Gene Hackman riveste come suo solito il ruolo del cattivo, in una parte che anticipa di una decina d’anni il personaggio di Potere assoluto, e lo fa con convinzione, anche se non riesce a renderlo abbastanza incisivo da rubare la scena a Costner.

Grande invece il contributo dei due eterni caratteristi, Will Patton e George Dzundza, che fanno da spalle di lusso agli interpreti principali. Apprezzabilissime le scene di inseguimento, anche grazie ad un montaggio ben fatto. Assolutamente stupendo l’epilogo con il colpo di scena finale, del tutto imprevedibile.

Nel complesso credo che sia un film godibilissimo anche oggi, anche se la guerra fredda che fa da sfondo alla vicenda di spionaggio appare decisamente datata. Rimane comunque un ottimo thriller, una storia avvincente che coinvolge davvero lo spettatore senza lasciargli scampo.

Complimenti a Bretella Seduta (Simon) di oricalco.art.blog, Jo di Film Serial, l’amica di traitaliaefinlandia, Matilde di cucinandopoesie, Alessandro Gianesini di loscribacchinodelweb, Giorgio di teddyboys8284 e Paol1 di pianetaterra.casa, che hanno indovinato.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

20 pensieri riguardo “Senza via di scampo (1987)”

  1. io l’ho visto almeno tre volte e non ridete! ma le scene in cui lui sta per essere scoperto e crca di spostarsi in ogni dove a mio avviso sono girate in maniera geniale! concordo con tutto quello che hai scritto bravissima come sempre e se non l’avete visto cercatelo vale la pena! buona domenica a tutti!

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