Edward mani di forbice (1990)

Sono passati quasi 30 anni da quando uscì questa poetica favola di Tim Burton, che molti considerano il suo capolavoro. Non è propriamente un film natalizio, ma il Natale ha comunque un ruolo importante nella storia, e difficilmente troverete una teoria più suggestiva e romantica sull’origine della neve…

Il film inizia proprio con una bambina che chiede alla nonna da dove viene la neve, e la nonna comincia a raccontare la storia di Edward mani di forbice, una specie di automa con delle enormi forbici al posto delle mani, creato da uno scienziato che era morto prima di poterlo completare.

Un giorno Peggy, una rappresentante di cosmetici in cerca di clienti, arriva per caso al cupo castello dove vive Edward, e dopo essersi resa conto che, nonostante l’aspetto, è del tutto innocuo ed è rimasto solo dopo la morte del padre-inventore, decide di portarlo a casa con sé. Dopo qualche incertezza iniziale, Edward fa amicizia con il marito di Peggy e soprattutto con il figlio, e si innamora perdutamente della figlia maggiore Kim; quest’ultima, superata la paura del primo impatto, finisce per affezionarsi a lui.

Ma se la famiglia di Peggy lo accoglie a braccia aperte, i vicini di casa sono molto più diffidenti, e faticano ad accettare la diversità di Edward, un po’ per paura, un po’ per puro pregiudizio. Cambieranno idea solo quando avranno modo di vedere la sua abilità con le forbici, che usa con estrema destrezza e singolare talento per potare le siepi nelle più incredibili fattezze, e successivamente per tagliare i capelli alle signore nelle fogge più strambe e originali. Diventerà così l’idolo del quartiere, di cui tutto il vicinato si contenderà i favori.

Ma il consenso popolare dura poco perché basta una maldicenza, si sa, per distruggere una reputazione. Accusato ingiustamente prima di furto, e poi addirittura di tentato stupro da una vicina che aveva cercato di sedurlo senza riuscirvi, Edward finirà isolato e rifiutato da tutti, tranne che dalla famiglia di Peggy.

Durante le feste natalizie, Edward scolpisce una bellissima statua di ghiaccio a forma di angelo, e rifinendola con rapidi colpi di forbice, produce una nuvola di cristalli che sembrano neve, sotto la quale Kim comincia a danzare, rapita e affascinata da tanta bellezza. Di nuovo accusato ingiustamente, questa volta Edward fugge via offeso, mentre i vicini di casa chiamano la polizia.

Sarà la famiglia di Peggy ad andare a cercarlo, mentre Peggy stessa rivela a Kim di essersi pentita per aver portato Edward in mezzo alla gente, perché per lui sarebbe stato molto meglio rimanere al sicuro nel suo castello. Ed è proprio lì che Edward si rifugia, raggiunto da Kim che finalmente gli confessa il suo amore. Ma ormai l’odio della gente e i pregiudizi su Edward si sono spinti troppo oltre, e Kim si rende conto che dovrà rinunciare a lui per evitargli ulteriori problemi; fingerà dunque con i vicini che Edward sia morto per il crollo del tetto del castello, evitando così che lo cerchino ancora.

A questo punto il film torna alla scena iniziale, e capiamo che l’anziana nonna è in realtà Kim, la quale racconta alla nipotina di non aver mai più visto Edward da quel giorno. Ma aggiunge anche che da allora ogni anno, a Natale, scende la neve, cosa che prima non era mai successa. La scena si sposta poi su Edward che, rimasto inalterato nell’aspetto, scolpisce statue di ghiaccio per far nevicare, e rivediamo la romantica danza di Kim sotto la neve che chiude tristemente il film.

Per Johnny Depp è stato quasi un debutto, perché questo fu il primo grande successo della sua carriera e l’inizio del sodalizio con Tim Burton. Accanto a lui un’insolita Winona Ryder bionda, dolce e deliziosa come sempre, che all’epoca del film ebbe una travolgente storia d’amore con Depp, poi conclusasi più tristemente del film. Da segnalare anche Vincent Price, che compare per poco, all’inizio del film, nel ruolo dello scienziato, e Dianne Wiest nella parte di Peggy, che interpreta con la consueta sensibilità tutto il coraggio e l’anticonformismo del suo personaggio.

La storia di Edward mani di forbice è chiaramente una parabola sulla diversità in generale e sul rifiuto, da parte della società, di tutto ciò che non rientra nei canoni della “normalità”. E in questo senso è ancora straordinariamente attuale, purtroppo. Ma vuole essere anche una satira pungente contro il perbenismo della tipica borghesia americana, fatto di vizi privati ben nascosti, e pubbliche virtù ostentate ed esageratamente esibite.

Ma al di là di questo, è una romantica fiaba, incantevole e commuovente, diretta da un regista che è particolarmente abile nel ricreare scenari fantastici e surreali, e interpretata da un giovanissimo Johnny Depp che dà al protagonista un’anima delicata e infantile, trasformando un novello Frankenstein in un improbabile, ma dolcissimo, principe azzurro.

SPUNTI DI CINEMA: Cinema e diversità

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

3 pensieri riguardo “Edward mani di forbice (1990)”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...