Shirley Temple, riccioli d’oro

In realtà, i suoi non erano veramente riccioli, ma boccoli assolutamente naturali, che non avevano mai visto l’intervento di alcun parrucchiere e neppure della mamma. Le cronache del 1936, anno del suo massimo splendore, raccontano che ne avesse 56 e tutti veri. Altri dicevano che i suoi capelli fossero tinti e acconciati ogni giorno dalla mamma. Ma se ne dicevano tante sul suo conto: che era una nana, che non sarebbe mai cresciuta, che il suo astro avrebbe continuato a splendere in eterno nel cielo hollywoodiano. Invece no. La bimba non era una nana, e crebbe, al punto che la crescita fu la fine del suo successo. Adolescente, poi donna e infine mamma. Shirley vide a poco a poco diminuire fama e successo. Le scritture calarono sempre di più, e alla fine si ritirò dagli schermi. Però il suo mito resta inalterato come quello di Greta Garbo o Rodolfo Valentino. E a differenza di altre star, seppe affrontare con serenità il declino.

Shirley Temple nasce a Santa Monica il 23 aprile 1928. A 4 anni viene scoperta dal regista Charles Lamont che la fa recitare in una serie di cortometraggi interpretati da bambini, Baby Burlesks. Il suo ruolo in quel periodo si riduce a contorni parodistici fatti di moine tra le scene degli adulti. Dopo gli studi alla Westlake School for Girls di Los Angeles, è presa sotto contratto alla Paramount che però non crede molto alle sue possibilità; così viene ingaggiata dalla Fox che ne fa la reginetta del cinema internazionale. Dal 1934 al 1939 è presente in 31 film, spesso realizzati in sua funzione.

Nel periodo ottiene grande popolarità attraverso Il trionfo della vita, Little Miss Marker, Alle frontiere dell’India, Zoccoletti olandesi e, soprattutto, in Riccioli d’oro (1935), titolo che le regala l’analogo soprannome. In questo periodo, per quattro anni di seguito, è l’attrice più pagata della Fox, più di Greta Garbo. Nel 1939 la MGM ne richiede la presenza per Il mago di Oz (ruolo poi andato a Judy Garland), ma la Fox non lo permette, contraddicendosi subito dopo il successo de La piccola principessa, dello stesso anno, quando decide che è giunto il tempo di darle il benservito.

Nei suoi film, o almeno in gran parte di essi, la Temple balla il tiptap con una grazia che fa entusiasmare le platee di tutto il mondo. E ha spesso ballato accanto a Bill Robinson, uno dei più grandi ballerini afroamericani di tiptap, suscitando a volte scandalo, perché era considerato disdicevole che un nero prendesse per mano una bambina bianca. Per questo motivo alcuni suoi film furono boicottati nel sud degli Stati Uniti.

Storici e critici hanno indagato il fenomeno di questa bambina prodigio, la più famosa che il cinema abbia mai avuto, l’unica attrice bambina che Hollywood abbia mai proiettato da protagonista, nella realtà dei grandi. Qualcuno ha persino scritto che i suoi gesti, le sue movenze e i vestiti, erano un po’ troppo sexy, considerando la tenera età, le gonnelline troppo corte e le mutandine sempre in mostra, insomma Shirley andò incontro anche a giudizi negativi. Ma il suo talento era indiscutibile, il suo garbo unico, i suoi ritmi di recitazione davvero sorprendenti e deliziosi.

Shirley divenne anche un fenomeno di costume, sfruttato commercialmente. Furono create bambole che ne riproducevano i lineamenti, che oggi valgono migliaia di dollari, oltre ad accessori per i capelli e braccialetti, e fu persino inventato un cocktail analcolico che porta il suo nome, a base di ginger e granatina, ancora oggi conosciuto in tutto il mondo. La sua immagine, inoltre, fu spesso utilizzata dalla Croce Rossa per raccolte di fondi, mentre le canzoni che interpretava nei suoi film diventavano quasi sempre grandi successi.

Quando scoppia la guerra, per diversi anni l’Europa non potè vedere i suoi film, del resto sempre più rari. La piccola Shirley comincia a essere una giovane ragazza e non offre più le caratteristiche proprie dei suoi personaggi iniziali.  Ora interpreta ruoli più adatti alla sua età, ma non è più lei, e il mito, a poco a poco, perde la sua luce sfolgorante. Rimane comunque sulla breccia per un altro decennio, durante il quale, cambiato il suo assetto non più fanciullesco, si dedica con notevole impegno a film importanti come Da quando te ne andasti, del 1944, Serenata messicana, del 1947, e, soprattutto, Il massacro di Fort Apache, western militare di John Ford del 1948, che la vede nel ruolo di fidanzata di un tenente, l’attore John Agar, da due anni suo marito nella vita.

L’ultimo film in cui recita è The story of Seabiscuit, del 1949. In quell’anno abbandona le scene e solo dopo 10 anni rientra, per dedicarsi alla televisione, per lo più in serial per ragazzi dove spesso agisce da narratrice o in programmi d’intrattenimento.

Dal 1961, lascia definitivamente il mondo dello spettacolo per dedicarsi alla politica attiva. Nelle file del partito repubblicano è rappresentante USA all’ONU nel 1968 e, in seguito, ambasciatrice in Ghana, dal ’74 al ’76, e in Cecoslovacchia dal 1989.
Muore per cause naturali, a 85 anni, nel 2014.
Dopo il divorzio da John Agar, sposato a 17 anni, si era unita in matrimonio a Charles Black, un uomo d’affari californiano, scomparso nel 2005. Ha avuto 3 figli, Susan dal primo marito, Charles e Lori dal secondo.

«Ho avuto tre vite: sono stata attrice, moglie e madre. E posso dire di essere molto soddisfatta di tutte e tre»

FONTI: Enciclopedia del cinema, Rusconi

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

19 pensieri riguardo “Shirley Temple, riccioli d’oro”

    1. Le sue sembravano smorfiette artefatte, invece pare che fosse del tutto spontanea, che avesse un istinto naturale per la recitazione. Del resto bisogna ammettere che è un caso unico nella storia del cinema.

      Piace a 1 persona

  1. forse l’ho sentita nominare
    cmq sembra sia cresciuta meglio di tantissime altre star bambine! forse tra quelle che conosco la Kristen Dunst è cresciuta così bene

    secondo me è stata fortunata perke per come la facevano vestire è probabile che tra i produttori ci fosse qualche pedofilo (?), ma se non c’è arrivato nulla è stata doppiamente salva

    Piace a 1 persona

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