James Gandolfini, il boss più amato

Il suo nome completo era James Joseph Gandolfini, come il padre. Nasce a Westwood, in New Jersey, il 18 settembre 1961, da genitori di origini italiane che gli trasmisero un forte legame con il nostro paese, e durante la sua vita lo ha visitato regolarmente. Le sue origini italiane hanno spesso influito sui personaggi che gli sono stati assegnati, e hanno rappresentato un elemento fondamentale per il successo della serie I Soprano, andata in onda tra il 1999 e il 2007, che ha costituito il suo momento di massima notorietà. La partecipazione a questa serie gli ha permesso di vincere un Golden Globe come migliore attore in una serie drammatica, nel 2000, e ben tre Emmy (2000, 2001 e 2003).

Cresciuto a Park Ridge, iniziò a recitare in rappresentazioni scolastiche mentre era al liceo, per poi laurearsi in Scienze della comunicazione alla Rutger University, dove lavorava come buttafuori nel pub della facoltà per mantenersi agli studi. Verso la fine degli anni ‘80 esordisce nel cinema con Shock! Shock! Shock! del 1987. Si avvicina alla recitazione teatrale per caso quando, accompagnando un amico per un provino a New York City, viene immediatamente rapito dal mondo del teatro. Così debutta a Broadway nel 1992, con un adattamento di Un tram che si chiama desiderio, accanto a Jessica Lange e Alec Baldwin. Nello stesso anno appare in una rappresentazione di Fronte del porto e recita nel film Un estranea fra noi di Lumet, ma il ruolo decisivo per la sua carriera è stato il suo ritratto di Virgil, il sicario in Una vita al massimo, del 1993, di Tony Scott.

Una vita al massimo (1993)

Grazie all’interpretazione del brutale malavitoso, Gandolfini si fa notare dal pubblico e dalla critica. Al film ne seguono altri, come Terminal Velocity, Get Shorty, Il giurato, 8MM: delitto a luci rosse, e il remake de La parola ai giurati diretto da William Friedkin, che lo imposero presto come uno dei migliori caratteristi su piazza. La sua filmografia si arricchirà poi di parti secondarie, in cui riuscirà sempre a farsi notare, come ne Il tocco del male accanto a Denzel Washington e A civil action, con Travolta e Robert Duvall.  

A civil action (1998)

Ma è nel 1999 che la sua popolarità esplode grazie al ruolo con il quale è tutt’ora identificato: quello del boss mafioso nella serie tv I Soprano, che durò per sei gloriose stagioni e che gli valse numerosi premi e riconoscimenti. Interpretare il boss Tony Soprano è stato il vero passaggio di Gandolfini da attore a celebrità. Insieme a Vito Corleone di Marlon Brando, Soprano è uno dei boss più famosi del pianeta. Un boss controverso che dopo avere ordinato un omicidio corre dalla sua psicologa e che gestisce la sua “famiglia” come una normale azienda. Un boss che si preoccupa dei voti a scuola dei propri figli e allo stesso tempo è obbligato ad essere spietato per non essere soppiantato dai nemici.

Il castello (2001)

Il successo televisivo de I Soprano non allontana comunque Gandolfini dal cinema: l’attore appare nel 2001 in film come The Mexican, accanto a Brad Pitt, e L’uomo che non c’era dei fratelli Coen, ed è protagonista con Robert Redford de Il castello.  Nel 2006 è ancora un malavitoso nel film Tutti gli uomini del re accanto a Sean Penn.  Terminata I Soprano nel 2007, recita ancora per Tony Scott in Pelham 123 – Ostaggi in metropolitana, e dà voce e anima a Carol, protagonista animato di Nel paese delle creature selvagge di Spike Jonze. Da ricordare poi il ruolo di protagonista in Welcome to the Rileys, la sua interpretazione di Mickey in Cogan – Killing Them Softly e quella del direttore della CIA nel film Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow.

Non dico altro (2013)

Le sue ultime interpretazioni, uscite postume, sono quelle della commedia romantica Non dico altro, del 2013, che lo vede in un ruolo insolitamente tenero, e del noir Chi è senza colpa, del 2014, tratto da un racconto di Dennis Lehane in cui è al fianco di Tom Hardy. 
James è stato sposato dal 1999 al 2002 con Marcy Wudarski, da cui ha avuto il figlio Michael nel 2000. Dopo la separazione, si è risposato con la modella Deborah Lin nel 2008 e da lei ha avuto la figlia Liliana Ruth, nata del 2012.

James Gandolfini con il figlio Michael

Gandolfini ci lascia prematuramente il 19 giugno 2013, a soli 51 anni, in seguito a un attacco cardiaco, mentre si trovava a Roma: l’attore era in attesa di recarsi al Festival di Taormina che l’aveva invitato come ospite, e ne aveva approfittato per una vacanza nella nostra capitale insieme al figlio Michael. Il cordoglio per la sua scomparsa è stato unanime da parte dei colleghi, che l’hanno definito, oltre che un grande professionista, un uomo umile, semplice, un amico leale e, a dispetto dei personaggi che l’hanno reso famoso, sempre molto gentile.

«Vestire gli abiti di altre persone, fingendo di essere qualcun altro, è uno strano modo di guadagnarsi da vivere. Eppure non riesco a immaginare niente di più bello. Sono davvero molto fortunato a poter fare questo lavoro»

FONTI: comingsoon – mymovies – chi-e.com – imdb


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

9 pensieri riguardo “James Gandolfini, il boss più amato”

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