Minuti contati (1995)

Un film insolito, che alterna scene di suspense dal respiro Hitchcockiano a momenti inverosimili e personaggi stereotipati. La vicenda parte subito in quarta senza perdersi in fronzoli, e imbocca fin dall’inizio la via del thriller, mettendo lo spettatore di fronte allo svolgimento dell’azione in tempo reale, senza distrazioni né perdite di tempo.

Un uomo qualunque, scelto più o meno a caso tra la folla in arrivo alla stazione di Los Angeles, viene fermato insieme alla figlioletta da due sconosciuti che si identificano come agenti in borghese. Trascinato insieme alla bambina in un furgone, scoprirà di essere in balia di due terroristi intenzionati a uccidere Eleanor Grant, governatore dello Stato. L’idea è semplice: sarà lui, sconosciuto uomo della strada, che quindi passa facilmente inosservato, a uccidere il governatore, per salvare la vita della figlioletta, tenuta nel frattempo in ostaggio.

Naturalmente il malcapitato cerca di opporsi, non vuole macchiarsi di un omicidio, ma non vuole neppure mettere a rischio la vita della propria bambina. Più il tempo passa, più il complotto, apparentemente semplice, si mostra in tutta la sua complessità, fino a coinvolgere le guardie del corpo della senatrice e persino la sua famiglia. Il protagonista troverà un insolito alleato in un semplice lustrascarpe, molto più intelligente e astuto di quanto possa sembrare.

Va detto subito che in questo genere di film non bisogna porsi troppe domande: i minuti sono veramente contati, per il protagonista ma anche per lo spettatore, che non ha tempo di fermarsi a riflettere, altrimenti la storia apparirebbe assurda fin dai suoi presupposti. Perché, infatti, affidare un compito così delicato e tutto sommato difficile, ad un dilettante che neanche sa come si impugna una pistola, invece che a un professionista che saprebbe colpire senza esitazione e sparire senza difficoltà?

Fin dall’inizio la storia appare anomala, a tratti quasi assurda, ma poi riesce a catturare lo spettatore, proprio per il suo ritmo incalzante che non lascia il tempo di pensare, e col passare dei minuti si finisce per immedesimarsi nel protagonista, tifando per lui e dimenticando le incongruenze della sceneggiatura. Johnny Depp, per una volta in un ruolo decisamente sotto tono, privo sia degli ammiccamenti da sex symbol che delle stravaganze burtoniane, interpreta questo insignificante commercialista occhialuto, onesto cittadino trasformato in killer dall’amore paterno, e incarna vagamente quell’uomo della strada, imprigionato in un meccanismo più grande di lui, tanto caro a Hitchcock.

E se la cava alla grande, sia quando si muove un po’ imbambolato senza capire quello che sta succedendo, sia quando decide di prendere le redini della faccenda e prova a sistemare le cose. Christopher Walken è eccellente come sempre nel ruolo del cattivo, ben supportato da Roma Maffia, caratterista di lungo corso, più che convincente nel mostrarsi spietata e senza scrupoli, priva di qualunque tenerezza nei confronti della bambina.

Un plauso anche per Charles Dutton, il lustrascarpe mezzo sordo, ma molto perspicace e intraprendente, che darà una svolta decisiva a tutta la vicenda. Superata l’impasse iniziale ed entrati nel vivo dell’azione, non si può fare a meno di farsi travolgere dalla storia, arricchita da colpi di scena a ripetizione, alcuni davvero imprevedibili, altri che sanno un po’ di già visto, tra personaggi stereotipati e altri molto meno convenzionali. Lo spettatore si trova a chiedersi in ogni momento quale sarà la prossima mossa, e la risposta non è mai scontata, fino al finale al cardiopalma, anche se, date le premesse, non poteva essere diverso.

Nel complesso non è un film memorabile di certo, ma si lascia guardare, anche per l’ottima fotografia e per una regia attenta e molto dinamica, che indulge sui particolari ma senza perdere di vista l’insieme e sempre, comunque, al servizio dell’azione più coinvolgente.
Forse non è molto verosimile, ma è davvero così importante?

Complimenti a GianniD del blog taqamkuk , Alessandro Gianesini alias Lo Scribacchino del web , Jo di Film Serial, Matilde di Cucinando poesie, e Austin Dove de Il Blog di Tony che hanno indovinato.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

25 pensieri riguardo “Minuti contati (1995)”

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