Peter Sarsgaard: 7 marzo 1971

I nati in questo giorno sono individui complessi, vivono in modo astratto, perciò è per loro una sfida dare una struttura compiuta al proprio universo immateriale. Coloro che sanno tradurre concretamente le loro idee possono riscuotere un grande successo. Non è semplice introdursi nel mondo, spesso solitario, di questi individui e chi desidera diventare loro amico scoprirà che bisogna essere infinitamente pazienti e comprensivi, e, soprattutto, non pretender troppo. Quando si sentono attaccati o criticati, si difendono solo fino ad un certo punto, dopodiché si rifugiano nella loro roccaforte e imparano a distinguere le persone sulla cui comprensione e solidarietà possono contare, da quelle che si dimostrano più inaffidabili. Se ritengono che una persona sia degna, sono disposti a concedergli tempo e risorse finanziarie con grande generosità. Alcune delle difficoltà che incontrano nella loro vita, dipendono dalla loro incostante energia, dalla mancanza di una ricca vita sociale, dalle paure e dal temperamento instabile. Malgrado ciò una volta che sono riusciti a raccogliere tutte le energie disperse, sono in grado di arrivare lontano, in termini di ascesa ma anche di profondità interiore. Sono governati dal numero 7 e possono risultare delle persone instabili, sensibili, spesso dei sognatori, comunque individui assai fantasiosi. Amano i viaggi e i cambiamenti.

Nati oggi anche: Alessandro Manzoni, Piet Mondrian, Maurice Ravel, Anna Magnani, Rachel Weisz, Andrea Roncato, Alessandro Greco.

Mancano 299 giorni alla fine dell’anno. Il conto alla rovescia è gentilmente offerto da unallegropessimista.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

90 pensieri riguardo “Peter Sarsgaard: 7 marzo 1971”

      1. Non è quantificabile. E poi, a parte gli scherzi, non ti pagano i danni se l’albero è venuto giù per il vento; solo se era malato o trascurato.

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      2. I privati pagano, il comune no. Ce l’ha detto chiaro una funzionaria a cui ci eravamo rivolti perché i rami strisciavano sul tetto e danneggiavano le tegole, chiedendo di potare l’albero. Il Comune ha risposto che chi usufruisce del verde pubblico (ombra, ossigeno ecc) si tiene anche i lati negativi. Ed è stata pure arrogante nel dirlo.

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