Festa in casa Muppets (1992)

Ennesima versione cinematografica del racconto di Dickens, a 4 anni di distanza dal più chiassoso Sos fantasmi, questo film è una riuscitissima fusione di pupazzi animati e attori in carne ed ossa. Mantiene intatta l’atmosfera magica del racconto di Dickens, facendone un musical e inserendo personaggi nuovi al fianco dei protagonisti classici.

La storia ricalca esattamente l’originale, così come l’ambientazione storica, ma si avvale della travolgente presenza dei Muppets, che con la loro divertente ironia, ricca di battute pungenti e sarcastiche, animano la trama, arricchendola di personaggi di contorno che affiancano i protagonisti, senza mai essere di troppo.

Scrooge è interpretato da un Michael Caine assolutamente fantastico, che non solo canta e recita senza difficoltà, ma interagisce da grande professionista con i colleghi di pezza, facendoci dimenticare che sono solo pupazzi, e tenendosi volutamente in disparte per dare spazio alle loro fulminanti gag.

Ovviamente il film piacerà in particolare ai bambini, ma è molto gradevole anche per chi bambino non è più, ed è quindi perfetto da vedere tutti insieme in famiglia, per sorridere, commuoversi, e naturalmente riflettere un po’, che non fa mai male. Nonostante la presenza dissacrante dei Muppets, il film conserva lo spirito originale del racconto di Dickens, grazie ad una ricostruzione accurata dell’ambiente e del periodo storico, ad una sceneggiatura che fonde con delicatezza la poetica dell’autore ottocentesco con l’irriverenza dei pupazzi di Henson, sufficientemente tenuta a freno dal regista, insieme ad un piacevolissimo clima di fiaba natalizia.

Tra l’altro c’è una novità assoluta rispetto ad altre trasposizioni del racconto, ed è il fatto che la storia è narrata direttamente dall’autore, Charles Dickens, impersonato da Gonzo il formichiere, il quale, già di per sé spiritoso, si accompagna qui a Rizzo il ratto, una new entry del mondo dei Muppet, molto divertente, con cui dà vita a spassosissimi dialoghi che si alternano ai momenti clou della storia, commentandone argutamente lo svolgimento, senza mai essere invadenti.

Da segnalare anche una colonna sonora molto curata, perché il film è un vero e proprio musical, che si avvale delle musiche originali di Miles Goodman, vincitore del Golden Globe per la colonna sonora de La Bamba. Purtroppo il doppiaggio italiano delle canzoni lascia un po’ a desiderare e sarebbe meglio, potendo, apprezzare l’originale.

Considerando che troppo spesso le varianti del racconto di Dickens commettono l’errore di calcare la mano sull’aspetto sentimentale dell’opera, o la trasformano in pura parodia, la versione dei Muppets ha il pregio di tenersi a una giusta distanza sia dalla farsa, che potrebbe svilire il significato profondo dell’opera, sia dal sentimentalismo più patetico.

Nel complesso la versione di Henson è una delle migliori, in cui l’atmosfera è particolarmente equilibrata, le contaminazioni di modernità sono ben contenute e soprattutto il messaggio, che è la parte più importante, arriva forte e chiaro.

Complimenti a Matilde di cucinandopoesie, Alessandro Gianesini di loscribacchinodelweb, Antonio di austindoveblog, Giorgio di teddyboys8284, Farida di la borsetta delle donne, Jo di Film Serial, e Paol1 di pianetaterra.casa che hanno indovinato.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

41 pensieri riguardo “Festa in casa Muppets (1992)”

      1. Ci sono state due fasi, da ragazzo davo a mia cognata. Poi ho smesso di pescare.
        Poi da adulto qualche volta per divertimento , con figlia che era piccolina, li prendevo e poi chiaramente li rigettavo in mare.
        Il metodo più divertente era quello con la vaschetta trasparente rotonda col coperchio con un buco centrale nel fondo si mette del formaggio puzzolente, il pesce entra e poi non è più capace ad uscire.
        La mettevo sotto acqua il pesce entrava, andavo giù e la tiravo su col pesce.

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