Antipatie reciproche

Orson Welles e Peter Sellers non si potevano soffrire, al punto che mandarono a monte parecchie scene di 007 Casinò Royale, litigando e insultandosi l’un l’altro. Dopodiché si rifiutarono definitivamente di girare insieme. Il regista risolse il problema filmando separatamente i due attori, in giorni diversi, usando con ognuno la controfigura dell’odiato rivale.

Più o meno lo stesso problema hanno dovuto risolvere gli autori e il regista de Il Trono di Spade. L’attrice Lena Headey (Cersei Lannister) e Jerome Flynn (Bronn) avevano avuto una relazione sentimentale nel 2002, evidentemente finita molto male. La Headey infatti ha chiesto e ottenuto per contratto di non dover mai girare alcuna scena con lui (le parole esatte sono state: mai nella stessa stanza con lui). Di conseguenza i due personaggi, nelle otto stagioni della serie, non si vedono mai contemporaneamente.  Il problema è stato risolto girando le scene in giorni diversi, in modo che i due attori non potessero incontrarsi neppure nei camerini.

Non è chiaro se si trattasse di un sentimento reciproco, e la Headey non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni che spiegassero cosa fosse successo tra i due. In realtà si è pensato anche ad una semplice manovra pubblicitaria, ma rimane il fatto incontestabile che i due attori non compaiono mai nello stesso momento, persino nelle scene dell’ottava stagione in cui appare praticamente tutto il cast.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

15 pensieri riguardo “Antipatie reciproche”

  1. Bah… Queste sono le facezie di un mondo fatto di gente che si crede superiore e che meriterebbe di vedersi tagliato il compenso per ogni sciocchezza che provoca inutili problemi al cast e alla produzione.
    … ma ancor più stolti sono coloro che assecondano le loro richieste a dir poco bizzarre e insulese.

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    1. Non è solo il cinema, comunque. Ho letto che la modella Naomi Campbell, che era all’estero per una sfilata, ha preteso che la sua stanza d’albergo fosse ridipinta del suo colore preferito, perchè quello che c’era evidentemente non le piaceva. Ovviamente il tutto a spese dello stilista di turno.

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      1. Sì, chiaro. Ma finché uno sa a cosa va incontro e gli sta bene sottostare agli eventuali costi… ma interagire col lavoro di tutta una troupe, per conto mio, stava a casa o l’uno o l’altro (con più probabilità quello che costava di più) 😀

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