Henry Travers, non solo Clarence

1874 – 1965

Dopo una carriera teatrale di tutto rispetto, prima nei teatri britannici poi a Broadway, diventa un volto familiare sul grande schermo, grazie al suo stile misurato e alla capacità di infondere umanità e profondità nei personaggi che interpreta. Si specializza in ruoli di figure paterne, saggi uomini di campagna, dottori e nobili eccentrici, sempre con un tocco di leggerezza e ironia, ma il ruolo per cui sarà riconosciuto per sempre è quello dell’angelo Clarence, che affianca James Stewart ne La vita è meravigliosa (1946).

Travers John Heagerty nasce il 5 marzo 1874 a Prudhoe, una cittadina del Northumberland, nel nord dell’Inghilterra. Cresce a Berwick-Upon-Tweed, dove i genitori si trasferiscono dopo la sua nascita, e per questo alcune biografie la indicano come città di nascita.  Dopo il diploma conseguito al Grammar School di Berwick, intraprende inizialmente studi di architettura, ma il richiamo del teatro è troppo forte, e decide di abbandonare il percorso accademico per dedicarsi alla recitazione. Dopo essersi formato sui palcoscenici inglesi, si trasferisce negli Stati Uniti nel 1901, dove inizia una brillante carriera teatrale che lo porta a esibirsi a Broadway in ruoli sempre più importanti. Ventisettenne, debutta nel teatro di Broadway in The Price of Peace, melodramma di Cecil Raleigh. Tornato nel Regno unito, entra a far parte del James Wallace Quintet che si esibisce sulla scena teatrale inglese.

Nel 1918, nuovamente chiamato negli USA, prende la cittadinanza americana e inizia la vera carriera di attore. Nel 1933 lascia il teatro per il cinema, ed esordisce in Notturno viennese. Nello stesso anno è nel cast di L’uomo invisibile, quindi varia nei generi tra commedie e drammi, e spesso gli offrono di interpretare uomini più anziani della sua età, grazie soprattutto al suo aspetto pacato. Nel 1939, acquista fama crescente, grazie al western Gli avventurieri, al melodramma Tramonto e al kolossal La grande pioggia. Gli anni ’40 sono quelli che gli consegnano maggior prestigio; compare, tra gli altri, in molti film famosi, come Il romanzo di una vita (1940), Una pallottola per Roy (1941) e Prigionieri del passato (1942).

Noto per i suoi modi garbati e la sua voce inconfondibile, si era specializzato nell’interpretare personaggi positivi che conferivano profondità emotiva alle storie. Sebbene raramente interpretasse ruoli da protagonista, Travers era molto rispettato nell’ambiente, come uno dei caratteristi più amati di Hollywood. Il pubblico apprezzava in particolare la sua capacità di incarnare calore e umanità, rendendo le sue interpretazioni senza tempo. Nel film Colpo di fulmine (1941), è il professor Jerome, uno dei bizzarri accademici che ospitano Barbara Stanwyck nella loro casa, in una commedia che combina romanticismo e situazioni farsesche. L’anno successivo interpreta Mr. Ballard ne La signora Miniver (1942), un floricoltore il cui amore per i fiori diventa un simbolo della resistenza durante la guerra. La delicatezza della sua performance gli vale una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista.

Travers continua a distinguersi in ruoli di grande spessore. In Madame Curie (1943), interpreta Eugene Curie, il padre della celebre scienziata, con una grazia che completa la performance di Greer Garson. Nel noir di Alfred Hitchcock L’ombra del dubbio (1943), veste i panni di Joseph Newton, il cognato del protagonista, un uomo curioso che ama leggere romanzi gialli e si ritrova coinvolto nei sospetti di un omicidio. Mostra anche un lato più severo ne Le campane di Santa Maria (1945), dove interpreta un imprenditore spietato e inizialmente ostile ai protagonisti. Nel commovente Il cucciolo (1946), è Mr. Boyles, il negoziante che offre conforto alla famiglia protagonista.

Sempre nel 1946 interpreta il ruolo per cui è più conosciuto, l’angelo Clarence che salva James Stewart dal suicidio nel film di Frank Capra. Clarence è uno dei personaggi più amati del cinema classico, e Travers riesce a rendere iconiche le sue battute, toccando le corde emotive del pubblico, e consacrandolo a figura indimenticabile. Così come Clarence è diventato un’icona del cinema classico, allo stesso modo Henry Travers, con il suo stile sobrio e profondamente umano, rappresenta una figura unica nel cinema classico americano. La sua carriera, continua fino al 1949 con il suo ultimo film La foglia di Eva, dopo il quale si ritira a vita privata.

Morirà il 18 ottobre 1965, all’età di 91 anni, per le complicazioni dell’arteriosclerosi. Poco si conosce della sua vita privata, di certo ci sono due matrimoni in date incerte, senza figli, con Amy Forrest Rhodes e in seguito con Ann Murphy. Nella città di Berwick, dove è cresciuto, gli è stato dedicato un teatro che porta il suo nome, The Henry Travers Studio.

«Dovremmo sempre ricordarci che piccoli gesti di gentilezza e parole dolci hanno il potere di trasformare la disperazione in forza, e di ispirare la speranza in un futuro migliore»

FONTI: IMDb – cinekolossal – blogfrivolopergenteseria


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

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