“Non credo che si possa davvero insegnare a recitare. Si può insegnare a respirare nel modo giusto, a impostare la voce e a fare i giusti movimenti. Ma recitare è molto più di questo”
Complimenti a almerighi, faminore, austindoveblog, evaporata, Indirettaconmestesso, petaliazzurri e ilblogdipens che hanno risolto l’Indovinello del sabato.
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Mitica, anche in questa affermazione.
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Buona domenica 1 ci vuole il talento
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Non guasta. Buongiorno
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Recitare sì che è un pianeta diverso.
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Completamente
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Le stesse parole che dicevano Benedetto Croce e altri pensatori dell’epoca, della quale l’epoca in cui Judi Dench è cresciuta è epigona. Con tutto il rispetto per la carriera di Judi Dench, sia il tempo di Croce che quello di Dench sono passati.
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Perdona la mia ignoranza, ma mi sfugge il rapporto tra la frase di Judi Dench e la filosofia crociana. Credo che l’attrice volesse solo dire che a scuola si può imparare la tecnica, ma non si può apprendere il talento, al massimo affinarlo o concretizzarlo. Così come in una scuola di pittura si possono migliorare le proprie capacità, ma se non c’è un talento di base, non si diventa pittori.
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Infatti. Anche a me sfugge il riferimento Crociano. Quanto alla Dench, se non si fosse imbattuta in 007, e il suo personaggio di “M” non so se avrebbe fatto gli stessi discorsi sul talento innato.
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Quello che tu credi volesse dire l’attrice è proprio ciò che diceva Croce. Il problema sta proprio nella parola “talento”. Il “talento” è una combinazione di passione, tecnica, pratica e creatività, che non possono stare una senza l’altra e che si alimentano l’una con l’altra. E sì, si può apprendere.
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Bene, ho imparato qualcosa.
Grazie
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