Locandine da Oscar
Nel 2014, in occasione dell’assegnazione degli Oscar, lo studio di design The Mill ha ricreato le locandine dei film in lizza per i vari premi, rivisitate di volta in volta, a seconda del tipo di nomination. Di alcuni film, come ad esempio Gravity, sono presenti più locandine, in quanto è stato candidato in più di una categoria.
Categoria: miglior film
In queste locandine si è cercato di convogliare l’essenza del film, riassumendo in un’immagine elementi che rimandano alla trama. Il lavoro dei grafici ha cercato di catturare la storia e le tematiche di fondo. I nomi indicati sotto il titolo sono quelli dei produttori, a cui va il premio per il miglior film. Vincitore: 12 anni schiavo.

La locandina di Gravity punta sull’aspetto più drammatico del film, l’abbandono alla deriva nello spazio di una missione spaziale, priva di qualunque contatto con la Terra.

Qui invece sono evidenziati due elementi simbolici del film: la frusta, che rappresenta la schiavitù a cui il protagonista è ingiustamente sottoposto, e il violino, simbolo delle sue passioni di uomo libero, oltre che il mezzo attraverso cui viene ingannato e preso in trappola.

Efficace anche la sintesi di questo manifesto, che rappresenta il tipico grafico del mercato azionario, realizzato con una striscia di cocaina. Il fulcro della storia, infatti, sono gli eccessi della vita del protagonista, che lo porteranno alla rovina.

Il film racconta una storia di truffe e di personaggi che usano identità fittizie. La locandina riassume efficacemente il tema della pellicola rappresentando volti invisibili che celano la propria vera essenza.
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Categoria: migliori costumi
In questi manifesti l’attenzione è incentrata sugli abiti, rappresentati non con immagini fotografiche, ma disegnati sui personaggi come bozzetti da stilista. Gli attori sono qui ridotti a indossatori e modelle. I nomi riportati sono ovviamente quelli dei costumisti. Vincitore: Il Grande Gatsby.


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Categoria: miglior trucco
I poster per questa categoria hanno presentato una tavolozza di ciprie e ombretti colorati nella tinta dominante del film candidato, insieme al personaggio che più ha usufruito del trucco. Sotto il titolo, i nomi di truccatori e acconciatori. Vincitore: Dallas Buyers Club.


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Categoria: miglior scenografia
Nelle locandine di questo gruppo spiccano i dettagli architettonici e di arredamento del set. Anche qui sono riportati i nomi dei designer candidati. Vincitore: Il Grande Gatsby.


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Categoria: miglior regia
Le locandine di questo gruppo erano formate da un puzzle delle inquadrature migliori e più salienti dei film candidati. In evidenza, sopra il titolo, il nome del regista. Vincitore: Gravity.

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Categoria: miglior canzone originale
Fiumi di parole per le locandine di questo gruppo. Subito sotto il titolo del film, quello della canzone candidata e più in basso i nomi degli autori di musica e parole. Vincitrice: Let it go, dal film Frozen.



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Altre locandine da Oscar
Una breve carrellata di locandine di film che hanno vinto l’Oscar in varie categorie, rivisitate da Matt Needle, un famoso illustratore e grafico che nei suoi lavori cerca di condensare e riassumere la trama dei film, ispirandosi soprattutto a Bill Gold e Saul Bass. Il suo stile di progettazione è semplice e complesso allo stesso tempo, e porta alla luce nuovi pensieri e nuove idee con dettagli sottili ma efficaci.

Qui sopra, da sinistra: American Beauty, The Artist, Thelma & Louise. Needle ha raccontato che la prima locandina che lo colpì da bambino fu quella di Drew Struzan, disegnata per il film La cosa di Carpenter. Pur non avendo idea di cosa trattasse il film, era rimasto talmente affascinato da quella locandina da desiderare di vedere il film.

Da allora, ha sempre cercato di riprodurre nei suoi lavori quel senso di mistero che incuriosisse il pubblico, senza però rivelare quasi nulla del film. Nel caso delle locandine che rivisitano grandi capolavori, secondo Needle, è importante che la locandina sia iconica, che il film sia immediatamente riconoscibile e che il messaggio possa essere durevole nel tempo. In alto le locandine che ha disegnato per tre grandi successi del passato: West Side Story, I tre giorni del Condor e Il maratoneta.

Qui sopra tre locandine di film candidati all’Oscar 2015, rivisitate da Hunter Langston, un giovane graphic designer di Detroit che si è fatto notare per l’originalità del suo stile essenziale, ma particolarmente brillante ed espressivo. Da sinistra: American Sniper, La teoria del tutto (notare come il titolo sia scritto in caratteri che richiamano il linguaggio matematico) e The imitation game, che racchiude il titolo nei meccanismi della macchina ENIGMA.

Sempre di Hunter Langston, tre locandine rivisitate in occasione degli Oscar 2016. Da sinistra: Il ponte delle spie, La grande scommessa, il film sulla crisi del mercato immobiliare statunitense, e Il caso Spotlight, felicemente condensato nel collarino bianco di un prete formato dalla pagina del Boston Globe.
E per finire una breve animazione che riassume le locandine dei più celebri film vincitori dell’Oscar per il miglior film, creata in occasione della premiazione del 2016.
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La prossima volta vedremo le locandine di alcuni cult in versione minimal, davvero molto alternative, nate dall’interpretazione di grafici e illustratori estremamente fantasiosi.
Indice della rubrica Locandine
FONTI: focus.it – classiq.me
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Buongiorno 1 in locandina
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Buondì
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Queste rivisitazioni non è che mi abbiano entusiasmato.
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Allora ti piaceranno ancora meno le versioni minimal del prossimo capitolo. Sicuramente erano più belle quelle dell’altra volta, create per i BAFTA, ma anche qui c’è qualche idea originale che si salva.
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Di solito lo stile minimal mi piace molto.
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Bene, speriamo allora ^_^
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Sempre molto brava … Mi piace tutto quello che leggo, indipendentemente dall’argomento … 🙂 …
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Grazie!
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Mi piacciono queste creazioni.
Sai qual è il vero grande rischio? Che in futuro (anzi: già da oggi) le locandine vengano create utilizzando la AI, tralasciando l’inventiva umana e lo stile artistico.
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Forse qualcuno potrà ricorrere all’AI per accorciare i tempi, un po’ come si è passati dall’illustrazione alla locandina fotografica, però ci sono tanti grandi artisti che lavorano proprio di inventiva e originalità. Ce ne sono ancora per fortuna
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complimenti per la longevità del format, non pensavo sarebbe durato così tanto
cmq, perlopiù ste copertine le trovo brutte; sembrano fanart
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