Ray Liotta, quel bravo ragazzo

Raymond Allen Liotta nasce a Newark, in New Jersey, il 18 dicembre 1954, e viene adottato a 6 mesi da Alfred e Mary Liotta. Solo nel 2000 ritroverà la madre naturale e scoprirà che le sue origini non sono italiane, come aveva sempre creduto, ma scozzesi; scoprirà anche di avere un fratellastro e cinque sorellastre. Un’altra sorella, Linda, sarà lui stesso a sceglierla: uno dei suoi primi ricordi d’infanzia, infatti, è di aver aiutato i suoi genitori adottivi a scegliere sua sorella in un orfanotrofio, quando lui aveva tre anni.

Inizia a recitare ai tempi del college, dove appare, come lui stesso racconta, in numerosi musical. Dopo la laurea in Belle Arti all’Università di Miami si trasferisce a New York, dove in soli sei mesi trova un agente e un lavoro in televisione. Dotato di un aspetto affascinante e una bellezza magnetica, viene scelto per interpretare personaggi caratterizzati da un evidente charme e da un marchio frizzante, tutto italiano. Comincia con la soap opera Destini, in cui interpreta un italo americano, e successivamente nella serie L’onore della famiglia, è un poliziotto ancora di origini italiane.

Nel 1983 fa il suo debutto cinematografico in Donna sola, con una piccola parte, ma il suo vero e proprio esordio arriva solo nel 1986, quando ha già 31 anni, ed è una vera e propria esplosione di fama. Melanie Griffith, allora moglie di Steven Bauer che era un suo vecchio amico dei tempi dell’università, raccomandò proprio Liotta al regista Jonathan Demme, per il film Qualcosa di travolgente, dove anche lei recitava. Il ruolo dell’ex marito galeotto, psicopatico e violento, gli ha fruttato una nomination ai Golden Globe come miglior attore non protagonista, a cui seguirono una valanga di offerte per riprendere il ruolo dello psicopatico.

Ma Liotta ha rifiutato parte di queste, non avendo alcuna intenzione di diventare un caratterista. Accetta invece ruoli in cui possa sfruttare le sue capacità espressive. Nel 1988 è il fratello di un giovane disabile, interpretato da Tom Hulce, nel drammatico Nick e Gino e l’anno successivo ne L’uomo dei sogni, è il fantasma del giocatore di baseball Shoeless Joe Jackson, che fa costruire il campo a Kevin Costner. Ma è il ruolo di un piccolo gangster, disposto a tutto pur di farsi strada negli alti ranghi della mafia, a dargli maggiore notorietà.

Martin Scorsese lo sceglie come protagonista di Quei bravi ragazzi, nel 1990, e da allora per tutti gli anni ‘90 Liotta è una presenza costante al cinema, anche se spesso in film commerciali, non sempre all’altezza del suo talento. Per allontanarsi dallo stereotipo del mafioso in cui rischia di incorrere, nel 1992 dà vita ad un poliziotto squilibrato in Abuso di potere e rispolvera il suo lato romantico in Una moglie per papà, nel 1994, accanto a Whoopi Goldberg.

L’anno successivo è sul set di Quando gli elefanti volavano, una strana storia ambientata durante la guerra del Vietnam, mentre nel 1997 partecipa al film Cop Land, dove interpreta un poliziotto psicopatico. All’inizio del 2000 comincia a recitare come protagonista in alcuni film di serie B o indipendenti, che finiscono soprattutto sul piccolo schermo. La sua fama comincia a scemare.

È stato Ridley Scott a riportarlo sulla via della notorietà inserendolo nel cast di Hannibal nel 2001, dove viene costretto da Anthony Hopkins a mangiare il suo stesso cervello, mentre, nello stesso anno, si divertiva a mettersi fra madre e figlia truffatrici in Heartbreakers – Vizio di famiglia. Sempre nel 2001 interpreta a meraviglia il padre dello spacciatore George Jung in Blow di Ted Demme. Nel 2002 compare in tre film: Punto d’origine, Narc – Analisi di un delitto e John Q.

L’anno successivo è nel cast di Identità, dove ha l’opportunità di interpretare un personaggio molto interessante. Nel 2005 vince un Emmy come guest-star per la sua apparizione in un episodio della serie E.R. Medici in prima linea. È uno dei protagonisti dell’unica stagione della serie tv Smith tra il 2006 e il 2007, serie mai arrivata in Italia, e al cinema interpreta anche commedie, come Ricomincio da zero, del 2010, film per famiglie come Il guinness dei pupazzi di neve, dello stesso anno, e film che nonostante il cast non hanno raccolto il gradimento del pubblico, come The Son of No One, del 2011, in cui recita accanto ad Al Pacino.

Ruoli (e film) migliori arrivano nel 2012 col corale Cogan – Killing Them Softly e con la crime story The Iceman di Ariel Vromen. Nello stesso anno è nel cast di Come un tuono accanto a Ryan Gosling, Bradley Cooper e Eva Mendes. Nel 2014 accumula moltissime partecipazioni televisive e cinematografiche. Tra queste ultime ricordiamo Muppets 2 e Sin City – Una donna per cui uccidere.

Dopo un periodo fiacco, che lo vede impegnato in film minori, vive un momento di rinascita con film come Storia di un matrimonio, del 2019, con Scarlett Johansson e Adam Driver, e I molti santi del New Jersey e No Sudden Move, entrambi del 2021, in cui torna a interpretare ruoli da criminale.

Nel corso della sua carriera, Liotta ha lavorato spesso in televisione, sia come attore che come doppiatore: I Griffin (2001); E.R. – Medici in prima linea (2004), Smith (2006-2007); Hannah Montana (2010); Texas Rising (2015); Modern Family (2016); Unbreakable Kimmy Schmidt (2017); Young Sheldon (2017); I Simpson (2018); Shades of Blue (2016-2018); Hanna (2021).

I suoi occhi e il suo nome sono così famosi che nel 1997 la rock band inglese Linoleum gli dedica una canzone intitolata proprio Ray Liotta. Nello stesso anno si era sposato con l’attrice e produttrice Michelle Grace, dalla quale divorzierà solo nel 2004, dopo aver avuto la sua unica figlia, Karsen, anche lei diventata attrice.

Il 26 maggio 2022, a 67 anni, muore improvvisamente nel sonno per cause sconosciute, mentre si trovava nella Repubblica Dominicana, a Santo Domingo, per le riprese del film Dangerous Waters.

«Non amo improvvisare, e non mi sembra sia giusto, ci vuole rispetto per chi scrive le sceneggiature. Credo fermamente che il copione debba essere la bibbia di un attore.»

FONTI: comingsoon – mymovies – ecodelcinema

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

8 pensieri riguardo “Ray Liotta, quel bravo ragazzo”

  1. una bella carriera anche se altalenante
    io non ho mai capito prima di leggerti il motivo della sua fama, non essendo mai riuscito a vederlo in ruoli interessanti
    bellissimo Heartbreakers, ma di sicuro in settimana parlerai solo dei film di cui hai caricato le immagini -__-

    Piace a 1 persona

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