Hedy Lamarr, non solo bella

Il suo vero nome era Hedwig Eva Maria Kiesler. Nasce a Vienna il 9 novembre 1913, figlia dell’alta borghesia ebraica: il padre era un direttore di banca e la madre una pianista nata a Budapest. Dopo gli studi d’obbligo a Vienna, frequenta la Scuola d’Arte Drammatica sotto gli insegnamenti di Max Reinhardt, il quale la portò con sé a Berlino per farla esordire appena sedicenne a teatro. Rara bellezza, fotogenica come poche altre, era di un intelligenza straordinaria, superiore alla media e con una particolare propensione per le scienze matematiche, ma il fascino e la sensualità predominarono portandola sul grande schermo e facendola definire la donna più bella del cinema. Rinunciò quindi ad iscriversi alla facoltà di ingegneria, come avrebbe voluto, per seguire la carriera cinematografica.

Debutta nel cinema con il nome Hedy Kiesler, che conserverà per diversi anni e appena diciottenne, nel 1933, dà scandalo mostrandosi totalmente nuda nel film cecoslovacco Estasi, primo caso di nudo nella cinematografia di tutti i tempi.

Con l’avvento del nazismo, a cui era assolutamente contraria, si trasferisce in Inghilterra, dopo aver abbandonato il suo primo marito Fritz Mandl, potente mercante d’armi in combutta con il regime nazionalsocialista. A Londra conosce il produttore Louis B. Mayer che la convince a trasferirsi negli USA. A Hollywood firma un contratto con la MGM e nel 1938 lavora nel suo primo film americano, Un’americana nella Casbah. Nel 1941, viene lanciata insieme a due bellezze di Hollywood, Lana Turner e Judy Garland nello stravagante musical Le fanciulle delle follie.

Spesso utilizzata in ruoli esotici, dagli anni ’40 si afferma come dark lady in diversi film neri fra i quali La banda Pellettier, Schiava del male, I cospiratori e Disonorata. Nel 1949, prestata alla Paramount, Cecil B. De Mille ne sfrutta il fascino misterioso di donna fatale affidandole il ruolo ambiguo della protagonista femminile nel biblico Sansone e Dalila, dove indossa il famoso costume, cucito a mano con 1926 piume di pavone, ideato dallo stesso De Mille.

Dopo aver girato con Bob Hope il film comico L’avventuriera di Tangeri del 1951, la carriera cinematografica iniziò a fermarsi. Dagli anni ’50 era iniziato per lei un lento ma inesorabile declino; sempre in film di routine per lo più insignificanti, nel 1954 è presente in una produzione italiana, L’amante di Paride, in cui interpreta Elena di Troia accanto a Massimo Serato, fino all’ultima apparizione in un film più che trascurabile, L’animale femmina, nel 1958.

È importante invece quello che riuscì a fare nella sua vita privata. Infatti insieme all’amico compositore George Antheil aveva lavorato ad un sistema di guida a distanza per permettere ai siluri, al momento del lancio, di sfuggire al controllo radar, attraverso traiettorie che cambiavano continuamente, tali da disorientare il nemico. Questa invenzione all’epoca non piacque né alla marina militare degli Stati Uniti né a Washington, perché ritenuta molto complicata da attuare, ma in futuro sarebbe stata ripresa e avrebbe portato all’invenzione della telefonia mobile e ai sistemi informatici wireless. Dunque è alla straordinaria intuizione di questa donna se oggi si è arrivati agli smartphone.

Affetta da sindrome di shopping compulsivo unita a forme morbose di cleptomania, nel 1966 è arrestata una prima volta per furto in un negozio; prosciolta, ripete lo stesso reato nel 1991, ma questa volta è condannata a un anno di reclusione con la condizionale.

Nel 1967 scrive l’autobiografia Ecstasy and Me, testo ricco di aneddoti, nel quale è ben evidenziato il cammino professionale dell’attrice e tutto quello che derivò in carriera dalla sua discussa prestazione in Estasi.

Tre anni prima di morire, nel 1997, ricevette l’autorevole riconoscimento ´EFF Pioner´, stanziato dalla Electronic Frontier Foundation, quindi la medaglia Kaplan, la più prestigiosa onorificenza austriaca per un inventore, nell’ottobre 1998. In suo onore, il 9 novembre, la data del suo compleanno, fu proclamata la Giornata dell’Inventore in Germania, Austria e Svizzera.  

Muore a 85 anni, nel 2000, per cause naturali. Assecondandone la volontà, il figlio Anthony Loder porta in Austria le sue ceneri e le disperde nella Selva Viennese. Nel 2014 è stata inserita nel National Inventors Hall of Fame statunitense per il suo brevetto.

“Ogni donna può essere affascinante. Tutto quello che deve fare è rimanere immobile e sembrare stupida”

FONTI: Enciclopedia del cinema Treccani – cinekolossal – ciakhollywood

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

45 pensieri riguardo “Hedy Lamarr, non solo bella”

      1. Anch’io di lei non conoscevo che il nome, ma il fatto che sia stata una ricercatrice, una scienziata mi ha stupita soprattutto per il periodo in cui è vissuta. Mi fa meno stupore Geena Devis che, ho scoperto anni fa, è una matematica. Ma di lei hai mai scritto qualcosa?

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