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Capodanno a New York (2011)

Immagino che qualcuno possa storcere il naso di fronte ad un film che definire commerciale è un eufemismo. Lo è di sicuro, senza ombra di dubbio: è un tentativo maldestro da parte di un regista particolarmente portato per le commedie sentimentali, di fondere insieme un po’ di romanticismo, un pizzico di melodramma, e un’abbondante manciata di banalità natalizie, insaporendo il tutto con tanto zucchero.

Sulla scia di altre commedie romantiche, come Love actually, il regista tesse una trama inconsistente per far incontrare personaggi diversissimi, che altrimenti non si sarebbero mai neppure sfiorati, ma che nell’incanto dell’ultimo giorno dell’anno arrivano persino a innamorarsi. E tutti, comunque, alla fine avranno un motivo in più per essere felici.

Favolosa, quasi irreale, l’atmosfera natalizia di New York che fa venir voglia di trascorrervi realmente l’ultimo giorno dell’anno. È una commedia frivola e leggera, che va goduta senza porsi troppe domande, apprezzando lo sforzo dei tanti attori che vi partecipano e che riescono a dare della Grande Mela un’immagine idilliaca molto lontana dalla realtà. Un cast stellare, viene da dire, un po’ sprecato, perché la pellicola è chiaramente un film che strizza l’occhio alle festività natalizie.

Il regista è quel Garry Marshall che in altri tempi ci ha regalato Paura d’amare, Pretty Woman, Se scappi ti sposo, e che qui cerca di bissare il successo di Appuntamento con l’amore dell’anno precedente, altro film corale, ambientato nel giorno di San Valentino. Ma se già lì la trama era deboluccia e un po’ fiacca, qui diventa impalpabile, il buonismo si spreca e i luoghi comuni abbondano. Insomma non è sufficiente mettere insieme un gruppo di personaggi e intrecciarne le storie per ottenere un film delizioso come Love Actually.

La critica è stata impietosa: il film ha ricevuto ben 5 nomination ai Razzie Awards (il premio che è l’esatto opposto dell’Oscar) per il peggior film, la peggior sceneggiatura, la peggior attrice protagonista (Sarah Jessica Parker), il peggior cast e la peggior regia. Qualcuno lo ha definito banale o addirittura orrendo, mentre qualche altro critico, più clemente, ha ammesso che, nonostante la stupidità di fondo, è un film che rientra nel genere zuccheroso ammissibile nel periodo natalizio.

Ed è proprio in tale contesto che intendo spezzare una lancia a favore di questa commedia tutto sommato gradevole, senza lode ma anche senza eccessiva infamia. È banale, sicuramente, ma non è detto che banale significhi per forza brutto; non sarà una pietra miliare nella storia del cinema, ma sinceramente ho visto cose peggiori, magari pure volgari. Considerando i nostri cinepanettoni, qui siamo a livello di festival del cinema.

I personaggi che animano il film sono i più disparati, a rappresentare tutta la varia umanità che si può trovare tra le mille luci di New York, ma in fondo anche in qualunque altra grande metropoli: ci sono madre e figlia che litigano sull’uscita serale, un’infermiera di turno in ospedale che aspetta di poter salutare via web il proprio fidanzato, militare in missione; c’è un ragazzo che rimane bloccato in ascensore con una bellissima ragazza di cui si innamora; ci sono due coppie di genitori, in ospedale per partorire, che si contendono il premio per il primo nato dell’anno; c’è un vecchio genitore, malato terminale, che vorrebbe riappacificarsi con la figlia prima di morire; c’è una neo divorziata che va ad un appuntamento fissato l’anno prima, sperando di ricominciare con un nuovo amore. E poi altre storie, tra chi cerca di rimediare a vecchi errori, e chi vuole cambiare completamente vita, seguendo la propria improbabile lista delle cose da fare.

Così, tra momenti toccanti ed altri semplicemente divertenti, il film prosegue per quasi due ore, portato avanti comunque con professionalità da Halle Berry, Robert De Niro, Ashton Kutcher, Zac Efron, Sarah Jessica Parker, Jon Bon Jovi, Jessica Biel, Michelle Pfeiffer e tantissimi altri, tra cui anche Matthew Broderick e Jim Belushi in due cameo.

Qualcuno ha malignato sul fatto che il lungo elenco di nomi famosi vada di pari passo con l’inconsistenza della trama e della sceneggiatura, quasi a voler compensare l’una con l’altro.

Comunque sia, rimane un film piacevole, leggero leggero, che va giù senza lasciare traccia ma anche senza appesantire, perfetto da vedere in questo periodo dell’anno, in cui si cerca solo un po’ di sano divertimento che sia anche alla portata dei più piccoli, giusto per far passare un paio d’ore senza pensieri. E se decidete di guardarlo, non dimenticate di vedere fino alla fine i titoli di coda, con errori, scene tagliate e divertenti variazioni dal copione. Potrebbero persino essere la parte migliore del film…

Complimenti ad Antonio de Il Blog di Tony, Alessandro Gianesini, alias Lo Scribacchino del web, Jo di Film Serial, Giorgio di teddyboys8284, Liza di Chez moi e Farida de la borsetta delle donne, che hanno indovinato.

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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

21 pensieri riguardo “Capodanno a New York (2011)”

  1. Non sarà certo un capolavoro però non m’è dispiaciuto. Ne ho sentito parlare malissimo e ho letto varie recensioni in cui è stato a dir poco stroncato, ma non capisco il motivo, mi sembrano esagerati. Non è sicuramente uno di quei film profondi da farti riflettere la notte però è gradevole, divertente, spassoso, insomma un film che ti fa volare due orette senza pensieri

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  2. Non ho mai visto il film, ma dal trailer mi pare piuttosto ordinario, come dici tu: né lodi né troppa infamia. Il vero difetto può essere proprio la scrittura, nel senso che si può realizzare una bella commedia per le feste con una trama bella e credibile: credo costi comunque meno che scritturare De Niro… 😅

    Piace a 1 persona

  3. Beh insomma, non capisco chi critica, ogni tanto ci vuole qualcosa di leggero e a tratti spumeggiante… I nomi importanti possono essere tattici, ma anche un modo per vederli cimentarsi in piccole scene, nell’avventura di dividere il palcoscenico tra loro senza nessuna star che sovrasta… a me non dispiace questo genere!
    Bellissimo articolo Raffa, come sempre del resto 🥰

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  4. E’ uno dei sogni di mia moglie, quello di trascorrere un capodanno a NY.
    Non è propriamente il mio, di sogno, dato che fa spesso un freddo cane, e rimanere pigiato tra la folla non è in cima alle mie preferenze.

    (non parlo del film, perché non l’ho visto)

    Piace a 1 persona

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