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Il mio nome è Bond, James Bond

I romanzi di Fleming con protagonista l’ineffabile agente segreto sono stati portati sullo schermo per ben 24 volte finora, dal 1962 al 2015. Il venticinquesimo film, No time to die, dovrebbe uscire a novembre di quest’anno, dopo i ritardi dovuti alla pandemia.

In origine il protagonista avrebbe dovuto chiamarsi James Secretan, poi Fleming, che cercava in realtà un nome semplice per la sua spia, fu colpito dal nome dell’autore di un libro di ornitologia che stava leggendo, in quanto appassionato della materia: e così nacque James Bond.

I film ufficiali con le avventure di 007 sono stati prodotti sotto la supervisione prima di Harry Saltzman e Albert Broccoli, poi dei figli di quest’ultimo: sono caratterizzati da un tema musicale memorabile di Monty Norman, suggestive canzoni a tema, interpretate da cantanti di fama mondiale su titoli di testa sempre molto originali. L’intento, almeno in teoria, è quello di narrare le vicende del personaggio con una continuità abbastanza coerente.

I film hanno colpito l’immaginario popolare soprattutto per le ambientazioni esotiche dove il protagonista agisce, le sue sfide estreme con il nemico di turno, le auto fantasiosamente accessoriate per difendersi e attaccare, le armi e i gadget da missione che gli fornisce Q, ma soprattutto per le donne sempre bellissime che seduce, e che per questo sono entrate nella leggenda come Bond Girls.

Sei sono gli attori che hanno interpretato finora James Bond: Sean Connery, per 6 volte, dal 1962 al 1971, con un’unica eccezione, Al servizio segreto di Sua Maestà, interpretato nel 1969 da George Lazenby per la prima e unica volta; Roger Moore, per 7 volte, dal 1973 al 1985; Timothy Dalton per due volte, nel 1987 e nel 1989; Pierce Brosnan, per 4 volte, dal 1995 al 2002, e infine Daniel Craig, l’ultimo in ordine cronologico, per 4 volte, dal 2006 ad oggi.

Tra i film non ufficiali, perché non prodotti dalla famiglia Broccoli, vanno ricordati James Bond 007 – Casino Royale del 1967, parodia con Peter Sellers e Orson Welles, e Mai dire mai del 1983, un remake di Thunderball, che fu realizzato dopo lunghe e complesse vicende legali e che vide Connery nuovamente nel ruolo che aveva interpretato l’ultima volta dodici anni prima.

L’interpretazione rimasta nella memoria collettiva è sicuramente quella di Sean Connery che interpretò il personaggio di Fleming nei primi cinque film, finché non si stancò e divenne un problema per la produzione scritturarlo, perché desiderava togliersi di dosso i panni ingombranti del famoso agente segreto.

George Lazenby, il secondo 007, fu il protagonista soltanto di un film che, malgrado una sceneggiatura di ottimo livello, non ebbe il successo sperato, soprattutto perché il confronto con Connery oscurò la pur discreta prova d’attore di Lazenby.

Dopo il momentaneo ritorno di Connery nel film successivo, il personaggio passò a Roger Moore che ne diede un’interpretazione molto ironica, elegante e carismatica, sulla falsariga di quella della serie Simon Templar di cui era protagonista in televisione. Moore riuscì a far amare il personaggio sin da subito, almeno quanto il primo interprete. Ancor oggi è considerato assieme a Connery il miglior interprete della spia inglese. Personalmente è il Bond che amo di più, per la simpatia scanzonata che Moore ha aggiunto al personaggio, oltre che per la sua innegabile eleganza, unita ad una classe innata, che Connery non ha mai avuto.

Al contrario di Moore, il successore Timothy Dalton ha interpretato Bond solo in due pellicole. Il ritratto disegnato da Dalton era molto cupo e più serio dei precedenti. L’attore ha accentuato, forse con troppa enfasi, il realismo crudo dei romanzi di Ian Fleming, dimenticando l’ironia del personaggio.

Dopo due soli film, la serie subì un’interruzione di diversi anni e Dalton perse la voglia di riprendere il ruolo; consegnò allora il testimone a Pierce Brosnan, che nei suoi quattro film di enorme successo, dal 1995 al 2002, si avvicinò a Moore, che ammirava tantissimo, come ispirazione del suo Bond. Innegabile il fascino e la classe dell’attore, in questo sicuramente assimilabile a Moore, oltre che per i lineamenti gentili e lo sguardo particolarmente dolce.

Dal 2006 Bond è stato interpretato da Daniel Craig che con Casino Royale, Quantum of Solace, Skyfall e Spectre fa ricominciare la serie da zero, creando un nuovo Bond, più realistico e cupo, non invincibile, ma anche più serio e violento. Dopo aver girato Spectre, Craig in una intervista aveva espresso esplicitamente la sua intenzione di non proseguire: ma nel 2017, a due anni da quella che sarebbe dovuta essere la sua ultima interpretazione, Craig purtroppo ha cambiato idea dicendo “questo lavoro mi diverte e se posso lo farò ancora”. Personalmente trovo che Craig sia l’interprete meno dotato quanto a fascino ed eleganza, ma evidentemente il pubblico non la pensa come me. Il nuovo film dunque sarà No time to die, annunciato per il prossimo novembre. Di certo si sa che i produttori hanno offerto all’attore inglese un contratto per altri due film della serie, con un ingaggio vicino ai 150 milioni di dollari. E questo sicuramente sarà un motivo in più per Craig per continuare ad interpretare la spia più famosa del cinema.

Appuntamento al prossimo post con le Bond Girls.

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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

33 pensieri riguardo “Il mio nome è Bond, James Bond”

  1. Dalton e Craig sono quelli che hanno dato più giustizia al Bond cartaceo. Dalton ebbe lo sgambetto della non molto felice trama dei film, soprattutto Vendetta privata. L’apice di Craig è stato con Skyfall, Spectre abbastanza deludente e purtroppo alcune scelte temo lo renderanno anche NTTD.

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  2. “Il mio nome è Secretan, James Secretan…” E no, non sarebbe stato lo stesso! 😀 non ne sapevo nulla, mi piacciono un sacco le curiosità di questo tipo. Bellissimo articolo, anche per il confronto che offre dei vari interpreti. Ti auguro una buona giornata 🙂

    Piace a 1 persona

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