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Peter Cushing, con quella faccia un po’ così

Il suo nome completo era Peter Wilton Cushing. Nasce a Kenley, in Gran Bretagna, il 26 maggio 1913. Si forma alla Guildhall School of Music and Drama di Londra e fa le sue prime apparizioni in teatro. Nel 1938 si trasferisce negli Stati Uniti e calca con poca fortuna i palcoscenici di Broadway. A Hollywood si fece notare solo per comparsate di scarso rilievo, tra cui il ruolo dello studente nel film Noi siamo le colonne, del 1940, uno degli ultimi successi di Stan Laurel e Oliver Hardy. Tornato a Londra, ottenne un ruolo di secondo piano, quello di Osric, nell’adattamento dell’Amleto diretto da Laurence Olivier nel 1948.

La maschera di Frankenstein (1957)

Dopo altri ruoli minori in produzioni televisive, ebbe la grande occasione della sua carriera quando ottenne la parte del protagonista, il barone Frankenstein, nel film di Terence Fisher La maschera di Frankenstein, nel 1957. Il film ha un importanza storica perché segnò l’inizio di un revival del gotico come genere cinematografico sia in Europa che negli Stati Uniti, e diede il via alla lunga serie di film horror della casa di produzione britannica Hammer.

La vendetta di Frankenstein (1958)

Per oltre vent’anni Cushing divenne uno degli interpreti più noti del cinema horror inglese, insieme a Christopher Lee; il fisico asciutto, il suo volto affilato e aristocratico, lo sguardo sinistro e minaccioso, e la notevole mimica espressiva, gli permisero di interpretare personaggi ambivalenti, dall’apparenza normale ma con un fondo d’inquietante intimidazione, perfetti per le atmosfere gotiche e misteriose dei film della Hammer Film Productions. Visto il successo del primo film, Fisher si affrettò a girare il seguito, La vendetta di Frankenstein, del 1958, con Cushing ancora una volta accanto a Christopher Lee nel ruolo della Creatura.

Dracula il vampiro (1958)

Sempre diretti da Fisher, Lee e Cushing, rispettivamente il conte Dracula e il dottor Van Helsing, continuarono a duettare in un altro classico dell’horror, il film Dracula il vampiro, del 1958. Nel 1959, invece, Cushing passò a un classico inglese, interpretando Sherlock Holmes sempre diretto da Fisher, ma senza allontanarsi troppo dalle atmosfere dell’orrore, nel film La furia dei Baskerville. Raggiunto il successo commerciale, Cushing intraprese una carriera frenetica, interpretando complessivamente più di cento film, dagli esiti altalenanti.

La furia dei Baskerville (1959)

Oltre che con Fisher, lavorò spesso diretto da Freddie Francis, sempre in storie dell’orrore ma slegate dai personaggi classici di Dracula o Frankenstein: Le cinque chiavi del terrore (1965), Il teschio maledetto (1965), Il giardino delle torture (1967), Racconti dalla tomba (1972) e Il terrore viene dalla pioggia (1973), in molti dei quali Cushing recita accanto a Christopher Lee.

Doctor Who and the Daleks (1965)

A metà degli anni sessanta Cushing interpretò l’eccentrico Dottor Who in due film, Dr. Who and the Daleks, del 1965, e Daleks – Il futuro tra un milione di anni, l’anno successivo, basati su due avventure della serie televisiva Dottor Who. Cushing decise di recitare questa parte di un personaggio amabile e familiare, nello sforzo di sfuggire alla sua immagine di attore horror. In un’intervista ironicamente dichiarò: «Sono stanco di sentire i figli dei vicini che mi dicono “mia mamma dice che non vorrebbe incontrarti di sera al buio”». Tuttavia le parti che gli venivano offerte avevano sempre qualcosa di inquietante. Tra gli altri, accettò il ruolo di Tarkin, il malvagio capo dell’Impero, in Guerre stellari di George Lucas, al posto di Christopher Lee che rifiutò la parte in suo favore.

Guerre stellari (1977)

Nel 1983 fu accanto a Christopher Lee, Vincent Price e John Carradine nel thriller parodistico La casa delle ombre lunghe, di Pete Walker, mentre l’anno dopo fece parte del cast di Top Secret!, riuscita commedia grottesca della coppia Abrahams-Zucker. Lavorò molto anche per la televisione: tante le sue partecipazioni in serial di grande successo come Sherlock Holmes, Spazio:1999, Gli infallibili tre e Il brivido dell’imprevisto.

Top secret! (1984)

Alla fine degli anni ‘80 pubblicò due autobiografie: Peter Cushing: an autobiography (1986) e Past forgetting: memoirs of the Hammer years (1988).
Per i suoi meriti artistici e per aver amplificato, attraverso la carriera di attore, tutto il cinema inglese, nel 1989 fu nominato dalla Regina Elisabetta II Grande Ufficiale dell’Impero Britannico. Muore a 81 anni, a causa di un tumore, l’11 agosto 1994. Sposato con Violet Helene Beck fino alla morte di lei, nel 1971, non ha avuto figli. Malgrado un aspetto rigido che sembrava denotare freddezza da tutti i pori, fu uomo di grande bontà e un cattolico fervente, che lasciò un bellissimo ricordo in chiunque l’abbia conosciuto. Molti colleghi illustri, da Lee a Vincent Price, da Laurence Olivier a Peter Ustinov, lo soprannominarono St. Peter e parlarono sempre di lui come di una persona incapace di provare sentimenti negativi nei confronti di chicchessia.

«La gente mi guarda come se fossi un mostro, ma non capisco perché. Anche nei film che ho interpretato, sono stato un creatore o un distruttore di mostri, ma mai un mostro»

FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – cinekolossal – wikipedia

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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

13 pensieri riguardo “Peter Cushing, con quella faccia un po’ così”

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