Doppia colpa (2018)

Thriller di gran classe, sofisticato e teso, dove anche i colpi di scena sono diluiti e metabolizzati con lentezza, senza forzature e senza la ricerca di un effetto sorpresa a tutti i costi. Sostanzialmente un giallo, ma che diventa, lungo la strada per la sua soluzione, un meraviglioso intreccio tra filosofia e psicologia, un gioco irrazionale tra ipotesi e realtà.

Un affascinante professore di filosofia, che non sembra insensibile al fascino delle giovani studentesse, si trova al centro dell’indagine sulla scomparsa di una ragazza del luogo; marcato sempre più stretto dall’investigatore, convinto che lui sappia qualcosa, sembra doversi difendere anche dai sospetti della giovane moglie, forse a causa di un segreto che appartiene al loro passato, di cui entrambi sembrano non voler parlare.

La vicenda si dipana come in un gioco di specchi, attraverso frammenti di ricordi e flashbacks, sempre in bilico tra ciò è successo realmente e ciò che avrebbe potuto succedere, tra la realtà sognata e quella effettivamente vissuta. Con prove indiziarie che sembrano incontrovertibili.

Ad accentuare il ritmo lento ma inesorabile del film, che sembra fin dall’inizio viaggiare in un’unica direzione, si aggiungono le conversazioni filosofiche tra il professore e l’investigatore, persona di notevole intelligenza di non scarsa cultura, che sembra aver compreso tutto, ma è alla ricerca di prove.

Quando però compare un cadavere, non c’è più spazio per la filosofia, non è più tempo di chiedersi se esiste la verità assoluta o se è solo quello che noi percepiamo come verità. A poco più di 10 minuti dalla fine del film si susseguono tutta una serie di colpi scena, l’uno dopo l’altro, che ribaltano più volte le apparenze e risolvono il mistero, rivelando cosa sia veramente successo in una inattesa quanto sconvolgente confessione. Ma sarà davvero andata così? Forse no.

Guy Pearce sembra quasi fare il verso al se stesso di Memento, aggirandosi confuso tra sogno e realtà, con qualche problema di memoria e forse anche di coscienza, mentre Pierce Brosnan interpreta con flemma tutta anglosassone un poliziotto scaltro e intelligente, sornione come il gatto che si prepara a catturare il topo, ma anche umano, perché lui pure ha un passato da dimenticare e sa cosa significhi il senso di colpa. Entrambi sono molto efficaci nei loro ruoli, e ben supportati da una sceneggiatura molto curata, con dialoghi impregnati di filosofia, che però non si distaccano mai dalla realtà. Minnie Driver interpreta con convinzione il personaggio più razionale e concreto della storia, la giovane moglie in cerca della verità, che sembra aver bisogno di risposte ancor più del poliziotto.

La regia accompagna la storia senza particolari guizzi, sfruttando a pieno l’espressività degli attori nei primi piani, e usando i magnifici paesaggi per creare un’atmosfera di mistero che rafforza la suspense. Ovviamente non svelo il finale, ma vi dico solo di godervi il film fino in fondo, perchè non c’è niente di scontato.

Trailer originale

SPUNTI DI CINEMA: Alla ricerca di un colpevole

ATTENZIONE SPOILER Visto che qualcuno ha chiesto chiarimenti sul finale, l’ho spiegato nei commenti.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

16 pensieri riguardo “Doppia colpa (2018)”

    1. Potresti spiegare a me il finale? Da qui in poi SPOILER dunque non proseguite se non avete visto il film

      Sinceramente non ho capito perché il personaggio di Brosnan lascia andare quello di Pearce dopo che confessa che la ragazza è morta perché scappava da lui. Va bene che non ha trovato prove e lui si basava esclusivamente su quelle ma ciò nonostante da ” uomo ” non credo sia una reazione naturale la sua che lo lascia andare. Il personaggio di Pearce sul finale vede in un flashback l’altra ragazza ricciolina mora, che per un attimo gli sembra di aver ucciso dopo che facevano sesso in auto, ma che poi si rialza e se ne va, e quindi? Faceva confusione tra le 2 ragazze? Non ha ucciso nessuna delle 2 ma se n’è convinto a causa dello stress
      dei problemi di memoria? Grazie

      Piace a 1 persona

      1. Scusa se rispondo con tanto ritardo, ma i commenti su articoli vecchi non sempre mi arrivano.
        Bisogna partire dal fatto che il professore ha dei problemi psicologici di suo, sensi di colpa nei confronti della moglie per averla tradita in passato, e forse anche altro (ma il film non ce lo dice). Sicuramente ha dei momenti di blackout. Quando lui va in commissiariato a confessare, è realmente convinto di aver ucciso la studentessa, ma anche dal suo racconto si capisce che nella sua testa confonde le due ragazze. Quella mora ricciolina era una studentessa con cui aveva avuto una storia, forse l’aveva messa incinta, e per questo aveva dovuto cambiare città e lasciare il lavoro; così lui trasforma il senso di colpa per quella relazione, con il senso di colpa per l’omicidio che non ha commesso. L’ispettore lo lascia andare perché capisce che non è stato lui: dal referto dell’autopsia infatti si ricava che la ragazza è caduta dalla scogliera, non ha battuto la testa contro le rocce, come invece avevano detto i giornali; inoltre non c’è traccia di rapporti sessuali né di un tentativo di difesa da parte della ragazza, niente sotto le unghie, né fibre, né tracce di DNA estraneo. Perciò il poliziotto capisce che la confessione del professore è un tentativo di superare i suoi sensi di colpa. Può anche darsi, e il film lascia questo dubbio, che il professore abbia desiderato avere un rapporto con la ragazza morta, o che se lo sia immaginato nella sua testa, ma di sicuro non l’ha uccisa. In più, nella sua confessione lui dà particolari che non sono veri, ma che erano stati dati ai giornali proprio per smascherare finte confessioni di qualche mitomane. Si rimane quindi con la delusione perché dopo tanto indagare, alla fine si scopre che la morte è stata accidentale. In fondo il film non è tanto incentrato sul delitto, quanto sui due personaggi dell’ispettore e del professore.
        Spero di essere stata esauriente. Ciao!

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