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Ma avevo commentato anche io…
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Scusa, hai fatto bene a dirmelo. Ho corretto.
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Questo non l’abbiamo indovinato, ma l’avevamo visto…😂
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Brave comunque, perché l’avete visto.
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Dopo che ho capito di che film si trattava, mi è venuto in mente di averlo visto: sì, molto adrenalinico, senza dubbio 😊
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Visti entrambi i film.
Quasi quasi li riguardo: ho giusto voglia di un po’ di sano cinismo.
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Il primo mi sconvolse, il secondo l’ho apprezzato di più.
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Per comodità rispondo qui alla tua domanda.
Hai ragione, il pezzo è famosissimo, anzi è diventato una specie di icona pop. Fa parte delle musiche scritte da Edvard Grieg per la rappresentazione scenica del Peer Gynt di Ibsen e si intitola «I Dovregubbens hall», ossia “Nell’antro del re della montagna”. Ti propongo prima la versione da concerto, per sola orchestra, inclusa da Grieg nella prima delle due suites sinfoniche di brani tratti dalla partitura completa:
Qui invece la versione originale, quella pensata per il teatro, con coro e voci dei troll nel finale:
(Il direttore la prende più lentamente all’inizio per rendere più drammatico l’accelerando della seconda metà.)
Queste musiche di scena sono indubbiamente un capolavoro di Grieg: anche altre parti di questa composizione sono diventate giustamente famose e meritano un ascolto attento, per cogliere tutte le sfumature espressive, tutti i colori di una tavolozza ricchissima. Nel video che segue troverai entrambe le suites cui ho accennato sopra:
L’ultimo brano della seconda suite è la «Canzone di Solvejg», straordinariamente bella e commuovente. Ti propongo di ascoltare la versione per il teatro, cantata, nell’interpretazione di Lucia Popp, uno dei pochi soprani per i quali mi è capitato di… andare in visibilio – purtroppo non è più fra noi e a me manca tantissimo:
Der Winter mag scheiden, der Frühling vergehn,
der Sommer mag verwelken, das Jahr verwehn,
Du kehrst mir zurück, gewiß, du wirst mein,
ich hab es versprochen, ich harre treulich dein.
Gott helfe dir, wenn du die Sonne noch siehst.
Gott segne dich, wenn du zu Füßen ihm kniest.
Ich will deiner harren, bis du mir nah,
und harrest du dort oben, so treffen wir uns da!
(Forse l’inverno passerà, la primavera se ne andrà, l’estate appassirà e l’anno intero svanirà, ma un giorno tornerai, lo so. E io fedelmente ti aspetterò, te l’ho promesso. Che Dio ti aiuti, se ancora vedi il sole. Che Dio ti benedica, se ti inginocchi davanti a Lui. Io ti aspetterò, fino a quando arriverai da me. E se rimarrai lassù, lassù ci incontreremo)
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Ho ascoltato tutto. La canzone del soprano è molto struggente. La versione da concerto di Grieg mi è piaciuta più della seconda. Grazie!
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Gran film, Haneke non delude mai! Io ho recensito il remake sempre di Haneke, ma tanto è lo stesso film, shot by shot! Molto interessante la tua recensione!
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Grazie!
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Ma Micheal Pitt che fine ha fatto?
Sembrava uno che promettava molto, sparito dalla circolazione.
Comunque, io ho visto la versione originale e ricordo che mi piacque proprio per quello che dici: c’era quel senso di “non realtà”, come se si sapesse che fosse un film. Specie la scena del telecomando.
Moz-
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Dopo Funny games, di famoso, ha fatto “7 psicopatici” e “Ghost in the shell”, più altri film minori.
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L’ho visto ma non avevo fatto il collegamento.
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Si vede che ho messo gli indizi sbagliati.
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no è che mi è venuto in mente il film solo quando ho visto la foto e letta la trama….non lo ricordavo, non mi è piaciuto particolarmente.
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