Charles Coburn, l’eccentrico gentiluomo

1877 – 1961

Caso più unico che raro, arriva al cinema in tarda età, a sessant’anni, dopo aver calcato i palcoscenici teatrali insieme alla prima moglie, Ivah Wills, anch’essa attrice. Solo dopo la morte di lei, si avvicina al grande schermo, e riesce a emergere caratterizzando ricchi imprenditori o politici apparentemente burberi, ma dal cuore tenero, flemmatici, spesso ironici, e sempre pronti a cedere in nome di una buona causa. Di aspetto imponente, immancabilmente dotato di monocolo e sigaro che rafforzavano la sua immagine severa ma anche altolocata, riusciva a modellare figure che si facevano notare, anche nei ruoli minori.

Il suo nome completo era Charles Douville Coburn. Nasce a Savannah, in Georgia, il 19 giugno 1877, ma spesso veniva scambiato per inglese, grazie all’aspetto da vecchio gentiluomo. Dopo gli studi al King William’s College di Castletown, a soli 17 anni dirige un teatro per ragazzi, a Savannah, poi in Iowa mette in scena un’applaudita rappresentazione del Quo Vadis; quindi si trasferisce New York e nel 1901 debutta a Broadway; cinque anni dopo, assieme alla moglie Ivah Wills, organizza la compagnia teatrale Coburn Shakespeare Players che per 10 anni, con repertorio classico, girò tutti gli USA. Nel 1928 apre il suo teatro, il Coburn Theatre, sulla 63esima strada di Manhattan, ma la Depressione portò momenti difficili e fu costretto a dichiarare bancarotta nel dicembre 1932. Dopo la morte della moglie, nel 1937, lascia il teatro per Hollywood e subito dimostra con autentica bravura, anche sul grande schermo, le sue innate doti recitative.

A parte il ruolo drammatico in Delitti senza castigo (1942), dove interpreta un cinico chirurgo che, per punire l’uomo amato dalla figlia, gli amputa le gambe senza motivo, i personaggi che interpreterà più di frequente sono anziani facoltosi, burberi ma saggi. Tra le interpretazioni più significative si ricordano quelle degli anni ’40 sempre diretto da famosi registi come Sam Wood (Il diavolo si converte), Ernest Lubitsch (Il cielo può attendere), George Stevens (Molta brigata vita beata, dove conquista l’Oscar come miglior attore non protagonista), Otto Preminger (Scandalo a corte), Victor Faville (Anni verdi) e Alfred Hitchcock (Il caso Paradine).

Ne Il diavolo si converte (1941) interpreta John Merrick, miliardario proprietario di grandi magazzini che si reca nel suo negozio in incognito per spiare i propri dipendenti: indispettito dai loro scioperi, finirà per parteggiare per loro. Uno dei personaggi più famosi di Coburn è Benjamin Dingle, l’arzillo cupido di Molta brigata vita beata (1943), che fa di tutto per far innamorare due giovani, creando situazioni comiche e imbarazzanti; il film avrà un remake nel 1966, Cammina, non correre, con Cary Grant al posto di Coburn. Nel film di Lubitsch Il cielo può attendere (1943) è il vecchio nonno del protagonista che cerca di aiutarlo, mentre ne Il caso Paradine (1947) è il suocero di Gregory Peck.

Negli anni ‘50 è ancor più strepitoso in prove di forte caratterizzazione quali Il capitalista di Douglas Sirk e in due lavori diretti da Howard Hawks, Il magnifico scherzo e Gli uomini preferiscono le bionde. Ne Il capitalista (1952) interpreta Samuel Fulton, un anziano miliardario che decide di lasciare i propri averi alla famiglia della donna di cui era innamorato da giovane, però andando prima in incognito per scoprire se sono all’altezza. E’ il capo di Cary Grant ne Il magnifico scherzo (1952) ed è l’anziano miliardario affascinato da Marilyn Monroe ne Gli uomini preferiscono le bionde (1953).  Nel 1956 fa parte del nutrito cast de Il giro del mondo in ottanta giorni e chiude la sua carriera interpretando Benjamin Franklin ne Il grande capitano (1959); morirà il 30 agosto 1961, a 84 anni, per un attacco di cuore.

Non ha voluto un funerale o una sepoltura pubblica: ha lasciato disposizioni che il suo corpo fosse cremato e le sue ceneri fossero mescolate a quelle della prima moglie, e disperse poi in vari luoghi per loro significativi.
Dopo la morte della prima moglie, si era risposato nel 1959 con Winifred Natzka, ex moglie di Oscar Natzka, cantante d’opera neozelandese. Ha avuto sette figli, tutti dalla prima moglie, ma l’attore James Coburn non è tra questi: nessuna parentela tra loro.

Il suo famoso monocolo non era una posa eccentrica, ma in realtà correggeva un deficit oculare. A chi gli chiedeva perché non ricorresse agli occhiali, rispondeva sempre che non aveva senso utilizzare due lenti se solo un occhio aveva bisogno di correzione.  

Secondo l’attrice Piper Laurie, che ha avuto occasione di lavorare con lui, sembra che Coburn avesse il vizio di pizzicare il sedere alle colleghe. Nelle sue memorie l’attrice ha raccontato che “per lui era come un tic, lo faceva quasi senza accorgersene, ma ogni donna sotto i centocinque anni doveva muoversi velocemente se gli passava vicino”. In ogni caso nessuna ha mai preso in considerazione l’idea di denunciarlo per molestie sessuali.

«La mente più sordida in assoluto è quella di un censore»

FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – IMDb – blogfrivolopergenteseria – cinekolossal


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

8 pensieri riguardo “Charles Coburn, l’eccentrico gentiluomo”

  1. Credo di non conoscerlo anche se il film che citi e la sua breve trama, in effetti qualcosa mi dice ma non saprei cosa, può essere che anni or sono l’abbia visto ma non lo ricordo. Buona serata Raffa 🌹

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