Titoli e fantasia

Oggi inauguriamo un nuovo gioco, anche se non è proprio inedito. Riguardando i vecchi post, ho visto che uno dei giochi che ha avuto più successo e con cui vi siete più divertiti, è stato quello dei titoli, soprattutto quando avete usato la vostra creatività, inventando trame assurde e spassosissime. Così ho pensato di riproporlo in una nuova veste.

Vi propongo alcuni titoli di film che magari conoscete, o forse no, ma non ha importanza. La sfida per voi è inventare una trama di fantasia su uno dei titoli proposti, possibilmente divertente.

La leggenda del santo bevitore
L’amore ai tempi del colera
Un uomo chiamato Cavallo
L’ussaro sul tetto
Ballando sotto la pioggia
L’ultima volta che vidi Parigi
Un poliziotto alle elementari
Donne sull’orlo di una crisi di nervi
La patata bollente
Anche gli angeli mangiano fagioli

Attendo nei commenti le vostre sceneggiature, che più tardi pubblicherò con il nome dell’autore. Buon divertimento!

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

20 pensieri riguardo “Titoli e fantasia”

  1. La leggenda del santo bevitore
    C’era un uomo, un brav’uomo. Alcuni dicevano che era persino in odore di santità. E che il suo spirito era tutto un fuoco. Ma c’era poco di mistico in quel suo spirito e l’odore era quello dello spirito, non quello della santità. Un giorno, rientrando a casa dopo aver fatto le sue buone azioni quotidiane, accese la luce, un cortocircuito e… Vi lascio immaginare il fuoco della passione come divampò, sfolgorante!

    Ballando sotto la pioggia
    Le restrizioni non sono ancora finite, ma nei locali è concesso di stare in numero limitato: la vigilia di ferragosto, nei giardini estivi, si è accalcata una gran quantità di ragazzi. E il maltempo non fermerà la festa e i balli!

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  2. Un uomo chiamato Cavallo

    Storia vera, quella del mio vecchio amico Giovanni C, che aveva gran successo con le ragazze.
    Si mormora che gran parte di questo successo fosse dovuta ad una sua dote fisica molto apprezzata dal mondo femminile.

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  3. Non ho inventato una trama, ma spero vada bene anche così:

    L’utima volta che vidi Parigi, l’ussaro sul tetto, per gli amici un uomo chiamato cavallo, mi fissava, come se avessi la patata bollente in mano. In realta stavo solo ballando sotto la pioggia. Del resto che fare se non ballare per scacciare la malinconia di questi tempi tristi? Tempi che avevano ridotto tutte le donne sull’orlo di una crisi di nervi. Gli uomini, invece, non erano più in grado di farsi una cultura, tanto che vidi un poliziotto alle elementari a cercare, quantomeno, di imparare l’alfabeto. Ma era tutta fatica sprecata, di notte svicolava in chiesa per ubriacarsi col vino consacrato, credendo di essere un angelo sceso dal paradiso. Divenne presto la barzelletta del paese, così famoso da renderlo una leggenda dei beoni: la leggenda del santo bevitore, così era conosciuto nel resto di Parigi. L’amore ai tempi di colera scarseggiava, per lo più ci si ritrovava mesti a raccogliere i cadaveri che questa infame malattia lascia per strada. Erano buoni samaritani che si prodigavano affiché la città non fosse impestata. Ma la loro dieta non aiutava troppo la causa, perché ricordate: anche gli angeli mangiano fagioli… e si sente.

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