Spencer Tracy, il miglior attore del mondo

1900 – 1967

Il suo nome completo era Spencer Bonaventure Tracy. Nasce a Milwaukee (Wisconsin) il 5 aprile 1900, da una famiglia di coloni irlandesi di religione cattolica; studia in seminario dai gesuiti, ma terminati gli studi anziché seguire la vocazione sacerdotale, preferisce intraprendere la via dello spettacolo. Notato a Broadway da diversi produttori di Hollywood accetta un contratto dalla 20th Fox, che lo fa subito esordire da protagonista al fianco di un altro illustre esordiente, Humphrey Bogart, in Risalendo il fiume del 1930.

Insoddisfatto dei ruoli assegnati, sei anni dopo passa alla MGM, dove inizia a farsi conoscere attraverso eccellenti prestazioni; inizialmente in commedie di successo, poi nel genere gangster e avventuroso dove spesso ricopre personaggi di carattere burbero o sprezzante. In seguito si consolida in qualsiasi genere, grazie alla sua enorme versatilità recitativa. Nella sua carriera, durata ben trentasette anni, ottenne grandi successi, conquistandosi un posto di rilievo nella storia del cinema hollywoodiano, interpretando una serie di personaggi memorabili. Robusto, energico, sincero, dotato di una voce inconfondibile e calda, incarnò, con mimica sobria e misurata, il prototipo dell’uomo onesto e fiducioso che cerca di sopravvivere in un mondo spietato.

Tuttavia, seppe impersonare anche uomini tormentati da pulsioni autodistruttive, come il protagonista de Il dottor Jekyll e Mr Hyde, di Victor Fleming, del 1941. Per la prima volta, però, fu stroncato dalla critica che definì istrionica la sua interpretazione. Sempre nel 1941, avvenne l’incontro fondamentale della sua carriera (e della sua vita) perché recitò al fianco di Katharine Hepburn, reduce dal trionfo di Scandalo a Filadelfia di George Cukor, ne La donna del giorno, una commedia romantica che sprigiona un incanto particolare grazie alla combinazione tra i due attori.

Il pubblico decretò alla nuova coppia di Hollywood un successo d’incalcolabile risonanza, e parve naturale che i due attori progettassero di recitare ancora insieme.  Tracy realizzò quindi un formidabile sodalizio artistico e sentimentale con Katharine Hepburn in nove film, che sostanzialmente narrano le diverse fasi di un’unica storia d’amore, scandita da furiose baruffe e tenere rappacificazioni, intrise di sottili implicazioni autobiografiche. Nel registro brillante rappresentò con effetti esilaranti l’americano medio che, alle soglie della maturità, impara a coniugare il candore naturale con un’astuzia sorniona, e si fa tiranneggiare, ma solo fino a un certo punto, dal gentil sesso.  

La tappa più fulgida della lunga collaborazione tra i due, premiata anche da un trionfo al botteghino, fu La costola di Adamo, di Cukor, del 1949, ritenuta la più bella commedia di tutti i tempi sulla guerra tra i sessi, incentrata su due coniugi che si azzuffano a casa e sul lavoro, visto che lui sostiene l’accusa e lei la difesa nel processo a carico di una mancata uxoricida.

Con i capelli ormai grigi e il fisico appesantito, Tracy era pronto per interpretare uomini avviati alla terza età, e con Il padre della sposa di Vincente Minnelli, in cui recita la parte di un attempato signore che va in crisi nell’apprendere delle imminenti nozze di sua figlia, ebbe un tale successo da doverne interpretare anche il seguito, Papà diventa nonno, sempre di Minnelli del 1951.

Gli anni Sessanta lo videro molto invecchiato ed ammalato, ma sempre pronto alla sfida, nel 1961 nei panni di un giudice a Norimberga in Vincitori e vinti e l’ultimissima interpretazione, forse la più bella di tutte, in coppia con la donna della sua vita, in Indovina chi viene a cena? Una splendida interpretazione che gli valse l’ultima ed ennesima nomination all’Oscar, arrivata purtroppo postuma, in quanto Tracy morì d’infarto il 10 giugno 1967, poco dopo la fine delle riprese.

Impossibile citare gli oltre 70 film che ha interpretato nella sua lunga carriera: oltre a quelli già detti, vale la pena ricordare La città dei ragazzi, del 1938, Passaggio a nord-ovest, del 1940, Lo stato dell’Unione, del 1948, La lancia che uccide, del 1954, Il vecchio e il mare, del 1958, … e l’uomo creò Satana, del 1960 e Il diavolo alle quattro, del 1961.

Convinto cattolico, non divorziò mai dalla moglie, anche per rispetto dei figli, costringendo Katharine, atea e già divorziata, a vivere la loro relazione nell’ombra. Nonostante Tracy fosse morto tra le sue braccia, l’ultimo sacrificio che Katharine fece per lui fu quello di non andare al funerale, a cui era presente quasi tutta Hollywood, lasciando alla moglie Louise il ruolo della vedova. Fu solo alla morte di Louise, nel 1983, che Katharine ruppe il silenzio e confermò pubblicamente: “Io e Spencer abbiamo passato 27 anni insieme, in quella che per me fu assoluta felicità”.

Quando la stampa, all’indomani del successo de Il padre della sposa, lo definì “il più grande attore del mondo”, lui si schernì dicendo: «Come si può dire che io sono il più grande attore del mondo? È piuttosto sciocco… Io sono incredibilmente contento di essere stato inserito tra i candidati all’Oscar, tutti attori meritevoli. È già un onore per me. Ma se anche dovessi vincere, questo non mi renderebbe migliore degli altri.»

«Non si dovrebbe dipendere dall’approvazione degli altri. Se arriva, tanto meglio, ma la cosa più importante è essere soddisfatti di se stessi»

FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – ciakhollywood – cinekolossal


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

33 pensieri riguardo “Spencer Tracy, il miglior attore del mondo”

    1. Avevano la capacità di calarsi nei personaggi e nelle storie con una forza incredibile, ed erano anche supportati da sceneggiature di grande livello. Oggi si fa molto cinema usa e getta, di cui resterà ben poco alle generazioni future.

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        1. Certo, tutti attori che erano grandi interpreti, ma che hanno avuto anche la fortuna di lavorare con grandi professionisti, registi e sceneggiatori senza paragoni. Ce ne sono anche oggi, sicuramente, di grandi professionisti, e la qualità dei loro lavori è tangibile.

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          1. Si, ma il fascino e la bellezza? Prendi Ava Gardner o Hedy Lamarr o Greta Garbo, non saprei ma le attuali attrici non mi intrigano come queste. La stessa A. Magnani non era certo bella in senso classico eppure… uuaauuuu resto a bocca aperta!

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            1. Hai ragione, la bellezza c’è anche adesso, anzi grazie a cosmetici e ritocchini le donne sono belle più a lungo, ma manca la classe e il fascino, e pure l’eleganza diciamolo. Le attrici del secolo scorso avevano un’aura quasi di divinità, quelle di adesso sono ragazze che potresti incontrare anche per strada, molte pure terra terra nei modi…

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  1. “Nonostante Tracy fosse morto tra le sue braccia, l’ultimo sacrificio che Katharine fece per lui fu quello di non andare al funerale, a cui era presente quasi tutta Hollywood, lasciando alla moglie Louise il ruolo della vedova.”

    Dio mio che donna incredibile.

    Piace a 1 persona

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