Titoli mascherati (5)


Benvenuti a un nuovo appuntamento con il gioco dei titoli. Se avete letto il post precedente, sapete che questo dovrebbe essere l’ultimo, ma se mi arriveranno le vostre trame, anche su vecchi titoli (che trovate tra gli spunti di cinema, archiviati come “Fotoquiz e giochi”) le pubblicherò molto volentieri. Vi lascio la lista dei titoli modificati con cui giocare, sperando che vi ispirino, e in fondo trovate le soluzioni. Buon divertimento!

1. Biancaneve e i sette anni in Tibet (Paola)
2. Se scappi, ti spenno (Adriano)
3. Quell’oscuro orsetto del desiderio (Francesca)
4. Il giro del mondo in 80 forni
5. Incontinenti bugie
6. La racchia umana
7. Tettanic
8. Il cieco può attendere
9. I migliori danni della nostra vita
10.Un trans che si chiama desiderio
11.Il testimone si scusa
12.Russano sul tetto
13.Due viti, una tolta…
14.Tormenti di Gloria (V.M.18)
15.L’odore dei Prizzi
16.Dentro la novizia (V.M. 18)
17.Stregata dalla Duna

ATTENZIONE, SOTTO LE SOLUZIONI:

1. Biancaneve e i sette nani/Sette anni in Tibet
2. Se scappi, ti sposo
3. Quell’oscuro oggetto del desiderio
4. Il giro del mondo in 80 giorni
5. Innocenti bugie
6. La macchia umana
7. Titanic
8. Il cielo può attendere
9. I migliori anni della nostra vita
10.Un tram che si chiama desiderio
11.Testimone d’accusa
12.L’ussaro sul tetto
13.Due vite, una svolta
14.Momenti di gloria
15.L’onore dei Prizzi
16.Dentro la notizia
17.Stregata dalla luna

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

47 pensieri riguardo “Titoli mascherati (5)”

  1. Due viti, una tolta…
    Tratto da una storia vera, questa è la vicenda ai limiti del paranormale di cittadino, il signor Olug Larson, che, acquistato un armadio all’IKEA, si è trovato a dover deviare dalle istruzioni contenute nella confezione, perché dalla bustina mancava un mobile: ora, ogni notte, sente lo scricchiolio del mobile e il rumore sinistro lo tiene sveglio. Anche gli altri mobili hanno iniziato a far sentire la loro voce, nelle silenziosi notti: che vogliano l’innesto in titano che tiene ancorata l’anca di mr Larson?

    Stregata dalla Duna
    Una neopatentata, nei primi anni ’90, non voleva proprio saperne: lei non avrebbe mai più giudato altra macchina che non fosse il famoso modello della Fiat, che tanto (in)successo ebbe. Non si sa perché, ma suo padre, nonostante la repulsione provata, acquistò un’usato garantito e portò a casa il modello preferito dalla figlia, che con gli occhi a cuore, saltò subito in auto e inizio a sfrecciare per le strade della campagna padana su quell’improbabile bolide.

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      1. Grazie, ma ‘spe che riscrivo la prima che ha del paranormale anche la mia scrituttura:

        Tratto da una storia vera, questa è la vicenda ai limiti del paranormale di un cittadino, il signor Olag Larson, che, acquistato un armadio all’IKEA, si è trovato a dover deviare dalle istruzioni contenute nella confezione perché dalla bustina mancava una vite: ora, ogni notte, sente lo scricchiolio del mobile e il rumore sinistro lo tiene sveglio. Anche gli altri mobili hanno iniziato a far sentire la loro voce, nelle silenziosi notti: che vogliano l’innesto in titano che tiene ancorata l’anca di mr Larson?

        … e pure nel secondo ce ne sono di obrobri

        Una neopatentata, nei primi anni ’90, non voleva proprio saperne: lei non avrebbe mai più giudato altra macchina che non fosse il famoso modello della Fiat, che tanto (in)successo ebbe. Non si sa bene né come, né perché, ma suo padre, nonostante la repulsione provata, acquistò un’usato garantito e ne portò a casa una color oro-arrugginito alla figlia, che con gli occhi a cuore, saltò subito in auto e iniziò a sfrecciare per le strade della campagna padana su quell’improbabile bolide.

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  2. “Il giro del mondo in 80 forni”

    La storia di Ciro Esposito, napoletano doc, che vuole insegnare al mondo come si fa la vera pizza napoletana.
    Parete con un tour che neanche gli U2 o i Coldplay, visita 80 nazioni e intrattiene pubblico e clienti con le sue pizze DOC, rigorosamente su forno a legna.

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  3. Ci provo anche io. Incontinenti Bugie:
    C’è una tipa che è una bugiarda cronica (e ne conosco una davvero) che all’improvviso si rende conto che soffre di improvvisi attacchi di incontinenza e non riesce a farsene una ragione. Corre dal suo medico di base, fa centinaia di analisi, consulta i migliori specialisti ma nessuno riesce a scoprire le cause di questi continui attacchi di incontinenza. La soluzione la trova un vecchio psicoterapeuta in pensione che conosce per caso in un parco pubblico:
    La sua psiche si ribella al suo infantile comportamento di bugiarda reagendo in questo modo.
    La soluzione? Smettere di dire bugie così smetterà di “pisciarsi sotto”! 😀

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  4. Ci abbiamo pensato un po’.
    Russano sul tetto
    Agosto a Milano, caldo afoso. La famiglia Brambilla non riesce a dormire per il troppo caldo. Marito e moglie decidono così di approfittare della terrazza condominiale, che fa da tetto al palazzo dove vivono. Prendono due brandine e si trasferiscono lì, per dormire al fresco. Purtroppo Brambilla e gentile signora russano come due tromboni, per di più non sincronizzati: quando lui inspira, lei espira rumorosamente, e viceversa. Tutto il condominio è in agitazione per gli spaventosi rumori che di notte provengono dal tetto, e una volta scoperta la causa, i vicini decidono di fare una colletta e comprare ai Brambilla un condizionatore. Così vissero tutti felici e contenti.

    Il cieco può attendere
    In città da qualche tempo sono in funzione dei semafori pedonali per non vedenti, che associano all’accensione del verde un messaggio sonoro, che invita ad attraversare la strada. Ormai quasi tutti gli utenti si sono abituati alla nuova invenzione, e al segnale, attraversano la strada senza esitazione. Purtroppo, un brutto giorno, un guasto della centralina fa sì che il segnale si attivi allo scattare del rosso, anziché del verde, con conseguenze terribili, facilmente immaginabili. Da quel momento nessuno si azzarderà più ad ascoltare i messaggi sonori del semaforo, e i non vedenti saranno costretti ad aspettare che qualcuno li aiuti, per attraversare la strada al momento giusto.

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  5. Ciao. Scusa, non vorrei disturbarti per delle sciocchezze ma, siccome a differenza di certi altri blogger mi sembri una persona che ha la testa sul collo, vorrei sapere da te: che cosa è successo oggi nel blog di Gianesini?
    Voglio dire: è evidente che se l’è presa con me, ma in verità non ne capisco le ragioni.
    Tengo comunque a precisare che non avevo alcuna intenzione di offendere nessuno, né mi pare di averlo fatto. Forse Alessandro è troppo permaloso, probabilmente la mia colpa maggiore è di non averlo capito prima.
    Ti chiedo nuovamente scusa per il disturbo.

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    1. Nessun disturbo. Sinceramente credo che dovresti parlarne con lui. Da quel che ho capito lui ha proposto la rubrica, ed è stato chiaro che voleva essere ironico, e non doveva essere preso sul serio, l’ha detto esplicitamente. Poi la discussione mi sembra che sia degenerata… Ma, ripeto, credo che dovreste chiarirvi tra voi.

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      1. Impossibile, ha chiuso ogni via di comunicazione.
        Dici che la discussione è degenerata, ma da parte mia non c’è stata alcuna cattiveria e sono certo di non aver scritto nulla di offensivo. Il maggior problema di Internet è che non vedi in faccia i tuoi interlocutori: talvolta è difficile capire se fanno sul serio o scherzano. Io posso solo garantire che volevo solo discutere, senza offendere.
        La mamma degli imbecilli è sempre incinta, dici tu: ok, mi ci metto. Ma si danno un mucchio da fare anche quella dei permalosi e quella degli insicuri,
        Pazienza.
        Ciao e grazie.

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      2. Il fatto secondo me è che lui non voleva aprire una discussione seria, voleva proporre un gioco per ironizzare sulla mania del politicamente corretto, che ultimamente sta degenerando, censurando opere d’arte, libri e canzoni. Era solo una provocazione ironica, non voleva essere una discussione seria, tantomeno politica.

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      3. Anche a me piace scherzare, e pure io sono convinto che si possa discutere in tono leggero di argomenti “pesanti”: è appunto quello che ho cercato di fare. Insomma, volevo scherzare, non essere preso sul serio. Altrimenti avrei tirato fuori altri argomenti, non certo Trump e i nomi fascistissimi dei luoghi delle regioni di confine. Tanto per dire.
        Ho la netta sensazione di essere stato del tutto frainteso. Da Alessandro, da altri non so: ma per esempio Fa minore ha messo dei like ai miei commenti, penso e spero che almeno lei mi abbia compreso.
        Ciao e grazie.

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      4. Ripeto: non mi è data la possibilità di farlo.
        Ma poi, sii sincera: ti pare possibile chiarirsi con uno che reagisce come ha fatto lui? Ha chiuso i commenti al suo post, ne ha scritto un altro per mettere in piazza quelli che dovrebbero essere affari privati fra lui e me, si è cancellato dalla lista dei miei follower e ha cancellato me dalla sua, impedendomi ogni tipo di comunicazione. Tutto questo non ti pare un tantino spropositato?
        Insomma, perderlo di vista sarà poi un male? 🙂

        "Mi piace"

      5. Purtroppo ho visto altri litigi sul blog, che si sono conclusi male. Dispiace, perché a volte basterebbe spiegarsi o chiedere scusa, e se uno vuole il modo lo trova anche a commenti chiusi. Di sicuro la parola scritta non aiuta la comprensione, io lo dico dal primo giorno sul blog, perché il tono della voce fa molta differenza. Comunque, se ti interessa, Alessandro non ha chiuso solo con te, ma anche con altri che io non conosco, perciò non so che altro dire.

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      6. Hai ragione, e sappi che io sono disposto sempre a chiedere scusa, anche quando penso che il torto non sia solo mio. In qualche caso mi piacerebbe sapere di che cosa chiedo scusa… 🙂

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  6. Buon dì. Non ci siamo: non solo ha ignorato le mie scuse, ma quando mi sono reiscritto al suo blog mi ha ricancellato. Tutto questo mi pare infantile e non meritevole di ulteriore perdita di tempo. Pazienza. Buona giornata.

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  7. Cara Raffa, scusami, davvero non avevo intenzione di coinvolgerti nella mia bega con Alessandro, ma per il semplice fatto che ti sapevo già coinvolta. Ho letto, l’avrai capito, il commento che gli avevi scritto dopo il nostro scontro, commento che si concludeva con “la madre degli imbecilli è sempre incinta”: avevo solo bisogno di capire se è davvero quello che pensi di me. E’ questa l’unica ragione per cui.
    Buona notte.

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      1. Ho diverse relazioni con persone fra loro diverse che hanno caratteri diversi, con le quali posso discutere anche animatamente senza che nessuno si senta né provocato né preso in giro. Tendo a usare un tono ironico che non significa disprezzo per i miei interlocutori ma è un invito a non prendere troppo sul serio quel che dico. Quando con altri blogger ci sono state incomprensioni ci si è chiariti rapidamente, nessuno è mai stato ostracizzato, a nessuno è mai stato impedito di spiegarsi.

        Certo che ti riferivi a me, ma non importa: sono anzi propenso a darti ragione 🙂
        Infatti non ho capito per tempo che con Alessandro non è possibile avere un rapporto del genere di quelli sopra descritti.
        Oltretutto continua a essere convinto che io sia un’altra persona, verso la quale nutre un evidente complesso di inferiorità/superiorità (le due facce di una stessa medaglia). Ragion per cui d’ora in avanti farò di tutto per rimanere ben lontano da lui.

        Grazie per la pazienza, non ti disturberò più. Promesso 😉

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      2. Forse il tutto è nato proprio perchè non conoscevi bene Ale. Aveva già reagito così con altri blogger. Io non sono da tanto sul blog, ma ho visto parecchie reazioni diverse: c’è chi affronta direttamente, anche in malo modo, l’interlocutore, e c’è chi preferisce ostracizzarlo. Non saprei dire cosa sia peggio alla fine. Personalmente odio le polemiche e, se posso, cerco di non entrarci e soprattutto di non provocarne.
        Nessun disturbo, ma preferisco parlare di cinema. 🙂

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      3. Posso solo aggiungere che non volevo fare alcuna polemica (anch’io vorrei evitarle) ma solo scherzare un po’, che è la cosa che mi riesce meglio 🙂
        Buona giornata e buoni film, sempre.

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  8. Ci provo anch’io.

    “I migliori danni della nostra vita”
    Due fratelli con un grande patrimonio possiedono, tra gli altri beni, una splendida barca a vela, con tanto di rimessa sotto la villa di famiglia, affacciata sul Lago di Como. Alcune operazioni finanziarie ardite si rivelano disastrose e causano un ammanco milionario, ma ancora il bel mondo non sospetta la disgrazia: bisogna trovare subito molto denaro. A uno dei fratelli torna in mente che la barca è assicurata e che, negli anni, il premio è molto cresciuto, così i due architettano un piano complesso per provocarne il naufragio e farlo sembrare un incidente; ma mentre organizzano la truffa, strani incidenti cominciano ad accadere davvero, e il secondo fratello comincia a sospettare che la barca stessa non sia d’accordo col piano…

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