Prodigal son (2020-in corso)

È da un po’ che volevo parlare di questa serie crime, arrivata in Italia l’anno scorso: l’ho trovata originale e intrigante, anche se a tratti non sempre credibile, ma la verosimiglianza non è mai una delle doti principali delle serie televisive. Il protagonista è l’ennesimo consulente della polizia di New York. Ormai sembra che i poliziotti da soli non riescano a risolvere nulla: le serie televisive ci hanno abituato a consulenti di ogni tipo, da ex poliziotti sociopatici e psicotici a criminologi autistici, mentalisti, grandi truffatori pentiti, neuropsichiatri agorafobici e persino prestigiatori.

Questo, se non altro, è un consulente che ha un suo perché, visto che è un profiler licenziato dall’FBI. Tuttavia ha una caratteristica che lo rende speciale, ed è il fatto di essere figlio di un pericoloso serial killer, detto il chirurgo, che ha ucciso ben 23 ragazze prima di essere scoperto e arrestato, proprio grazie al figlio Malcom. Ma anche il padre è un serial killer sui generis, innanzi tutto perché è davvero un medico, e anche bravo, un uomo che viveva una vita apparentemente normale e che faceva parte della buona società di New York, e poi perché, dopo la condanna, non è stato rinchiuso in un carcere duro, come ci si aspetterebbe, ma gode di privilegi a dir poco inusuali: una cella solo per sé, con tanto di biblioteca personale, telefono e un cuoco privato che cucina solo per lui, oltre alla possibilità di ricevere visite, senza troppe formalità, in questa specie di monolocale arredato. Unica restrizione: è incatenato alla parete e non gli è consentito muoversi oltre un raggio di pochi metri, costantemente sorvegliato da una guardia preposta solo per lui. Durante la prima stagione della serie si scoprirà il motivo di questo insolito trattamento.

La serie si sviluppa secondo il normale filone poliziesco investigativo: in ogni puntata la squadra Grandi Crimini deve indagare su delitti raccapriccianti o sconvolgenti fatti criminosi, e nel farlo richiede la consulenza del profiler Malcom Bright, che fin dalla prima puntata della prima serie, si mostra subito alle prese con demoni interiori di una certa consistenza. Conosceremo la sua storia e la bizzarra famiglia in cui è cresciuto man mano che la serie procede, attraverso flashback che ci mostreranno il rapporto conflittuale tra padre e figlio e le conseguenze che la vicenda ha avuto su di lui e su tutta la famiglia.

Dopo l’arresto del padre, che fino ad allora si era mostrato marito e genitore amorevole, la moglie si è abbandonata ad alcool e psicofarmaci per sfuggire alla vergogna e all’imbarazzo della situazione, mentre il piccolo Malcom è cresciuto sviluppando le conseguenze psicologiche del doppio trauma, di aver scoperto la verità sul padre e di essere stato lui a denunciarlo. Della sorella, che all’epoca era molto piccola, si sa poco, ma alla fine della prima serie si scoprirà che anche lei non è uscita indenne dall’orribile esperienza vissuta.

La prima stagione è tutta incentrata sulle dinamiche familiari, in particolare sul rapporto tra Malcom e suo padre, con cui sarà costretto a interagire, dopo ben 10 anni di lontananza, per via dei casi su cui si trova ad indagare. Più volte ricorrerà al suo aiuto, a volte sfruttando le sue conoscenze mediche, altre volte quelle criminali. Inoltre verrà a galla un segreto rimasto sepolto nel passato che porterà drammatiche conseguenze nel presente. Il finale della prima stagione ci lascia col fiato sospeso e prelude ad una seconda stagione altrettanto movimentata.

Gli interpreti non sono particolarmente famosi, a parte Michael Sheen nel ruolo del chirurgo, di cui interpreta mirabilmente tutte le sfumature, arricchendo il personaggio di una vasta gamma di espressioni tra il sadico e l’allucinato, ma conferendogli anche, in certi momenti, una dolcezza paterna che quasi intenerisce. Nel ruolo del detective Gil Arroyo, a capo della squadra investigativa, una vecchia conoscenza, Lou Diamond Phillips che sembra non aver perso il suo fascino latino, mentre gli altri personaggi sono interpretati da attori tutti provenienti dal mondo delle serie: la moglie del chirurgo è interpretata da Bellamy Young, già moglie del presidente degli Stati Uniti in Scandal, la figlia è Halston Sage, diventata famosa con la serie Crisis, mentre il protagonista, nel ruolo di Malcom, è Tom Payne direttamente da The walking dead.

Nell’insieme la prima stagione mi è piaciuta molto, anche se, come ho detto all’inizio, in alcuni momenti appare poco credibile. Gli episodi sono movimentati, avvincenti, gratificano sia chi cerca l’intreccio poliziesco, sia chi ama i risvolti psicologici. In più c’è anche un po’ di ironia qua e là, che non guasta e alleggerisce certe tematiche un po’ troppo drammatiche. Il personaggio della madre di Malcom, in particolare, è sempre un po’ sopra le righe e riserva non pochi momenti di brillante ironia. La seconda stagione è appena iniziata, ma sembra promettere bene.

Se volete altre notizie sulla serie, vi rimando a il mondo di shioren, dove l’argomento viene trattato in maniera molto approfondita. Trovate la sua recensione qui, e qua sotto invece potete guardare un bellissimo video creato da lei con le immagini più belle di Prodigal son, montate su una splendida melodia.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

21 pensieri riguardo “Prodigal son (2020-in corso)”

  1. non l’ho vista tutta la prima serie, mi sono fermata a metà, ma non perchè non mi piacesse e adesso sto cercando di recuperarla quella parte che mi manca! sono d’accordo con quanto dici ed è sicuramente anomala come serie… fra l’altro io ho visto alcune puntate di Frontiera su Netflix, ma che brutta! ah ah non c’entra niente, ma sono rimasta delusa

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  2. Il tuo articolo è molto più bello e dettagliato del mio mi piace! E mi trovi d’accordo su tutto. Una delle cose che più amo di Prodigal son è la leggera ironia che riesce a farti sorridere anche nelle situazioni più drammatiche e poi i siparietti Edrisa/Malcolm sono fantastici! 😂
    Amo tanto questa serie e amo follemente Michael Sheen e il suo Martin: cavolo non si può non amarlo! 🥰

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    1. Anche a me piace tantissimo! E’ un attore molto bravo ed eclettico, ha recitato in ruoli diversissimi riuscendo a essere sempre in parte. Ed è una persona molto sensibile.
      Non ho volutamente parlato del baule, perché lo hai fatto tu molto bene, perciò ho rimandato al tuo blog…

      "Mi piace"

      1. Diciamo che le nostre due recensioni si completano: che cosa carina!
        Di Sheen ho recuperato anche i film mai arrivati in Italia, ce ne sono diversi e uno più bello e intenso di altri. ❤️

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