La corrispondenza (2016)

Amy Ryan, studentessa universitaria, nel tempo libero fa la controfigura per cinema e televisione in scene ad alto tasso di rischio. La sua specialità sono le scene d’azione in cui maggiore è la situazione di pericolo, e che si concludono solitamente con la morte della sua sosia. Potrebbe sembrare una mania dettata da un’insana passione per il rischio, in realtà è molto peggio: è un’ossessione con cui la giovane cerca di sublimare un terribile senso di colpa legato al suo passato. Una ferita mai cicatrizzata, un conto aperto col passato, un’ombra che nessuna luce può rischiarare. Sarà un affascinante professore di astrofisica ad aiutarla a ritrovare l’equilibrio perduto, coinvolgendola in una storia d’amore clandestino, precario ma totalizzante, che porterà entrambi a consumarsi nella passione.

Una storia complicata, irrazionale e misteriosa, romantica ma assolutamente originale, fuori da qualunque schema. La studentessa dal passato doloroso e il professore dal futuro segnato iniziano una relazione a distanza, visto che lui non solo vive in un’altra città, ma già ha una famiglia. Il loro rapporto dunque si basa esclusivamente su video chiamate, messaggi ed e-mail, completato sporadicamente da incontri occasionali.

L’ultimo incontro dei due amanti dovrebbe avvenire ad una conferenza del professore, ma lui disdice all’ultimo minuto. Amy decide di andare comunque e lì scopre una verità sconcertante che rimette tutto in discussione. Ma quello che più le sconvolgerà la vita saranno i regali e i messaggi che continuerà a ricevere dall’uomo, che trasformeranno il loro rapporto in qualcosa di sempre più surreale, ma al contempo coinvolgente e intenso, in bilico tra l’irrazionalità di un amore impossibile e la pianificazione fredda e deliberata di un rapporto che va letteralmente oltre l’aldilà.

Per Amy comincia un periodo di confusione, turbamento e incertezza, in cui dovrà cercare di comprendere se si trova di fronte a una splendida prova d’amore, un gesto di amore infinito, o al morboso attaccamento di un uomo egoista, incapace di accettare la realtà, e in preda a un delirio di onnipotenza. E anche lo spettatore si chiede, con Amy, se quello del professore è un ultimo, estremo dono d’amore, o il desiderio malato di controllare in qualche modo il destino di entrambi.

L’amore dunque è il tema centrale del film, che il regista, Tornatore, definisce una storia d’amore dei nostri tempi. “È una storia sull’amore che non conosce ostacoli, sulla forza di questo sentimento così grande e misterioso”, capace di superare qualunque ostacolo, persino una distanza incolmabile ed ineluttabile.
Come già ne La  migliore offerta, anche in questa pellicola si nota come il mistero continui ad esercitare una grande attrattiva su Tornatore: l’imprevisto, la ricerca di un perché, una logica da costruire. Sicuramente qui lo schema del giallo classico risulta meno evidente e la componente di mistero perde forza, man mano che la trama si sviluppa dando forma alla storia.

Perfette le prove dei due protagonisti, Jeremy Irons e Olga Kurylenko, molto suggestive le location, soprattutto gli scorci di Edimburgo e le meravigliose riprese tra il lago D’Orta e il lago Maggiore, coinvolgenti e seduttive come sempre le musiche di Morricone che accompagnano le immagini, musiche che gli sono valse la candidatura al David di Donatello.

Meticolosa la costruzione delle inquadrature e delle scene, che, insieme ad una fotografia raffinata ed evocativa, riescono a dare ancora più fascino ad una storia d’amore già di per sé intrigante. Se qualcosa manca, in alcuni momenti, è un pizzico di ritmo in più, che forse avrebbe movimentato maggiormente l’insieme e aiutato a superare i tempi morti.

Nel complesso è un film che, chi ha conosciuto l’impeto e la potenza di un sentimento vero e travolgente, non potrà che apprezzare.

Complimenti a Elena di Il blog di Elena, Antonio di Il Blog di Tony, Francesca di FA minore, Matilde di Cucinando poesie, Alessandro ovvero Lo Scribacchino del web, Leane e Farida de la borsetta delle donne che hanno indovinato.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

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