Curiosità sui film natalizi #1

Cominciamo da uno dei più vecchi, La vita è meravigliosa, del 1946.
Appena uscito, il film fu un vero fiasco, tanto che quando furono scaduti i diritti d’autore, nessuno si preoccupò di rinnovarli. Fu così che divenne il film più trasmesso durante il periodo natalizio, perché le televisioni non dovevano pagare nulla per trasmetterlo.
James Stewart era preoccupatissimo perché nel film c’è la sua prima scena di un bacio: l’attore, già timido e impacciato di carattere, era appena tornato a Hollywood dalla guerra, e non sapeva se sarebbe stato in grado di recitarla bene. Preoccupazioni inutili: la scena fu girata in un solo ciak, e in montaggio dovettero tagliare parte dell’abbraccio perché era troppo passionale.
Nella scena in cui la protagonista lancia un sasso contro la villa e rompe la finestra, sul set c’era pronto un tiratore scelto che avrebbe sparato al vetro al momento giusto. Ma non ce ne fu bisogno perché Donna Reed riuscì da sola nell’impresa: da ragazza aveva giocato a baseball, e la cosa fece scattare un applauso spontaneo di tutta la troupe appena Capra diede lo “Stop”.

Veniamo ad un classico degli anni ’80, Una poltrona per due, anno 1983.
il film era stato pensato per Gene Wilder e Richard Pryor: quando Pryor decise di non prendere parte al progetto, Murphy chiese se potevano sostituire Wilder, perché non voleva che il pubblico pensasse che lui fosse lì per “diventare il nuovo Richard Pryor“. In realtà Murphy non fu nemmeno la seconda scelta per il film: Landis avrebbe voluto il suo pupillo John Belushi. Solo in seguito alla morte di questo, la parte fu offerta a Murphy. John Landis ha dichiarato che, prima di questo film, non sapeva chi fosse Eddie Murphy.
Il titolo originale doveva essere Black and White. La scelta, tuttavia, ricadde su Trading Places: espressione che si può riferire anche ai luoghi in cui avvengono le transazioni finanziarie, come la Borsa di Wall Street.
A proposito della Borsa: nelle scene ambientate a Wall Street, Eddie Murphy si limitò a recitare a memoria le battute che erano scritte nella sceneggiatura perché non capiva assolutamente nulla di quello che stava succedendo, e anche quando il regista cercò di spiegarglielo, continuò a non capire. 
Quando Winthorpe (Dan Aykroyd) e Valentine (Eddie Murphy) arrivano al World Trade Center, Winthorpe dice a Valentine: «In questo edificio o uccidi o resti ucciso». La frase è stata tagliata da alcune tv americane, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.
Per Ralph Bellamy e Don Ameche (i fratelli Duke), attori di lungo corso, questo era rispettivamente il film numero 99 e il film numero 49, per Eddie Murphy invece era il secondo. Nelle interviste Murphy, con la consueta ironia, si divertiva a dire “Ehi, lo sapete che noi 3 messi insieme abbiamo girato 150 film?”

Un altro film natalizio di quegli anni è SOS Fantasmi, del 1988.
Bill Murray e il regista Donner non si trovarono affatto bene a lavorare insieme: quando un critico chiese a Murray se ci fosse stata della tensione sul set lui rispose “No, solo un po’: soltanto ogni minuto di ogni singolo giorno. Continuava a dirmi di fare le cose in modo più forte. Più forte! Più forte! Credo fosse sordo”. 
D’altro canto, Richard Donner disse che dirigere Bill Murray fu “Come stare a New York all’incrocio tra la 42ª e Broadway, durante un blackout e tu sei il vigile urbano”.
Un piccolo errore, sfuggito al regista:  quando il protagonista è al ristorante, e viene inquadrato il suo orologio, si può notare che il datario segna… il 23 novembre. Seguendo la storia invece dovrebbe segnare il 24 dicembre. 

Un altro film dello stesso anno, non propriamente natalizio, ma ambientato nel periodo di Natale, è Trappola di cristallo, con Bruce Willis. L’attore fu la sesta scelta considerata per il ruolo di protagonista; prima di lui erano stati candidati Arnold Schwarzenegger, Charles Bronson, Sylvester Stallone, Burt Reynolds e Richard Gere.
Una curiosità abbastanza buffa riguarda le nazionalità: nel film, l’americano McClane deve vedersela con i temibili terroristi tedeschi. In realtà, Alan Rickman (Hans) era inglese, Alexander Godunov(Karl) era russo e alla fine il più tedesco di tutti era Bruce Willis, visto che è nato in Germania Ovest! Nell’edizione tedesca, il nome del capo dei criminali non è Hans, ma Jack.
Una delle scene che più si ricorda di questo film è quella in cui il perfido capo dei terroristi, interpretato da Alan Rickman, precipita dalla finestra del grattacielo al ralenti. 
L’espressione di Rickman è indimenticabile. Per ottenere da lui una vera reazione, il regista e il coordinatore degli stuntman si misero d’accordo per fare uno scherzo all’attore: gli dissero che avrebbero contato da 3 a zero e poi l’avrebbero lasciato cadere, mentre lo lasciarono cadere appena arrivati al 2. Rickman fece un volo di 6 metri, ma sotto ovviamente c’erano i materassi. 

Curiosità sui film natalizi #2

FONTI: cinefacts – cineblog – vanityfair


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Autore: R.A.F.

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