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Curiosità sui film natalizi (parte seconda)

Arriviamo agli anni ’90 con un film che ha fatto epoca, Edward mani di forbice, famoso oltre che per l’originalità e la bellezza della storia, anche perché segnò l’inizio del sodalizio artistico tra il regista e il protagonista, e vide per l’ultima volta su un set cinematografico il grandissimo Vincent Price. La parte del “papà” di Edward fu scritta appositamente per Price, mentre per la parte di Kim parecchie attrici furono prese in considerazione prima della Ryder: Drew Barrymore, Julia Roberts, Lea Thompson, Jennifer Connelly e Uma Thurman sono solo alcune delle più famose. Per il ruolo di Edward invece si era pensato a Tom Cruise, Robert Downey Jr e Jim Carrey.


Il personaggio di Edward Mani di Forbice venne in mente a Burton pensando a uno dei disegni che faceva da ragazzo, quando era lui che veniva emarginato dagli altri. Le emozioni di Edward sono vagamente ispirate a come si sentiva il regista mentre cresceva nel sobborgo di Burbank, California.
Pare che Depp abbia pianto come un bambino la prima volta che lesse la sceneggiatura e, intuendo che questa connessione era perfetta per calarsi al meglio nel ruolo, fece di tutto per ottenerlo. Winona Ryder invece accettò subito la parte di Kim, lasciando per questo film il ruolo che era già suo ne Il Padrino parte III. 

Per quanto possa sembrare finta e teatrale, il sobborgo dov’è ambientato il film esiste davvero ed è Tinsmith Circle vicino a Lutz, in Florida.
Le case del vicinato sono case vere, ma con un trucco di scenografia: le facciate sono dei pannelli posti sulle facciate vere delle case, dipinti in colori pastello e… con delle finestre molto più piccole delle originali. Questo per creare un vago effetto di paranoia e occlusione, una di quelle cose che lo spettatore magari non avverte subito, ma che sicuramente percepisce. 

Le splendide sculture che Edward realizza con le siepi nel corso del film, non sono reali ma realizzate con delle strutture di filo in metallo. Finito il film non sono andate perse, perché il Tavern On The Green di Central Park ha acquistato tutte queste sculture in blocco, per abbellire il ristorante.

 Un altro meraviglioso film natalizio, legato a Tim Burton è Nightmare before Christmas del 1993, anche se il regista rinunciò a dirigerlo perché impegnato nelle riprese di Batman returns.
L’idea per il film gli venne in mente vedendo un negozio che toglieva le decorazioni di Halloween per mettere quelle di Natale, mentre il personaggio di Jack Skellington era molto antecedente al film. Aveva fatto la sua prima apparizione in Beetlejuice del 1988. La sua testa si vede in cima ad un cappello indossato dal protagonista.

Dopo Nightmare before Christmas, Jack comparirà in piccoli cameo in diversi film: è uno scheletro pirata in James e la pesca gigante, altro lungometraggio in stop-motion, sempre diretto da Henry Selick, è una stampa sul farfallino del Cappellaio Matto in Alice in Wonderland di Burton e compare all’interno di un uovo in Coraline, sempre in stop-motion e sempre diretto da Henry Selick.
Per girare in stop-motion questo ormai classico di Natale, che negli USA però uscì ad Halloween, ci vollero tre anni di lavoro e più di 100 persone. Basti pensare che era necessaria una settimana per realizzare un solo minuto, 400 erano le teste diverse di Jack realizzate con le varie espressioni, e 110.000 sono i fotogrammi totali che lo compongono. 
La scena più difficile? Quella in cui Jack apre la maniglia della porta del Natale: sembra abbia richiesto da sola un mese di lavoro. Nel libro “The Making of…” si legge infatti che la ripresa più complicata fu quella in cui Jack tocca la maniglia di Christmasland, perché il regista voleva che si vedesse sulla maniglia il suo riflesso.

Nel 2000 il film di Natale è Il Grinch, con Jim Carrey.
L’attore regala un’altra delle sue fantasiose performance, pur sotto un pesantissimo make up.
Le sedute di trucco necessarie a farlo diventare il Grinch richiedevano circa due ore e mezzo per mettere il trucco e un’ora per toglierlo. Carrey dovette farlo tutti i giorni, per 92 giorni di riprese. 
Per aiutarlo a sopportare la situazione, la produzione pensò di assumere un ex agente della CIA esperto in tecniche di sopportazione della tortura: pare che la cosa abbia funzionato alla perfezione. 
Ron Howard, il regista del film, si sentiva in colpa nei confronti dell’attore, che doveva sopportare quel trattamento, così un giorno decise di fargli una sorpresa: per dimostrargli la sua gratitudine si fece trovare vestito e truccato di tutto punto proprio come il personaggio del Grinch e diresse un’intera giornata di riprese conciato in quel modo! 
L’idea però, anche se successivamente apprezzata, in un primo momento aveva fatto imbestialire Carrey: pensava infatti che quella fosse una sua controfigura, e protestò dicendo che non gli somigliava neanche un po’.
Carrey doveva anche indossare delle lenti a contatto gialle, ma era così scomode che a volte non poteva fare a meno di toglierle. Così i suoi occhi furono colorati in post-produzione.
La tuta da Grinch era ricoperta di peli di yak, che sono stati tinti di verde e cuciti uno ad uno su una tuta spandex.
Per il ruolo del Grinch erano stati presi in considerazione Eddie Murphy e Jack Nicholson, ma Carrey si rivelò la scelta giusta.

Per finire una curiosità su Mamma, ho perso l’aereo che farà felici gli animalisti: la famosa scena della tarantola che finisce in faccia a Daniel Stern fu girata in silenzio per non spaventare il ragno. L’attore simulò l’urlo senza fare rumore e si doppiò poi in sala di registrazione. 
Per ammissione dello stesso Stern la scena fu buona al primo ciak, anche perché non avrebbe retto di doverne girare un’altra.

FONTI:  Cinefacts – cineblog – vanityfair – moviestruckers

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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

23 pensieri riguardo “Curiosità sui film natalizi (parte seconda)”

  1. “Per ammissione dello stesso Stern la scena fu buona al primo ciak, anche perché non avrebbe retto di doverne girare un’altra.” E lo credo bene! 😱 <- urlo silenzioso

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