1911 – 1937
Si affermò nel cinema degli anni ‘30 imponendosi con la sua bellezza, ma ancor più con i suoi modi disinvolti e sfacciati, che rendevano aggressiva la sua sensualità. È la sola diva del cinema americano ricordata più per il suo aspetto, per le vicende private, familiari e coniugali, che non per i film interpretati, per lo più sconosciuti al grande pubblico, a parte pochi titoli. Con la sua bellezza costruita accuratamente, caratterizzata dall’inconfondibile capigliatura biondo platino, e l’atteggiamento da seduttrice, rivoluzionò i canoni hollywoodiani del divismo femminile. I suoi personaggi, infatti, sempre dotati di ironia e franchezza, rappresentavano donne sessualmente spregiudicate e indipendenti, prive di ipocrite remore morali.

Harlean Carpenter nasce a Kansas City il 3 marzo 1911, in una famiglia benestante. I genitori si separano quando lei ha appena 10 anni, e si trasferisce prima a Los Angeles e poi a Chicago con la madre, che si risposa. A 16 anni si innamora e sposa un giovane orfano che ha appena ereditato una piccola fortuna, e quando ne entra in possesso al compimento dei 21 anni, i due sposini si trasferiscono a Beverly Hills, dove la loro vita è fatta di feste e dolce far niente. Casualmente si presenta a un provino, sfidata da un’amica, e viene presa per alcuni cortometraggi, pur senza essere accreditata, tra cui due celebri comiche di Stan Laurel e Oliver Hardy.

Dopo una lunga trafila come figurante, la sua carriera ha una svolta grazie a Howard Hughes, il potente multimiliardario a capo della RKO, che ne fa un provocante sex symbol, grazie alla sua bellezza naturale, accentuata da un trucco pesantissimo, che la faceva sembrare molto più matura di quanto non fosse in realtà. Oltre alla chioma ossigenata, ottenuta con una particolare mistura tra acqua ossigenata e candeggina, la Harlow studiò personalmente il trucco degli occhi: si rasava completamente le sopracciglia, per poi disegnarle a matita a forma di arco. Ben presto divenne una moda imitata non solo dalle giovani americane, ma anche da alcune sue colleghe.

Hughes doveva rifare il colossal bellico Gli angeli dell’inferno (1930) in versione sonora, e scelse proprio la Harlow per sostituire l’attrice Greta Nissen, il cui accento norvegese non era accettabile. Jane, scatenando le proteste dei moralisti, vi interpretò la parte di una fanciulla dissoluta capace di concedersi contemporaneamente a due fratelli, intrepidi aviatori, nonché a un terzo uomo. Il successo del film rende Jean immediatamente famosa e le fa conquistare il soprannome di Platinum Blonde. Molte donne vogliono imitare il suo colore di capelli, spesso ottenendo però effetti disastrosi, ed Howard Hughes decide di istituire un concorso, mettendo in palio 10.000 dollari per il parrucchiere che fosse stato in grado di replicare l’esatta tonalità di Jean, che era creata appositamente per lei dalla sua parrucchiera personale. Nessuno riuscirà nell’impresa, ma si rivelerà una mossa vincente per aumentare la fama della diva.

Nel 1931, con Nemico pubblico, Jean conquista anche la critica, che la sostiene anche nei successivi La donna di platino e Lo schiaffo. Sempre impegnata in ruoli di rovina uomini, pur con una sapiente dose di autoironia, come seduttrice e arrampicatrice sociale, la Harlow sapeva far accettare, grazie alla notevole simpatia, l’assoluta mancanza di scrupoli, senza mistificarla con smancerie o romanticismi. Nel 1932 scinde il contratto con la RKO e passa alla MGM, di cui sposa il famoso produttore Paul Bern. Il matrimonio si conclude tragicamente dopo soli due mesi, con il suicidio di lui, probabilmente perché impotente, o comunque incapace di affrontare la vita matrimoniale. La verità non si seppe mai, anche perché l’uomo lasciò un biglietto di addio sibillino, ma la stampa si scatenò facendo le più ignobili ipotesi sul suicidio. Nonostante il dolore per la morte tragica del marito, Jean Harlow non smise di recitare.

Nel secondo periodo della carriera si mostra, forse troppo tardi, attrice di rango; recita al fianco dei mostri sacri del cinema, come Clark Gable, Spencer Tracy e James Cagney, e viene diretta da registi come Capra, Cukor e Fleming, conquistando ottime critiche. Con i suoi personaggi l’attrice rappresentava il desiderio di rivalsa sociale, in anni in cui la Grande depressione stava lacerando drammaticamente la società statunitense, eliminando ogni ipocrisia nella ricerca prioritaria del benessere materiale; questo è particolarmente evidente nel film Pranzo alle otto (1933), di George Cukor. L’attore cui venne più spesso affiancata è Clark Gable, con il quale girò sei film: The secret six (1931), Lo schiaffo (1932), L’uomo che voglio (1933) Sui mari della Cina (1935) Gelosia (1936) e la sua ultima pellicola, Saratoga (1937), interrotta per la sua prematura scomparsa, e completata nelle scene mancanti con una controfigura ripresa di spalle.

Trovò però una maggiore sintonia con William Powell, cui fu legata anche sentimentalmente. Durante la lavorazione del musical Tentazione bionda (1935), incontrò l’attore, che si era da poco separato da un’altra diva emergente, Carole Lombard. Powell, considerato il più raffinato gentiluomo dell’ambiente di Hollywood, la fece innamorare sul serio e, anche se i due non si sposarono mai, questa fu la storia più importante della sua vita. Con lui girò anche La donna del giorno (1936). Se il 7 giugno 1937, a soli 26 anni, Jean non fosse stata stroncata da un’infezione ai reni, Powell sarebbe probabilmente diventato il suo terzo marito.
La sua vita, oggetto di pettegolezzi e rivelazioni diffamanti, spesso del tutto inventate, ha ispirato un film, Jean Harlow, la donna che non sapeva amare (1965) di Gordon Douglas, che racconta in maniera molto romanzata le sue vicissitudini. In realtà questa sfortunatissima attrice che diventò suo malgrado protagonista di una leggenda, nella vita privata era tutt’altro che l’incarnazione del sesso: era una donna di grande semplicità, a tratti ingenua e molto fiduciosa del prossimo.

«Non sono una grande attrice e non ho mai pensato di esserlo. Ma ho qualcosa che piace al pubblico»
FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – IMDb
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Buongiorno 1 La gnoccagine
Morta giovanissima. Vita breve ma intensa
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Buongiorno
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Buongiorno Raffa
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Buongiorno Paola
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I titoli da te menzionati sono certa di non averne visto neanche uno e un quanto all’attrice, la scopro qua da te e ti ringrazio perché anche la cultura cinematografica e tutto ciò che ne consegue, non è da meno rispetto alle altre culture. Buona giornata Raffa 🥀👏
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Dei suoi film anch’io ammetto di non averne visto nessuno, troppo lontani nel tempo e nel gusto. Ma lei è tristemente famosa per le sue vicissitudini, assimilata a Marilyn, ma più sfortunata. Buona giornata, Giusy
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Bella recensione mi py
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Poverina, non è giusto morire così giovane. Non sapevo della sua vita e della sua carriera tumultuosa, l’ho vista in qualche vecchio film, conoscevo il suo viso e il suo nome e nient’altro.
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E’ spesso ricordata con Marilyn, ma in realtà è stata molto più sfortunata.
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Il modello hollywoodiano di bionda svampita è quello, declinato con due personalità diverse.
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