La dolce ala della giovinezza (1962)

Tratto da un dramma particolarmente intenso e brutale di Tennessee Williams, La dolce ala della giovinezza è la trasposizione cinematografica dell’opera teatrale omonima che aveva avuto un grande successo di pubblico e di critica a Broadway, dove era rimasta in scena quarantadue settimane. Il cast della pellicola è in gran parte lo stesso dell’allestimento teatrale: tra questi Paul Newman, di nuovo in un film tratto da Williams dopo La gatta sul tetto che scotta, e la favolosa Geraldine Page, che per questa interpretazione ottenne la nomination all’Oscar e un David di Donatello.

La storia è un’ennesima rivisitazione dei temi cari all’autore, come la perdita dell’innocenza, l’ipocrisia, i vizi nascosti contrapposti alle pubbliche virtù, con personaggi intrappolati nelle loro debolezze, incapaci di reagire alla loro fragilità. Il tema centrale è proprio quello della giovinezza che svanisce, portandosi via sogni, speranze e possibilità.

Newman interpreta Chance Wayne, un semplice barista che aveva lasciato la cittadina di provincia in cui era nato e cresciuto, per cercare fortuna nel mondo del cinema. Si era lasciato alle spalle l’amore impossibile per la giovane e ingenua Heavenly, figlia del tirannico boss del luogo, che impediva ai due di stare insieme, non giudicandolo all’altezza della figlia. Quello che Chance sperava era di ottenere il successo ad Hollywood, per poter poi tornare dalla ragazza.

Il film inizia proprio con il suo ritorno al paese natio, solo che niente è andato come sperava: si è ridotto a fare da autista/accompagnatore di una ex diva, Alexandra Del Lago, ormai in declino come attrice e come donna. Sfruttando la propria avvenenza, e le debolezze della donna, aveva sperato che lo introducesse nel mondo dorato del cinema, ma la donna, devastata dall’alcol e dalle droghe, è troppo presa dai suoi problemi per preoccuparsi di lui. Deluso e scoraggiato, tenta di rivedere il suo primo amore, ma lo aspettano sconvolgenti rivelazioni e altre terribili delusioni. Se ancora non bastasse, i parenti della ragazza gli daranno una lezione di quelle che non si dimenticano. La tensione sale alle stelle, finché esplode in un incandescente finale, dal retrogusto decisamente amaro.

Sempre come falene, i personaggi di Williams. Continuano a sbattere contro i vetri, attratti da fiamme che non possono raggiungere o in cui finiranno inevitabilmente per bruciarsi. Il film comunque offre una forma di rivincita quasi a tutti, perché si sa che Hollywood tendeva a edulcorare le opere di Williams, per non dire a censurarle. E anche qui, come già ne La gatta sul tetto che scotta, vennero censurati due punti cruciali della vicenda originale: nel testo di Williams la giovane Heavenly aveva subito un’isterectomia, a causa di una malattia venerea, trasmessagli inconsapevolmente da Chance, e quest’ultimo veniva addirittura castrato dai parenti della ragazza, per impedire la loro riconciliazione.
Nel mondo di Tennessee Williams il perdono non è quasi mai previsto, o comunque lo si paga a caro prezzo.

Il film è un melodramma intriso di una cattiveria unica, ed è una forma di denuncia sotto svariati profili. È uno dei più feroci attacchi all’idealismo fatato degli anni ’50, ma anche un ritratto impietoso del mondo del cinema, oltre che un esame lucidissimo della politica corrotta che insabbia gli scandali e si ricopre di falsa moralità. È l’America che distrugge se stessa e i suoi sogni, che prende coscienza della propria bassezza morale e finisce per specchiarsi nella sua stessa ipocrisia. Alla descrizione dell’impietoso ritratto di Hollywood e dell’illusione della fama e della ricchezza, si unisce un’amara e triste rappresentazione della solitudine umana. I veri protagonisti sono la realtà bassa e triviale della provincia americana, l’arroganza del potere, i sogni di gloria, l’apparenza sfavillante di Hollywood e la sua dimensione reale segnata da opportunismo, ipocrisia, debolezze e fragilità. Al centro di tutto questo, c’è un amore profondo, puro e vero, osteggiato da un’ottusità cieca e ipocrita.

Un film travolgente e leggendario, interpretato da un cast magistrale: Newman è indimenticabile, l’incarnazione del sogno americano che crolla senza trovare vie d’uscita, e Geraldine Page incarna superbamente la patetica diva sul viale del tramonto, che cerca un rifugio inesistente allo scorrere impietoso del tempo. Ed Begley, il padre di Heavenly, disegna un cattivo da antologia, prototipo del politico corrotto e falsamente puritano, così diffuso nella piccola provincia americana. La sua interpretazione gli valse l’Oscar come miglior attore non protagonista. Richard Brooks se la cava da ottimo mestierante e riesce ad avvolgere l’intera pellicola in una cappa di malinconica tragicità, sprigionando nel finale la giusta quantità di scintille. Un film da riscoprire, crudele e audace molto più delle finte trasgressioni dei film di oggi.

Alcune curiosità.
Nonostante lo scarto di età tra i due personaggi principali previsto dal soggetto, in realtà Paul Newman era di appena un anno più giovane di Geraldine Page.

Dopo essersi conosciuti proprio sul set di questo film, Geraldine Page sposò in seconde nozze il collega Rip Torn, che nel film interpreta il fratello della ragazza, e a lui rimase legata fino alla sua morte, avvenuta a 62 anni nel 1987.

Il ruolo di Chance era stato offerto a Elvis Presley, ma il suo manager glielo fece rifiutare, perché non voleva che interpretasse un bad guy.

 Pur con tutte le censure il film fu vietato ai minori di diciotto anni.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

16 pensieri riguardo “La dolce ala della giovinezza (1962)”

  1. ho visto due volte questo film che trovo, a parte le censure e gli omissis una buona trasposizione del lavoro teatrale e devo dire che gli attori sono proprio dentro al racconto e bravissimi e anche le atmosfere della provincia americana che ben conosco sono esemplari, ancora oggi resistono in molte parti del Sud! La tua recensione è direi perfetta stavola anche più delle altre volte perchè coinvolge anche il lavoro di Williams di cui fai una anlisi ottima! quindi bravissima e buona giornata!

    Piace a 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...