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La casa sul lago del tempo (2006)

Amo molto questo film, tanto che l’ho visto e rivisto più volte, perché è una bellissima storia d’amore che trascende il tempo e lo spazio. Probabilmente i maschietti sorrideranno, perchè si tratta di un film tanto romantico quanto assurdo, una di quelle sdolcinatezze che piacciono a noi femminucce. Ma ogni tanto ci vogliono anche quelle, per accettare la realtà.

Partiamo subito con il dire che per avvicinarsi a guardare questo film bisogna attuare una sospensione della razionalità: ovviamente il presupposto della storia è impossibile. Ma non siamo di fronte all’ennesima favoletta con lieto fine incorporato. Ci troviamo invece davanti ad un bel film di genere, impreziosito da una fotografia patinata e da una suggestiva colonna sonora.

Il messaggio che si coglie in questa storia al limite del metafisico, è quello di lasciare allo spettatore il compito di trovare un proprio significato. Troppe volte i film forniscono una loro traccia, che siamo costretti necessariamente a seguire. La casa sul lago del tempo ha il pregio di suggerire un’emozione, stimolando la voglia di cercare nel suo contenuto una propria risposta.

In fondo il film è una metafora dell’amore nella vita reale: le nostre scelte ogni giorno ci allontanano e avvicinano agli altri, come è altrettanto vero che alcuni di noi non si accorgono di ciò che gli passa vicino e li sfiora, perché distratti dalle loro proiezioni nel passato e nel futuro.

La trama è abbastanza semplice, ma estremamente originale. Kate deve lasciare la sua bellissima casa e trasferirsi a Chicago per lavoro, ma prima di andarsene lascia nella cassetta delle lettere il suo nuovo indirizzo perché chiunque acquisterà la casa, le invii la posta. Alex è il nuovo inquilino, che vuole quella casa perché ha per lui un significato particolare: era stata infatti progettata dal padre, che per quel lavoro aveva trascurato la famiglia.

Kate e Alex iniziano una relazione a distanza scambiandosi bigliettini e lettere nella cassetta della posta, e finiscono per innamorarsi scoprendo di avere molto in comune, ma scoprono anche di vivere a due anni di distanza, Kate nel 2006, Alex nel 2004. Così Kate dà ad Alex un appuntamento nel 2006, ma lui non si presenta. Decide quindi di dimenticarlo e torna con il suo ex.

Un giorno, in cerca di un architetto per una ristrutturazione, incappano proprio nel fratello di Alex, che racconta a Kate di come lui sia stato investito due anni prima; Kate capisce allora il motivo per cui non si era presentato all’appuntamento e si rende conto anche di aver assistito di persona al suo incidente, mentre quel giorno si recava all’incontro.

Torna allora nella casa sul lago e lascia un’ultima lettera nella cassetta della posta, in cui confessa tutto il suo amore ad Alex e gli raccomanda di non attraversare quella strada in quel giorno fatale. Alla fine riusciranno ad incontrarsi, e poco importa se nella realtà non sarebbe mai potuto accadere: la loro storia d’amore è una delle più singolari e romantiche che il cinema abbia mai raccontato.

Di solito non amo molto i film in cui si viaggia nel tempo, perché fatico a colmare i salti temporali e a collegare i rapporti causa-effetto tra passato e futuro. Ma in questa pellicola la dimensione temporale è marginale, e non importa se ci sono parecchi paradossi che farebbero inorridire gli esperti di fantascienza, e più di una lacuna nella sceneggiatura.

Il tema centrale del film è l’esistenza di quell’anima gemella che tutti cerchiamo e che si presenta una sola volta nella vita, dando vita ad un amore raro e irripetibile, talmente prezioso che non può assolutamente essere perso, anche contro ogni logica.

Il film viaggia continuamente tra passato, presente e futuro, portandoci alla conoscenza dei due protagonisti attraverso i loro messaggi, che gradatamente ne disvelano gusti, sogni e desideri. La sceneggiatura, ben articolata nella sua complessità, dà vita ad una storia d’amore fiabesca e romantica, che cerca in ogni modo di realizzarsi, a dispetto di una realtà impossibile che sembra remare contro fino alla fine.

La Bullock e Reeves sono perfetti nei loro ruoli, idilliaci come non mai, al punto da far dimenticare di aver recitato insieme 12 anni prima in un action come Speed. Reeves riesce persino a sembrare espressivo, non si sa se per l’estremo romanticismo della trama, o la particolare abilità del regista. Agresti, infatti, non perde occasione per esaltare la bellezza dei due protagonisti con primi piani e inquadrature ad effetto, abbondando con languidi e scenografici tramonti sul lago, ma non trascura neppure la splendida architettura di Chicago che fa da sfondo alla storia.

Nonostante il film sia indiscutibilmente una commedia sentimentale, impregnata di romanticismo, riesce a non essere mai sdolcinata nè troppo malinconica, ma rimane una favola poetica sull’amore, perfetta da vedere per chi l’ha già trovato ma anche per chi lo sta ancora cercando.

Trailer

Complimenti ad Alessandro Gianesini, Nemo&Nancy, Austin Dove, Nonna Pitilla, Paol1,Lisa, Elena e Laura, e Fantom Caligo che hanno indovinato.

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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

21 pensieri riguardo “La casa sul lago del tempo (2006)”

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