Mystic river (2003)

Se non amate le storie che finiscono male, non guardate assolutamente questo film. E’ splendido, ma ha un finale amaro che fa rabbia da quanto è assurdo e carico di dolore. Se avete letto il romanzo da cui è tratto, sapete già cosa vi aspetta. La trasposizione che ne ha fatto Clint Eastwood è superba, e lo rende uno dei suoi film migliori. Per questo, e solo per questo, mi sento comunque di consigliarlo.

Tre ragazzini, amici d’infanzia, trascorrono i pomeriggi giocando in strada. Un brutto giorno uno di loro sale su un auto e finisce vittima di un pedofilo. Sopravviverà, ma la sua vita cambierà per sempre. Diventati adulti, i tre amici si sono ormai persi di vista, e hanno preso strade diverse: una nuova tragedia li farà riavvicinare, anche se per poco, finché il destino disegnerà l’epilogo atroce e assurdo della loro amicizia.

Ricordo ancora la sensazione fortissima che ho provato quando l’ho visto: è un film che ti coinvolge, anzi ti stravolge, ti prende con il suo ritmo, la trama, i personaggi, le tante domande che pone nel suo svolgersi, a cui si ha quasi paura di rispondere. Non avevo ancora letto il libro, perciò ignoravo la storia, e man mano che il film procedeva, ero sempre più presa dalla trama e dalle straordinarie interpretazione degli attori.

La trama è in qualche modo di tipo poliziesco, perché viene commesso un delitto e si deve scoprire il colpevole. Ma in realtà c’è tutto un intreccio di personaggi e di storie che fanno da sfondo e ruotano attorno all’omicidio, che hanno radici profonde nel passato. Ed  è proprio la fusione tra i ricordi sbiaditi di un passato che comunque ha lasciato il segno, e gli effetti indelebili di questo passato doloroso sul presente, che rendono il film unico e singolare.

Solo alla fine, nell’ultima mezz’ora, si dipana la trama del mistero, in un rapido susseguirsi di inquadrature, che cambiano ogni volta la prospettiva. Ad un certo punto lo spettatore non sa più cosa pensare, disorientato dall’apparenza delle cose, poi, in un crescendo di emozioni, arriva la conclusione che è anche peggiore di quello che per un attimo si è potuto immaginare, fino alle ultime, terribili immagini sul fiume.

Un film bellissimo ma duro, con un finale che è un pugno nello stomaco, recitato in maniera maestosa da tutti gli interpreti e diretto con rara sensibilità. Kevin Bacon per una volta rimane in disparte da ottimo comprimario; Tim Robbins è toccante nel dipingere la sofferenza di un uomo segnato da un trauma difficilmente superabile, ormai adulto ma rimasto in qualche modo infantile, quasi a volersi riprendere l’infanzia di cui è stato privato; ma tra i tre protagonisti, Sean Penn è in assoluto il migliore perchè rappresenta la disperazione del padre in lutto in maniera inarrivabile, e raggiunge un’intensità del dolore che dà i brividi. Sia Robbins che Penn sono stati giustamente premiati con Oscar e Golden Globe.

Accanto a loro, due figure di donne molto diverse, ben delineate da Laura Linney e Marcia Gay Harden, entrambe non nuove ad interpretazioni femminili di particolare spessore. La Harden, in particolare, rappresenta tutta la fragilità di una donna debole, assalita da dubbi terribili, e incapace di prendere una decisione. Questo la porterà, drammaticamente, a fare la cosa sbagliata nel momento sbagliato.

La regia di Eastwood è magistrale e riesce a creare la giusta tensione per alimentare il dramma, ma lascia che la verità si sveli da sola, in un crescendo di suggestioni e turbamenti, evitando accuratamente facili colpi di scena. Solo la nomination per Clint, che però è stato osannato dalla critica unanime.

Se non avete letto il libro, il finale vi spiazzerà ancora di più, ma se lo conoscete, potrete apprezzare l’eleganza con cui il regista è riuscito a tradurlo in immagini. La scena finale, con il silenzioso gioco di sguardi tra i protagonisti sopravvissuti alla tragedia, racchiude la malinconia senza fine del dolore condiviso, e la solitudine immensa di tre vite irrimediabilmente allontanate per sempre.

SPUNTI DI CINEMA: Alla ricerca di un colpevole

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

14 pensieri riguardo “Mystic river (2003)”

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