Nonostante fosse nata come ballerina, ha saputo esprimersi anche come attrice, dimostrando di sapersi cimentare sia con personaggi drammatici, sia in ruoli più brillanti. Dotata di un fascino tipicamente parigino e di una grazia particolare, acquisita dallo studio della danza fin dalla tenera età, ha saputo imporsi a Hollywood anche grazie a registi di notevole esperienza, che ne hanno valorizzato il talento.

Leslie Claire Margaret Caron nasce a Boulogne-Billancourt (Parigi) il 1° luglio 1931. Mentre il fratello maggiore è spinto a diventare un chimico come il padre, Leslie fu preparata fin dall’infanzia alla carriera artistica dalla madre, Margaret Petit, ex ballerina statunitense di Broadway. Inizia lo studio della danza a 9 anni e a 16 fa già parte del Ballet des Champs-Élysées di Roland Petit, dove si esibisce come prima ballerina. Qui la nota Gene Kelly e la sceglie per interpretare al suo fianco il musical Un americano a Parigi (1951), che segna il debutto cinematografico di Leslie: dopo un solo provino viene scritturata per sette anni dalla MGM.

In compagnia della madre e del fratello, partì quindi per Hollywood. La prosperità, il sole e l’abbondanza della California furono uno shock fisico e culturale per Leslie. Aveva vissuto a Parigi durante l’occupazione tedesca, che l’aveva resa malnutrita e anemica. In seguito osservò quanto fossero gentili le persone rispetto alla Parigi in tempo di guerra, dove povertà e privazioni avevano reso la gente amareggiata e violenta. Tra gli altri, ebbe un rapporto amichevole con Kelly, che l’aiutò ad adattarsi al mondo del cinema.

In questo primo periodo hollywoodiano vanno ricordati Lilì (1953), che le valse la candidatura all’Oscar e il premio BAFTA (l’Oscar britannico); La scarpetta di vetro (1955) e Papà Gambalunga, accanto a Fred Astaire, ma soprattutto Gigi (1958), che fu uno straordinario successo, accanto a Maurice Chevalier. Con questo film concluse il contratto con la MGM. A partire dagli anni ‘60 ebbe inizio la seconda fase della sua carriera, in cui Leslie Caron ha lavorato anche in film europei.

Per la sua interpretazione nel dramma britannico La stanza a forma di L (1962), vinse il premio BAFTA come migliore attrice e il Golden Globe, e fu nominata all’Oscar come migliore attrice. Senza contare i numerosi impegni televisivi (TV movies, serial, apparizioni varie nella parte di sé stessa), la Caron interpretò una ventina di altri film tra cui Il gran lupo chiama (1964), accanto a Cary Grant, Una ragazza da sedurre (1965), accanto a Rock Hudson e Spogliarello per una vedova (1966), con Warren Beatty. Sempre nel 1966 fa parte del cast francese di Parigi brucia? di René Clément, e l’anno dopo è accanto a Nino Manfredi nel film di Nanni Loy Il padre di famiglia. Fu presa in considerazione dalla Disney per il film Pomi d’ottone e manici di scopa, ma la parte andò ad Angela Lansbury.

La Caron tornò in Francia all’inizio degli anni ’70, cosa che in seguito affermò essere stata un errore. “Adorano qualcuno che è veramente britannico o veramente americano, ma qualcuno che è francese e ha avuto successo a Hollywood – e io ero l’unica ad avercela fatta alla grande – non possono perdonarlo”. Lavora poi con François Truffaut ne L’uomo che amava le donne (1977) e con Louis Malle ne Il danno (1992). Nel 2000 appare in Chocolat, diretto da Lasse Hallström, e più di recente in un episodio dell’ottava serie di Law & Order: Unità vittime speciali, nel 2007, dove interpreta una donna vittima di violenza: questa interpretazione le vale un Emmy Award come guest star.

Nel settembre del 1951, Caron aveva sposato l’americano George Hormel II, nipote del fondatore di un azienda di confezionamento della carne in scatola, ma il matrimonio durò appena 3 anni. Il suo secondo marito fu il regista teatrale britannico Peter Hall. Si sposarono nel 1956 ed ebbero due figli: Christopher John e Jennifer. Quando lei e Hall divorziarono nel 1965, Warren Beatty, con cui Leslie aveva avuto una relazione, fu nominato co-imputato e il tribunale di Londra gli ordinò di pagare le spese processuali. Nel 1969, Caron si è risposata con il regista Michael Laughlin, ma la coppia ha divorziato nel 1980.

«La cosa più importante è rimanere attivi e amare quello che si fa. È la fine se ti fermi a pensare solo a quello che hai fatto in passato. Io vado avanti»
FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – IMDb
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Buongiorno 1 Chi si ferma è perduto
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Assolutamente sì
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sono d’accordo: se inizi a pensare al passato finisci che non vai più avanti
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Esatto.
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Una ballerina superlativa, la ricordo bene, sia n classico che nel moderno! Sia come solista che accanto ai due mostri sacri Kelly e Astaire. Una classe e un’eleganza innate, veramente brava nella danza e anche come attrice nelle commedie.
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E aggiungo anche molto simpatica per essere francese. Non so perché, ma le attrici francesi sembra sempre che abbiano un senso di superiorità, anche quando non è giustificato.
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Sarà per il nasino all’insù, alla francese appunto? 😀
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O forse per la grandeur tipicamente francese…
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Non la conoscevo. Però, ha avuto fortuna ad avere talento anche nella recitazione
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Bé anche Ginger Rogers era una discreta attrice.
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Diciamo anche che il cinema classico era più legato ai personaggi che alle emozioni
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Si recitava sicuramente in un altro modo.
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Era bellissima
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Grazie ma non la conoscevo…
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