1947 – 2025
È stato uno degli ultimi addii del 2025, preceduto da volti molto più conosciuti e amati di lui, come Gene Hackman, Robert Redford o Diane Keaton, e seguito dalla diva per antonomasia, Brigitte Bardot, che ha chiuso questo doloroso anno di grandi perdite per il cinema.
È scomparso tragicamente di morte violenta, sembra per mano del figlio Nick (con lui nella foto sotto), al momento unico indagato per il duplice omicidio di Reiner e della moglie Michele.
Il suo nome non era conosciuto come quello dei grandi attori che l’hanno preceduto, per lo meno non alla maggior parte del pubblico, fatta eccezione per gli addetti ai lavori. Ma Reiner è stato uno dei registi e produttori più influenti del cinema americano degli ultimi decenni, e ha anche recitato saltuariamente, soprattutto in televisione, ma non abbastanza da diventare un volto familiare, almeno per noi.

Nato a New York il 6 marzo 1947, nel Bronx, Robert Norman Reiner cresce in una famiglia ebraica in cui si respira aria di spettacolo. Il padre è Carl Reiner, autentica leggenda della comicità americana, autore e protagonista del Dick Van Dyke Show, vincitore di undici Emmy. Più di recente lo abbiamo visto in Ocean’s Eleven, nei panni del vecchio Saul, che simula un malore per creare un diversivo. La madre, Estelle Reiner, è attrice e designer. Un ambiente creativo che segnerà profondamente il suo percorso. Dopo gli studi e le prime esperienze come attore televisivo, Rob ottiene la notorietà nel 1971 grazie al ruolo di Michael Stivic nella sitcom conosciuta in Italia come Arcibaldo. Il personaggio, liberal e idealista, diventa il contraltare perfetto dell’ultraconservatore Archie Bunker, interpretato da Carroll O’Connor. La serie, creata da Norman Lear, rivoluziona la televisione americana affrontando temi fino ad allora tabù: razzismo, guerra del Vietnam, diritti civili. Reiner vince due Emmy e diventa uno dei volti più noti del piccolo schermo americano.

Nonostante il successo come attore, Reiner intuisce presto che il suo futuro è dietro la macchina da presa. L’esordio alla regia arriva nel 1984 con This Is Spinal Tap, finto documentario su una band heavy metal immaginaria. Il film, inizialmente accolto tiepidamente, diventa negli anni un cult assoluto. Da quel momento, Reiner infila, uno dopo l’altro, una serie di successi che pochi registi possono vantare, dimostrando di essere capace di attraversare con successo generi diversissimi: dalla commedia romantica al dramma giudiziario, dal film di formazione all’horror psicologico, dalla satira alla favola. Stand by me (1986), tratto da un racconto di Stephen King, è considerato uno dei migliori film di formazione di sempre. La storia fantastica (1987) diventa col tempo una favola senza età, amata da generazioni di spettatori. Con Harry, ti presento Sally (1989), scritto da Nora Ephron e interpretato da Billy Crystal e Meg Ryan, Reiner ridefinisce i canoni della commedia romantica moderna.

Seguono Misery non deve morire (1990), adattamento dell’omonimo romanzo di Stephen King, che vale l’Oscar a Kathy Bates, e Codice d’onore (1992), intenso dramma giudiziario con Tom Cruise e Jack Nicholson, candidato all’Oscar come miglior film. Parallelamente alla carriera da regista, Reiner fonda la Castle Rock Entertainment, casa di produzione che segnerà profondamente Hollywood negli anni Novanta. Il nome è un omaggio all’universo letterario di Stephen King: Castle Rock è, infatti, la cittadina immaginaria dove lo scrittore ambienta molte delle sue storie. Sotto l’etichetta Castle Rock nascono film come Le ali della libertà (1994) o Il miglio verde (1999), e serie televisive di enorme successo come Seinfeld, una delle più redditizie di sempre. Ma nella sua variegata filmografia c’è anche una commedia non banale come Non è mai troppo tardi con due anziani e ricchi malati terminali, Jack Nicholson e Morgan Freeman, che si permettono un’ultima avventura on the road, scoprendo se stessi. Un copione melò che ha il pregio di dosare la commozione secondo giusti binari.

Nei film di Rob Reiner spesso la morte è un tema centrale, ma non è mai fine a se stessa; serve a dare significato alla vita, a rafforzare i legami e a far maturare i personaggi. Grazie a questa sensibilità, il suo cinema riesce ancora oggi a emozionare e a far riflettere più generazioni di spettatori. Nel 2015 dirige Being Charlie, pellicola sceneggiata anche dal figlio Nick, che racconta nel film alcune delle problematiche legate alla tossicodipendenza, da lui vissute in prima persona. Ma Reiner ha diretto anche commedie sentimentali più leggere e commerciali, come Storia di noi due (1999), con Bruce Willis e Michelle Pfeiffer, e Vizi di famiglia (2005), spiritosa commedia sulla nascita del film Il laureato, con un tris d’assi come Kevin Costner al fianco di Jennifer Aniston e della gloriosa nonna Shirley Mac Laine, oggi 91enne. Reiner ha giocato con il cinema anche da attore, recentemente pure in The Wolf of Wall Street di Scorsese dove interpreta l’irresistibile personaggio collerico, soprannominato Mad Max, padre di Leonardo DiCaprio.

Oltre al cinema, Rob Reiner è stato una figura pubblica fortemente impegnata sul piano politico e sociale. Attivista per i diritti civili, cofondatore dell’American Foundation for Equal Rights, si è battuto per il matrimonio egualitario e per numerose cause sociali. È stato anche una delle voci più critiche nei confronti di Donald Trump, intervenendo spesso nel dibattito pubblico attraverso i social media.
Dopo essere stato sposato per 10 anni con l’attrice e regista Penny Marshall, di cui aveva adottato la figlia Tracy, nel 1989 aveva sposato Michele Singer, fotografa conosciuta sul set di Harry, ti presento Sally, e con lei aveva avuto i suoi tre figli, Jake, Nick e Romy. Rob e Michele sono stati rinvenuti morti dalla figlia Romy, il 14 dicembre 2025, nella loro casa di Los Angeles.

«Mi piace fare film, perché puoi far sì che le cose accadano e vadano a finire come non vanno mai nella vita reale»
FONTI: quartopotere.com – corriere.it – ilgiornale.it – canale10.it
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a me non sono piaciute le porcate merdose scritte dal riprovevole presidente americano sul suo conto
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Prova evidente di demenza senile conclamata.
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senza dubbio
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Buongiorno 2 Grande personaggio. Concordo con la citazione finale
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Vero, è piaciuta molto anche a me. Buongiorno
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è stato il regista che meglio di tutti, a parte carrie di brian de palma, a portare sullo schermo le opere di stephen king
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Un regista di capolavori assoluti, oltre che volto conosciuto del grande schermo.
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❤️
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🎀 In qualche suo film si nota una componente, sottesa, di violenza di tipo psicologico ~ Grande regista ~ Terribile morte ~ Buon mercoledi’ Raffa!
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Grazie Paola, anche a te buon proseguimento di giornata!
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Ogni attore fa’ la sua storia.. bel post brava
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Ho visto quasi tutti isuoi film, ma non lo ricordo come attore. Buon pomeriggio Raffa.
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“Misery non deve morire” e “Il miglio verde” sono tra le migliori trasposizioni cinematografiche dei libri di King, 🤩.
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Un grande regista e bella la citazione, lo rappresenta appieno. Buona serata Raffa 🏵️
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