Val Kilmer, senza mezze misure

1959 – 2025

Attore carismatico, senza alcun timore di calarsi in personaggi complessi, controversi e spesso anche disturbanti, accettandone le conseguenze. Era una combinazione di bellezza, forza e carattere: viso d’angelo, fisico muscoloso e carattere difficile ne hanno fatto un perfetto divo degli anni ’80 e ’90. Si impegnava a fondo in tutto quello che faceva, ma da perfezionista quasi ossessivo, pretendeva lo stesso impegno anche dai collaboratori. Questo aspetto del suo carattere, unito a un costante desiderio di provocare, lo ha messo spesso in conflitto con registi e colleghi, creando intorno a lui una fama negativa che ha finito per offuscare la sua stella. Solo quando si è ammalato, quel suo carattere testardo gli ha permesso di resistere e continuare a esprimersi nel suo lavoro fino alla fine.

Val Edward Kilmer era nato l’ultimo giorno del 1959 a Los Angeles, in una famiglia di origini irlandesi, inglesi e tedesche. Secondo di tre figli, quando i genitori si separano ha nove anni, e da quel momento vive con il padre nella San Fernando Valley, mentre la madre si trasferisce in Arizona. Il suo carattere sarà profondamente influenzato dal trauma per la morte accidentale del fratello minore, annegato nella vasca idromassaggio per una crisi epilettica. Che la recitazione fosse una passione intima e profonda, Kilmer lo aveva capito presto, scegliendo così di frequentare la Juilliard School a New York, una delle scuole di recitazione più prestigiose al mondo: era stato il più giovane allievo mai ammesso. Nel 1981, durante una recita teatrale, viene notato da Francis Ford Coppola che gli offre una parte nel suo film I ragazzi della 54a strada. Val rifiuta, ma 3 anni dopo debutta al cinema in Top secret!, una commedia demenziale della ditta Abrahams, Zucker & Zucker, dove è una star del rock, agente segreto suo malgrado, nella Germania dell’Est.

Subito dopo interpreta Scuola di geni (1985), ma il successo arriva l’anno seguente con Top gun, dove interpreta Iceman, un ruolo che non voleva, e che il destino ha voluto che lo accompagnasse fino alla sua ultima apparizione sugli schermi. La fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90 coincidono con il periodo migliore per l’attore, che diventa l’eroe di Willow (1988), fantasy ideato da George Lucas e diretto da Ron Howard. Mentre quasi tutti i suoi film sono stati accompagnati dal racconto di litigi leggendari, che hanno contribuito alla sua reputazione di attore ingestibile, Willow fa eccezione: il suo set fu idilliaco, anzi, galeotto, perché qui scoppia l’amore con la futura moglie Joanne Whalley. Una strana storia di predestinazione circonda il loro incontro: Kilmer aveva sognato anni prima di incontrare l’amore della sua vita e pochi giorni dopo aveva visto Whalley recitare in teatro a Londra, rimanendone folgorato. Anni dopo, il destino li avrebbe fatti incontrare di nuovo sul set di Willow e Val non perse tempo, chiedendole subito di sposarlo. Purtroppo il matrimonio è durato solo 8 anni, ma da quell’unione sono nati i due figli Mercedes e Jack.

Dopo il fantasy di Ron Howard, nel 1991 arriva il film per cui Kilmer è forse più conosciuto, The Doors, il biopic di Oliver Stone su Jim Morrison, a cui l’attore somiglia in modo sorprendente. Kilmer si calerà nel personaggio fino a identificarsi quasi completamente in lui: per tutto il periodo delle riprese non si toglierà mai gli abiti di scena e costringerà gli amici a chiamarlo Jim anche fuori dal set, per potersi immedesimare meglio nei panni del cantante. Per prepararsi al ruolo guardò anche tantissimi filmati di Morrison, imparando a cantare e a muoversi come lui, tanto che i suoi stessi compagni del gruppo dei Doors dissero che, guardando il film, avevano la sensazione di rivedere Jim.

I successi degli anni ’90 continuarono uno dopo l’altro con il thriller Cuore di tuono, del 1992, e poi Una vita al massimo, scritto da Quentin Tarantino e diretto da Tony Scott, e Tombstone, sempre del 1993, in cui interpretava Doc Holliday, uno dei suoi ruoli più celebri. Nel ’95 è accanto ad Al Pacino e Robert De Niro in Heat – La sfida, e indossa l’odiato costume dell’uomo pipistrello in Batman forever, per Joel Schumacher. Su quest’ultimo set ci furono diversi litigi con il regista, perché Kilmer si sentiva sminuito dal fatto che le star del film fossero Jim Carrey e Tommy Lee Jones (che tra l’altro non si sopportavano a vicenda), e non era per nulla soddisfatto del suo ruolo. Il regista lo definì infantile e impossibile, e Kilmer non gli rivolse la parola per due intere settimane di lavorazione. Il risultato fu insoddisfacente, e nel film successivo Schumacher lo sostituì con George Clooney, il peggior Batman di sempre.

Nel 1996 fa parte del cast de L’isola perduta, di John Frankenheimer, e qui entra in rotta di collisione con il regista e, soprattutto, con l’icona Marlon Brando. È uno scontro ad altissimo livello: Brando, ormai stanco di Hollywood, trova in Kilmer un degno avversario in fatto di ego e cocciutaggine. Si racconta che si ignorassero deliberatamente sul set e che Brando rifiutasse persino di recitare con lui. A testimonianza della tensione, si ricorda la celebre dichiarazione di Frankenheimer alla fine delle riprese: “Non dirigerei mai più Val Kilmer e non voglio mai più vedere Marlon Brando in vita mia.” Il film fu un disastro al botteghino e da quel momento in poi, Kilmer farà pellicole meno importanti.

Nonostante questo, la sua filmografia è ancora molto lunga, ma senza titoli degni di nota. Tra gli altri si ricordano Spiriti nelle tenebre (1996), accanto a Michael Douglas, Il Santo (1997), una rivisitazione delle avventure di Simon Templar accanto a Elizabeth Shue, il romantico A prima vista (1999), con Mira Sorvino, basato su una storia vera, e nel 2000 Pollock, accanto a Ed Harris. Negli anni seguenti Val Kilmer recita per James Cox in Wonderland – Massacro a Hollywood, e per David Mamet in Spartan. Nel 2003 è protagonista di Blind Horizon – Attacco al potere. Nel 2004 è protagonista insieme ad altri del thriller Nella mente del serial killer e nello stesso anno interpreta Filippo II di Macedonia in Alexander, accanto a Colin Farrell.

Per tutti i primi anni del 2000 passa da un ruolo di contorno a un altro, senza grandi successi, neppure quando è protagonista di Twixt (2011), diretto da Francis Ford Coppola. Nel gennaio del 2015 si ammala di cancro alla gola, inizialmente tenendo nascosta la cosa e negandola apertamente. Ma nel 2017 afferma di essere in via di guarigione. In questo periodo si sottopone a una tracheotomia che limita la sua capacità di parlare. E arriviamo al suo ultimo film, Top gun: Maverick (2021). Quando Cruise decise di realizzare il seguito di Top gun, insistette personalmente affinché Kilmer fosse coinvolto, nonostante i suoi gravi problemi di salute. Va detto che durante le riprese del primo film, nel 1986, Kilmer aveva mantenuto volutamente le distanze da Cruise per alimentare la rivalità tra i loro due personaggi, e questo atteggiamento si era tradotto in una certa freddezza anche fuori dallo schermo, tanto che si erano diffuse voci su una rivalità tra i due attori.

Trentacinque anni dopo, la loro scena insieme nel sequel è stato uno dei momenti più toccanti del film, una sorta di riappacificazione sia tra i personaggi che tra gli attori nella vita reale. Kilmer ha raccontato di essere molto grato a Cruise, che gli ha dato la possibilità di tornare sul set. Anche nel film portava un foulard di seta al collo e faticava a parlare per via della tracheotomia, e questa immagine, straziante ma dignitosa, è l’ultima che l’attore ha lasciato al suo pubblico.

Val Kilmer si è spento a 65 anni, in seguito alle complicazioni di una polmonite, il primo aprile 2025. Nel 2020 aveva pubblicato un’autobiografia, I’m Your Huckleberry, in cui raccontava tutto quello che stava attraversando. In una delle ultime interviste, aveva spiegato: «Ora che è più difficile parlare, voglio raccontare la mia storia più che mai». Nel 2021 è uscito Val, un documentario con la voce narrante del figlio Jack, costruito attraverso video personali girati nel corso di decenni, che offre uno sguardo inedito sulla sua carriera e sulle sue battaglie, inclusa quella contro il cancro.

«Una sequenza di pochi minuti sullo schermo può richiedere anche giorni interi di preparazione, ma ne vale la pena se il pubblico capisce che lo hai fatto per lui»

FONTI: repubblica.it – corriere.it – ilsole24ore.it –


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

14 pensieri riguardo “Val Kilmer, senza mezze misure”

  1. Io per lo più lo conosco per il suo ruolo in Top Gun. Molto bella e adatta lui da quanto ho letto in questo post, la sua citazione e credo che sia davvero così la soddisfazione di un attore. Buona serata cara Raffa 🌹

    "Mi piace"

  2. La conclusione stringe il cuore.
    Sinceramente una volta tanto vanno i complimenti anche a Tom Cruise.
    Amo molto quando degli attori si riesce a intravedere anche qualche tratto personale.
    In molti momenti di questa biografia viene da dire “peccato” ma in fondo ognuno ha la propria natura.
    Come sempre lettura davvero interessante!
    Grazie Raffa!

    Piace a 1 persona

    1. Mi sono meravigliata anche io di Tom Cruise, perché ha fama di essere molto pieno di sé e concentrato solo su se stesso. In questo caso ha saputo andare oltre. Per il resto, cosa si può dire? Ognuno ha il suo carattere, ed è difficile superare certi spigoli.

      Piace a 1 persona

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