Alain Delon, bellezza e solitudine

1935 – 2024

È stato uno dei volti simbolo del cinema francese. Lo sguardo glaciale e cinico, in contrasto con il suo volto angelico, e il fascino magnetico unito a una bellezza fuori dal comune, gli hanno permesso di specializzarsi nei classici ruoli da duro, seducente e dal destino tragicamente segnato. Alternando nel corso di tutta la sua carriera il cinema d’autore a quello commerciale, si è imposto sulla scena internazionale negli anni ‘60 e ’70, mettendo in luce il carattere ambiguo della sua bellezza.

Alain Fabien Maurice Marcel Delon nasce a Sceaux, nella regione dell’Île-de-France, l’8 novembre 1935. Il carattere ribelle e le tensioni familiari gli fanno trascorrere un’infanzia infelice, segnata dalla separazione dei genitori quando ha appena quattro anni. Mandato in un collegio di suore, il piccolo Alain è intemperante: viene più volte espulso da scuola ed è costretto a cambiare diversi istituti. A quattordici anni lascia la scuola e si mette a lavorare nella macelleria del nuovo compagno della madre. A diciassette anni decide di arruolarsi in marina ed entra a far parte di un battaglione di paracadutisti della fanteria destinato al sud est asiatico, nell’ambito del corpo di spedizione militare francese in Indocina.

Rientrato in Francia, iniziò a frequentare a Parigi l’ambiente degli intellettuali e il mondo dello spettacolo e a recitare in alcune pièce teatrali, finché la sua singolare bellezza e la sua duttilità nell’affrontare ruoli anche modesti vennero notate da alcuni produttori. Fu così che per il giallo di René Clément Delitto in pieno sole (1960) l’attore, scelto inizialmente per una parte secondaria, ottenne invece quella del protagonista, il subdolo Mr Ripley che uccide un giovane miliardario per assumerne l’identità. Il film ebbe un buon successo e rappresentò per Delon un ideale trampolino di lancio, proponendo per la prima volta quel personaggio controverso a lui estremamente congeniale.

Fu però Visconti a consentirgli di lasciar affiorare la complessità interpretativa di cui era dotato, quando lo diresse magistralmente in Rocco e i suoi fratelli (1960): Delon rese perfettamente l’introversa malinconia del giovane protagonista, un figlio del Meridione depresso immigrato a Milano, proletario dall’animo nobile, ma destinato per la sua eccessiva mitezza a risultare un perdente. Nel 1961 è nel cast tutto italiano della commedia Che gioia vivere di René Clément, in cui mostra il suo volto simpatico e brillante. Il film di Visconti favorì l’inizio della carriera italiana dell’attore: Michelangelo Antonioni lo volle infatti per L’eclisse (1962), facendogli interpretare un dinamico e arrivista agente di borsa; l’anno successivo fu ancora Visconti a scritturarlo per Il Gattopardo, nel ruolo dell’affascinante Tancredi, nipote del principe di Salina.

L’anno successivo, sul set di Colpo grosso al Casinò (1963), diretto da Henri Verneuil, lavora al fianco di una star simbolo del cinema francese, Jean Gabin, con il quale più volte condividerà il successo cinematografico. Nel 1965 il poliziesco L’ultimo omicidio, di Ralph Nelson, fa volare l’attore dritto verso gli Stati Uniti, dove recita anche al fianco di Dean Martin nel western Texas oltre il fiume! (1966) di Michael Gordon. Nel 1967 si cimenta in una delle sue performances più riuscite, quella di Frank Costello faccia d’angelo, capolavoro di Jean-Pierre Melville, regista con cui Delon avvia una fruttuosa collaborazione. Memorabile la sua interpretazione di un sicario a pagamento che deve guardarsi dalla polizia e persino dai suoi complici, un samurai solitario della malavita sullo sfondo di una Parigi struggente.

Ai successi della vita professionale si legò in maniera inscindibile lo scalpore di quella privata: una lunga e tormentata storia d’amore con l’attrice Romy Schneider, il discutibile attivismo politico e imprenditoriale e il suo coinvolgimento in vari scandali rosa. Le vicende biografiche finirono per rendere ancora più avventurosa e seducente, agli occhi del pubblico, l’immagine dell’attore, che divenne, sul finire degli anni ‘60, emblematica dei personaggi amorali e privi di scrupoli protagonisti di certi polizieschi francesi. Nel 1968 ritrova la ex Romy Schneider, con cui continua ad avere un rapporto di amicizia, sul set del torbido dramma di suspense psicologica La piscina, mentre l’anno dopo ne Il clan dei siciliani fa di nuovo i conti con Jean Gabin.

Gli anni ’70 si aprono all’insegna del grande successo commerciale di Borsalino (1970). È lo stesso Delon a scovare la sceneggiatura di questa gangster story ambientata a Marsiglia negli anni ’30, una storia di rivalità e amicizia tra due boss della malavita che si alleano per tenere in pugno la città. L’unico attore in grado di tenere testa a Delon è Jean-Paul Belmondo, che viene scelto per la parte del co-protagonista. Una causa legale, nata successivamente tra i due per questioni di diritti, alimenta le voci sulla presunta rivalità tra i due attori, provocando un effetto pubblicitario a tutto vantaggio del film. Delon riprenderà lo stesso personaggio in Borsalino and Co. nel 1974, ma questa volta senza Belmondo.

Dalla metà degli anni ’70 Delon recita quasi esclusivamente in polizieschi violenti, in cui i caratteri diventano sempre più stereotipati, oppure in produzioni internazionali di minore rilievo, pur con alcune parentesi dedicate al cinema d’autore, come nel caso dell’intenso Mr. Klein (1976) di Joseph Losey, in cui incarna un cinico ed elegante antiquario che si arricchisce acquistando i beni degli ebrei deportati nella Francia del 1942, prima di ritrovarsi su un treno diretto ad Auschwitz per un caso di omonimia. Sempre al centro di travagliate cronache mondane e sentimentali, all’inizio degli anni ’80 Delon conosce le prime avvisaglie di un lento declino, nonostante la sua fama resti inalterata. Prova a passare dietro la macchina da presa, nel solco del genere che gli è più congeniale, ma i risultati, sia in termini di pubblico che di critica, sono inferiori alle aspettative.

Grazie a Nostra storia (1985) di Bertrand Blier, originale commedia che affronta i temi della solitudine, dell’amore passionale e dell’inquietudine, riceve l’unico e tardivo premio César della sua carriera come miglior attore protagonista. Nonostante l’importante riconoscimento, dagli anni ’90 la sua presenza sui set si fa sempre più rada, lavora per lo più a teatro e in televisione e i progetti cinematografici a cui prende parte non sono all’altezza della sua popolarità. Il doppio ruolo di un amante passivo e uno dominante, incarnato in Nouvelle Vague (1990) di Jean-Luc Godard costituisce un estremo tentativo di recuperare un prestigio ormai irrimediabilmente in crisi.

Operazione nostalgia quella di Uno dei due (1998) di Patrice Leconte, con cui, di nuovo al fianco di Jean-Paul Belmondo, prova a riaccendere il fuoco sotto le ceneri di uno splendore fisico ormai sbiadito. Nel 2005, in concomitanza con la separazione dalla compagna Rosalie van Breemen, modella olandese da cui ha avuto due figli, Delon rivela alla stampa la sua lotta contro la depressione, malattia che lo ha portato sull’orlo del suicidio. Cambiava umore alla velocità della luce. Malinconico, introverso, spavaldo, megalomane. La nostalgia dei bei tempi lo perseguitava assieme ai ricordi di una vita intensa, dei suoi mille volti, della lunga carriera. Le donne lo hanno sempre adorato, e ne ha avute tante, ma parlava con commozione solo di Romy Schneider, il grande amore della sua vita.

Superata apparentemente questa crisi, nel 2008 torna al cinema, interpretando con autoironia un narcisista Giulio Cesare in Asterix alle Olimpiadi, al fianco di Gérard Depardieu, che a differenza di Delon, non ha avuto difficoltà ad invecchiare senza rimpianti.
Il 18 agosto 2024, Delon si spegne all’età di 88 anni, nella sua casa di Douchy, dopo una lunga malattia. A darne notizia alla stampa, sono i tre figli Alain Fabien, Anouchka ed Anthony. Ma dopo la commozione dell’addio, la tregua tra loro è finita, e la battaglia legale è pronta ad entrare nel vivo. In gioco c’è l’eredità stellare dell’attore, un patrimonio di 200 milioni di euro.


«Che tu creda o no in Dio, quando stai male preghi comunque»

FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – mymovies – raicultura.it


Scopri di più da Nonsolocinema

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Avatar di Sconosciuto

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

28 pensieri riguardo “Alain Delon, bellezza e solitudine”

  1. «Che tu creda o no in Dio, quando stai male preghi comunque»… quanto è vera e bella questa frase. Detta da uno come Delon ha un valore sofferto e vissuto molto umano.
    Bellissima recensione come al solito Raffa, troppo interessante e non posso fare a meno di leggerti.
    Buona giornata 🥰

    Piace a 1 persona

    1. Ha sempre detto di essere credente, a modo suo, al punto che aveva una cappella privata all’interno della sua residenza. E’ una mia idea, ma credo che forse per questo motivo non sia arrivato al suicidio, nonostante ci abbia pensato.

      Piace a 1 persona

  2. tutti a osannarne la bellezza, peraltro ovvia, ma da quanto ho seguito nel corso degli anni in varie interviste alle tv francese e italiana ho avuto l’impressione che fosse una personalità molto sensibile, riservata e in un certo senso tormentato dalla doppia vita di uomo e artista. E per certi versi molto solo

    Piace a 1 persona

  3. Non sempre la bellezza è un vantaggio, per un attore potrebbe essere un fattore limitante: apparire per quanto si è belli, e non per quanto si è bravi.

    Però comunque aiuta moltissimo: un “bello” può sempre nei film imbruttirsi, un “brutto” resta brutto.

    Piace a 1 persona

  4. Un gran figo da giovane e anche da meno giovane, forse però nel suo caso tanta bellezza ha un po’ offuscato il suo talento di attore, ha sempre riscosso successo per la sua bellezza e non per i ruoli da lui interpretati che alcuni, sono stati magistralmente interpretati. Buon pomeriggio cara Raffa 🏵️

    Piace a 1 persona

  5. “al fianco di Gérard Depardieu, che a differenza di Delon, non ha avuto difficoltà ad invecchiare senza rimpianti.” vabbeh stiamo anche parlando di due bellezze diverse eh

    cmq, puoi essere bello e bravo quanto vuoi, ma se per il tuo funerale pretendi l’eutanasia del tuo cane, riveli un abominio di persona; e chi lo ha conosciuto, conferma

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Raffa Cancella risposta

Cose Preziose

Everybody let's rock! Canzoni, cinema, chitarre, arte varia e un po' di storia

eli goes around

Un blog in movimento, proprio come me. Tra viaggi, parole, emozioni e momenti rubati alla routine.

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

CINEMA FERMO POSTA

The mailbox around the corner

parole.colore.figure

figure.colore.parole

Bilbo Baggiano's Blog

Il diario di un uomo qualunque.

artiglio.blog

Un artiglio per afferrare pensieri e suggestioni, per graffiare a volte, per restare saldi su un ramo.

SCRIVERE I RISVOLTI

Il blog di Pim

Seidicente

altrimenti tutto è arte

Solorecensioni

... ma senza prendersi troppo sul serio

Il Buio Dentro

diario di un abusato

Talk Photo

A creative collaboration introducing the art of nature and nature's art.

Madame-Radio

Découvre des musiques prometteuses dans la sphère musicale française (principalement, mais pas que...).

Trend&Truth

An hopefully objective view on current actuality

Diario di una bibliofila divergente

Non tutti i bibliotecari stanno al pubblico

Vi do il Tiro

Il blog di Cristina e Marcello

CRESCENDO

Passo dopo passo

Mobevision

not a joke 🕺

ilpensierononlineare

Riflessioni e sguardi non lineari sulla Psicologia

Olivia2010kroth's Blog

Viva la Revolución Bolivariana

Luca nel laboratorio di Dexter

Comprendere il mondo per cambiarlo.

Le Attese Di Carta

Poesie in versi sparsi, come semi sulla neve.

Cuore e Anima

Desirè Karini - Poesie e riflessioni

Riccardo Solieri

Poesia ed oltre -Parecchio oltre

V come Vintage

Grandi classici del cinema da riscoprire

Nonsolocinema

Parliamo di emozioni

Sogni e poesie di una donna qualunque

Questo è un piccolo angolo di poesie, canzoni, immagini, video che raccontano le nostre emozioni

Iridediluce

“I libri si rispettano usandoli.” U. Eco

Urbs Liminalis

An unconventional travel blog. Liminal spaces and moments for reflection

pierobarbato.com

scrivo per dare forma ai silenzi e anima alle storie che il mondo dimentica.

1100

Quello che cerchi

RemainFit

Poetry ,Writings & Fitness For Everybody!

IL SATIRO DANZANTE

lit-blog di cipriano gentilino

Il regno di newwhitebear

I colori della fantasia

Oh my bridge

"Il bridge è come il sesso: se non hai un buon partner, meglio che tu abbia una buona mano."

ومضات في تطوير الذات

معا نحو النجاح

Hunza

Travel,Tourism, precious story "Now in hundreds of languages for you."

Foglia del Re

"Not all those who wander are lost" J.R.R.Tolkien

Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

La poesia è gratis

Faccio radio notturna, scrivo e cucino per vivere, il resto del tempo libero, sogno.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora