Inizio oggi una nuova rubrica, tentando di leggere la storia del cinema attraverso le locandine dei film, immagini che possono essere considerate vere e proprie forme d’arte, sia per la ricercatezza e l’originalità del design, sia per l’efficacia promozionale che a volte ha contribuito al successo di un film, al punto da identificarsi con esso. Vedremo come i gusti sono cambiati negli anni, seguendo le mode e gli stili delle diverse epoche, e ci sarà occasione di vedere anche qualche locandina decisamente brutta o graficamente sbagliata.
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I fratelli Lumière e la nascita del cinema
La cosa più logica mi sembra sia iniziare il viaggio dall’inizio, dai primi manifesti cinematografici, che avevano lo scopo di pubblicizzare la nuova invenzione, cercando di attirare il pubblico in sala. In realtà non nacquero come forma d’arte, ma lo diventarono ben presto.

Questi manifesti nacquero in Francia alla fine dell’Ottocento, contemporaneamente alla nascita del cinema stesso. Il primo in assoluto è stato quello del 1895 per pubblicizzare l’invenzione del cinema dei Fratelli Lumière: Marcellin Auzolle usò lo stile tipico dell’Art Noveau, con colori vivaci e personaggi illustrati, raffigurati nei minimi dettagli. Il cartellone di Auzolle, oltre a riprodurre un’immagine del film (L’innaffiatore innaffiato), rappresenta il pubblico in sala seduto sulle poltrone, facendo intuire in questo modo che lo spettacolo era rivolto a tutti: bambini, gendarmi, preti, dame e borghesi. E tutti sembrano divertirsi molto.
L’espressività utilizzata nella raffigurazione era alla pari di un dipinto e l’emozione provata nel guardarlo doveva essere, nelle intenzioni, la molla per acquistare il biglietto ed usufruire del prodotto. I colori erano vivaci, il tratto deciso, le figure ben delineate e rappresentate con schiettezza e vividezza. Il pubblico ritratto era formato da nobili e ricchi borghesi che potevano avere accesso all’acquisto del biglietto. Così la storia della cartellonistica, cominciata con la comunicazione di spettacoli di lirica e teatro, trovò naturale prosecuzione con i film, intrecciandosi con i destini della grafica e della comunicazione pubblicitaria.

In questo primo periodo appare chiaro che lo scopo dei manifesti era pubblicizzare la nuova invenzione e attirare il pubblico, indipendentemente dal film mostrato. Visto che la prima proiezione non fu un gran successo, la successiva locandina, all’inizio del 1896, fu affidata a un altro artista, il pittore Henri Brispot, e si evitò il riferimento al film, focalizzando l’attenzione sul pubblico: come si può vedere qui sopra, una ressa di gentiluomini e di dame si accalca per entrare, e in primo piano un gendarme impedisce l’accesso addirittura a un prete, perché pare sia tutto esaurito.

Nel primo periodo, quando i film erano per lo più cortometraggi con attori sconosciuti, si iniziò ad usare lo stock poster, un manifesto riutilizzabile in cui venivano aggiunte di volta in volta le informazioni sullo spettacolo. Ne è un esempio il cartellone riportato qui sopra, creato da Adrien Barrère per i fratelli Pathè nel 1908. La prossima volta cominceremo a vedere le prime vere locandine cinematografiche.
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Indice della rubrica Locandine
FONTI: cronacheletterarie.com – focus.it – cinefacts.it – pixartprinting.it
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all’interno del museo del cinema ci sono corridoi sormontati da locandine di film appese che si possono guardare nei due sensi di direzione mentre si cammina
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Mi riprometto sempre di visitarlo, ma poi non mi decido mai…
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per ora è sempre lì al suo posto
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😉
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Bellissima questa nuova rubrica. Mi piace molto ^_^
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Bene, sono contenta che ti piaccia. La alternerò ai belletti, visto che anche quelli hanno i loro fan 🙂
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bella iniziativa, la seguirò più che volentieri, buona giornata
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Ne sono felice! Buona giornata 🌻
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L’idea mi piace veramente tanto. Diciamo che le locandine riescono effettivamente a parlare della storia del cinema, anche solo a livello estetico.
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Buon giorno 1 Bella pensata
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Buongiorno a te. Speriamo venga un bel lavoro.
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Sarebbe interessante verificare se siano nate prima le locandine cinematografiche, o le pubblicità lungo la strada, e se le une abbiano influito sulle altre, o viceversa.
Perché entrambe hanno lo scopo di invogliare il cliente, tramite messaggi figurati o scritti.
Ciao Raffa, rubrica che reputo molto interessante. Ottima idea.
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Senza aver approfondito, penso che siano nati prima i manifesti pubblicitari. Pensa ad esempio a Toulouse Lautrec che pubblicizzava il Moulin Rouge. Dalle locandine di locali e di spettacoli teatrali sono nate per imitazione quelle del cinema. I manifesti di pubblicità come li intendiamo oggi sono ancora antecedenti. https://www.outsideprint.com/pmedia/manifesto-pubblicitario-800_img_7.jpg
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Molto interessante, grazie per le informazioni.
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Che immagini deliziose!
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Una rubrica molto interessante ed arricchita da preziose informazioni storiche. I reperti grafici sono eccellenti. Top !!!
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Grazie! Tutto trovato in rete…
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Fa un po’ tristezza vedere come ora le locandine tendano ad essere quasi tutte standardizzate, con disposizioni molto simili..
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Si, sono d’accordo.
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molto carina questa rubrica…
la seguo molto volentieri…
hai avuto un’ottima idea!
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Grazie!
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io di recente ho letto un libro che ripercorre attraverso i poster più famosi la storia del cinema 😀
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Era per caso Movie Posters di Dacre?
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ho controllato
sì^^
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L’ avevo visto ero stata tentata di prenderlo, ma costava un po’ troppo…
È fatto bene?
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è molto bellino, ma non so il prezzo: era il regalo di natale di miei zii
invece, per sapere com’è leggi qui: https://ilblogditony.blogfree.net/?t=6448714
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Grazie. Dopo ci guardo, adesso sono al cell.
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non è un video
è il mio secondo blog xD
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Ho letto il tuo resoconto dettagliato, indubbiamente deve essere una lettura interessante, ma troppo approfondita per quello che voglio fare io sul blog.
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beh, può sempre essere utile no?^^
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Ci penserò…
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