Howard Hawks, maestro di tutti i generi

I grandi registi di Hollywood si sono quasi sempre specializzati in un determinato genere: Ford nel western, Minnelli nel musical, Hitchcock nel giallo. Howard Hawks, invece, è riuscito ad eccellere in ogni tipo di soggetto, creando autentici capolavori, entrati a buon diritto nella storia del cinema. Nato nel 1896, arrivò alla regia a trent’anni, dopo aver fatto lo scenografo e lo sceneggiatore, anche se all’università aveva studiato ingegneria. Il suo stile incisivo ed ironico esplorò i generi più disparati, e mostrò fin dall’inizio un’inusuale capacità di muoversi con disinvoltura nei diversi stili e linguaggi cinematografici, passando dall’uno all’altro senza difficoltà.

Il suo primo film, Bolidi in corsa, del 1926, parlava di gare automobilistiche, argomento su cui Hawks, ex corridore, tornerà spesso: realizzerà infatti nel 1932 L’urlo della folla e nel 1965 Linea rossa 7000. Non gli interessavano solo le auto: la prima pellicola sonora, La squadriglia dell’aurora, del 1930, è un capolavoro dei film di guerra aerea. Per realizzarlo Hawks fece tesoro dell’esperienza vissuta durante il servizio militare prestato in aviazione, nel corso della Grande Guerra.

Sempre nel 1930 girò Scarface, il film di gangster forse più celebre in assoluto: per l’estrema violenza di alcune scene, il film fu temporaneamente bloccato, e distribuito solo nel 1932. Quando Brian De Palma lo rifarà nel 1983 con Al Pacino, lo dedicherà proprio a Hawks.
Anche nel campo della commedia sofisticata il regista realizzò una serie impressionante di lavori, di grande qualità: Ventesimo secolo del 1934, in cui ironizza sul mondo dello spettacolo e sull’eterna schermaglia tra i due sessi, argomento quest’ultimo che ricorrerà spesso nelle sue commedie, e soprattutto Susanna del 1938, con Cary Grant e Katharine Hepburn, caratterizzato da un brio e da un ritmo strepitosi.

E ancora La signora del venerdì nel 1940, di nuovo con Cary Grant, Colpo di fulmine del 1942, con Gary Cooper, Ero uno sposo di guerra del 1949 e Il magnifico scherzo del ’52, sempre con Cary Grant, e Lo sport preferito dall’uomo, del 1964, con il divo del momento, Rock Hudson. Il primo incontro con il genere western avvenne invece nel 1941, quando l’eccentrico miliardario e produttore Howard Hughes gli propose di dirigere Il mio corpo ti scalderà. Hawks tuttavia litigò quasi subito con l’invadente produttore, che dovette dirigersi il film da solo.

Ma per Hawks i risultati non tardarono ad arrivare anche nel genere western, grazie al fortunato incontro con John Wayne: da Il fiume rosso del 1948 a Un dollaro d’onore del 1959, da El Dorado del ’67 fino a Rio Lobo del 1970, ultimo film del regista prima del ritiro dalle scene. In mezzo, nel 1952, Il grande cielo, con Kirk Douglas. Affine al genere western è in qualche modo anche Hatari! del 1962, una storia ricca di tensione ma anche di umorismo, che racconta le avventure di un gruppo di cacciatori che catturano animali vivi per gli zoo.

Sul versante del poliziesco, merita un posto tutto suo nella filmografia del regista Il grande sonno, del 1946, tratto da Chandler, con Lauren Bacall e Bogart in uno dei suoi ruoli più congeniali. Ma non finisce qui. Nel 1951 Hawks fa una breve ma significativa incursione nella fantascienza con La cosa da un altro mondo: il film è accreditato ufficialmente a Christian Nyby, ma pare che fosse Hawks a dirigere tutto sul set. Nel 1953 il regista ci regala un piacevolissimo musical, Gli uomini preferiscono le bionde, con Marilyn Monroe e Jane Russell.

Notevoli anche i film di argomento bellico: nel 1941 Il sergente York, apoteosi del cinema di propaganda con uno splendido Gary Cooper, poi nel ’43 Arcipelago in fiamme e Corvette K-255, fino ad Acque del sud, del ’44, con la coppia Bacall-Bogart, tratto dal romanzo Avere e non avere di Hemingway. Molteplici anche le collaborazioni in diverse pellicole come aiuto regista o direttore di produzione, molte volte in qualità di sceneggiatore, come per Capitani coraggiosi, Via col vento e Gunga Din, solo per citare alcuni dei più famosi. Si ritira dalle scene nel 1970, dopo Rio Lobo, e muore nel 1977 per le conseguenze di una banale caduta in casa, a 81 anni. Candidato all’Oscar nel 1942, per la regia de Il sergente York, riceverà il premio alla carriera nel 1975.

In ogni occasione Howard Hawks seppe dimostrarsi perfetto direttore degli attori, maestro di ritmo e suspense, campione assoluto nell’uso della macchina da presa, in una parola il simbolo stesso di quella grande tradizione cinematografica americana che ha fatto della versatilità e della professionalità le sue parole d’ordine.

“Ho dieci comandamenti. I primi nove dicono: non annoiare”

FONTI: Enciclopedia del cinema, Rusconi editore wikipedia

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

11 pensieri riguardo “Howard Hawks, maestro di tutti i generi”

  1. vidi il suo Scarface proprio nell’anno di quello di De PALMA e ho faticato a trovarlo e devo dire che forse è migliore dvvero, e poi sono riuscita a vedere il grande sonno che per me è straordinario, forse perchè amo i gialli di Chandler, con un Bogart strepitoso! brava davvero, mi hai fatto ricordare film che avevo dimenticato!

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