Storia di una ladra di libri (2013)

Pellicola originale questa Storia di una ladra di libri, che ci mostra la guerra vista dagli occhi del nemico, di quelle famiglie tedesche che, non condividendo le ideologie dominanti, avevano deciso di rinunciare ai privilegi della razza superiore, cercando di far prevalere l’umanità sull’assurdità dei pregiudizi imposti dalla ragione di Stato. Ciò nonostante, hanno finito ugualmente per subire gli effetti e le conseguenze del conflitto. Una storia di formazione che non affronta in primo piano il tema dell’olocausto, ma ci mostra quel momento storico da un punto di vista nuovo e molto significativo.

La vicenda è ambientata in Germania, durante la seconda guerra mondiale e la protagonista è Liesel, una bambina sveglia e sensibile che viene affidata ad una famiglia tedesca, semplice ma molto ospitale: il padre dovrebbe fare l’imbianchino, ma non trova lavoro perché non vuole iscriversi al partito nazista, mentre la madre mantiene la famiglia facendo il bucato alle famiglie più ricche del paese. Liesel stringe un ottimo rapporto con i due genitori adottivi, superando l’iniziale diffidenza, e il carattere un po’ burbero della madre.

Il titolo in realtà rispecchia un aspetto solo marginale della storia, perché la piccola Liesel scopre pian piano una grande passione per la lettura, nonostante sia inizialmente analfabeta. Sarà proprio il padre adottivo a insegnarle a leggere e a comprendere il valore della lettura e dell’istruzione. Sotto lo stesso tetto si rifugia in seguito il figlio di un amico del padre, scampato alle deportazioni in quanto ebreo e in pessime condizioni, che condividerà le stesse passioni di Liesel.

La ragazzina stringe anche un rapporto speciale di amicizia e confidenza con il figlio dei vicini di casa, Rudy. Ma su tutto quello che di bello è entrato nella vita di Liesel, si abbatteranno gli orrori del conflitto e le leggi razziali. La guerra non risparmierà la sua famiglia adottiva, come non aveva risparmiato il suo fratellino, seppellito all’inizio del film.

Una storia di vita tanto straziante, quanto realistica, che colpisce soprattutto per la resa degli orrori del nazismo e della guerra in generale, in casa del nemico. Non è la prima volta che un film racconta il conflitto con gli occhi dei tedeschi, ma questa pellicola intensa e toccante ci mostra gli effetti della guerra sugli strati più umili della popolazione, quelli che hanno pagato la follia di Hitler senza condividerne gli ideali di sterminio e supremazia razziale, e senza averne alcun vantaggio. La curiosità della protagonista per la lettura diventa poi un mezzo di condivisione e avvicinamento ad altri personaggi, come la moglie del gerarca nazista, che in segreto aiuterà Liesel a coltivare la sua passione, e dà modo a lei e allo spettatore di conoscere realtà diverse da quella in cui vive.

Ma Liesel si appassiona alla lettura proprio quando i Tedeschi bruciano i libri, scopre l’amore proprio quando questo le viene strappato dalla guerra, e capisce che la guerra serve solo a distruggere. Il libro in sé diventa mezzo di evasione, offre la possibilità di dimenticare per un attimo il male del mondo e riuscire a trovare un lato buono che l’umanità sembra aver dimenticato.

Il film non fa del ritmo il suo punto forte, ma la lentezza della narrazione non pesa, anche perché è costellata di scene di grandissimo impatto emotivo. È comunque una storia garbata, che riesce a non sconfinare nella drammaticità più cupa o nell’esaltazione sentimentale, rimanendo in perfetto equilibrio, e culminando in un finale inevitabilmente malinconico, ma comunque pieno di speranza.

La pellicola riesce, magicamente, ad unire eventi terribili della nostra storia a quella misteriosa forza che spinge gli esseri umani ad aiutare il prossimo in caso di pericolo, anche a rischio della propria vita. Non viene invece approfondito il tema dell’Olocausto e della deportazione, ma l’idea di raccontare la guerra attraverso gli occhi e le emozioni di una bambina riesce perfettamente, grazie alla mano felice del regista, all’ambientazione curata, a una colonna sonora struggente e a un cast che regala interpreti coinvolgenti come Geoffrey Rush ed Emily Watson, e la giovane Marie-Sophie Nélisse.

Una curiosità: il romanzo da cui il film è tratto, si intitolava originariamente La bambina che salvava i libri, ma dopo l’uscita del film è stato ripubblicato con il nuovo titolo.

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

20 pensieri riguardo “Storia di una ladra di libri (2013)”

    1. Anche io sono rimasta colpita, soprattutto da quanto riesca ad essere realista ma anche poetico. Ieri invece ho rivisto Schindler’s List e me lo ricordavo più poetico e meno crudo, invece in alcuni momenti è quasi insostenibile. Forse perché sono invecchiata io.

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      1. Schindler’s List è sempre stato un film che univa poesia e crudeltà e ammetto che quando si parla di Olocausto sarebbe meglio descrivelo in maniera cruda. Non credo proprio che ci sia spazio per la poesia in un evento simile.

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