1933 – 2019
Italo americano di nome, di fatto e anche di aspetto, forse molto più di altri colleghi come De Niro o Al Pacino, ha legato il suo volto ai tipici ruoli di italo americani, rappresentando le diverse immagini che il mondo ha dei nostri connazionali, non sempre negative per fortuna. Ha incarnato pizzaioli, sicari e poliziotti corrotti, ma anche padri amorevoli, tutti casa e chiesa. Pur rappresentando spesso figure stereotipate, la sua capacità di interpretare personaggi complessi e di trasmetterne le sfumature gli ha permesso di recitare in una vasta gamma di film, dimostrando grande versatilità come attore.

Daniel Louis Aiello jr. nasce il 20 giugno 1933 a New York, quinto di sei figli nati da una coppia di operai italoamericani. Quando la madre perde la vista, il padre abbandona la famiglia al suo destino. A sedici anni, Danny mente sulla sua età per arruolarsi nell’esercito americano. Dopo tre anni di servizio, torna a New York e svolge diversi lavori per mantenersi e, in seguito, per sostenere la famiglia. Tra le altre cose, fa il buttafuori in un locale notturno, mentre di giorno lavora alla catena di montaggio in una fabbrica di aerei nel New Jersey. Negli anni ’60, Aiello ha lavorato per Greyhound Lines, una compagnia di autobus interurbani di linea, con vari compiti, tra cui anche la rappresentanza sindacale. Nel 1967 l’azienda cambiò gli orari degli autisti e Aiello spinse i lavoratori a protestare con uno sciopero selvaggio. Mancava però l’autorizzazione e Aiello fu sospeso. Ed è così che è arrivato alla recitazione, accettando piccoli ruoli in film e serie televisive, e raggiungendo successivamente visibilità e successo intorno ai 40 anni.

Debutta nel 1973, accanto a Robert De Niro, in Batte il tamburo lentamente, ma già l’anno dopo fa parte del cast de Il padrino – Parte II, nei panni di Tony Rosato. Nel 1978 recita in un piccolo ruolo accanto a Woody Allen ne Il prestanome, diretto da Martin Ritt, mentre in Bronx 41º distretto di polizia, interpreta il poliziotto che butta dal tetto un ragazzo, uccidendolo senza motivo. Negli anni ’80 gli vengono offerti diversi ruoli interessanti, sempre da caratterista, ma lui riesce ogni volta a rendere memorabile la sua presenza.

Dopo Il prestanome, Aiello è entrato a far parte degli attori feticcio di Allen, recitando in ben 4 dei suoi film più famosi: Io e Annie (anche se le scene girate furono poi eliminate in fase di montaggio), Broadway Danny Rose, La rosa purpurea del Cairo e Radio Days. Nel 1984 Sergio Leone lo chiama per C’era una volta in America, dove interpreta il capo della polizia che porta il suo nome, Vincent Aiello, presente nella parte finale del film.

Dopo tanti ruoli di mafiosi, poliziotti corrotti, falliti e violenti, nel 1987 è Johnny Cammareri, lo sfortunato fidanzato di Cher in Stregata dalla luna, ma è due anni dopo che ottiene la consacrazione del suo talento interpretando il pizzaiolo Sal in Fa’ la cosa giusta, di Spike Lee: la sua interpretazione del proprietario della pizzeria gli valse il plauso della critica e una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista.

Negli anni ’90 interpreta 24 film, tra cui Léon, in cui è Tony accanto a Jean Reno, e Prêt-à-porter, di Altman, in cui interpreta il sindaco Hamilton, che compra abiti femminili per indossarli personalmente. Nel 1993 recita nella commedia Il club delle vedove, in cui è Ben, il tassista che corteggia Ellen Burstyn, mentre in Two much (1995) è l’ex-marito di Melanie Griffith, un personaggio assai poco raccomandabile deciso a vendicarsi di Antonio Banderas. Nello stesso anno recita accanto ad Al Pacino in City Hall, nei panni di Frank Anselmo, un potente uomo politico colluso con la mafia.

Oltre a essere un attore, Danny Aiello ha cantato fin da giovane: ha iniziato a cantare in pubblico per le strade del Bronx, da bambino, e in seguito in alcuni film ha dato prova delle sue capacità. Nella commedia Off Key (2001), ad esempio, ha interpretato un tenore italiano, e ha cantato personalmente tutte le arie del suo personaggio. Aiello ha continuato a recitare fino al 2019, ma l’ultimo film di un certo livello a cui ha partecipato è stato Slevin – Patto criminale (2006), sia pure in un’apparizione di pochi minuti.

Nel 1986 Aiello aveva interpretato il padre della protagonista nel videoclip di Madonna per il brano Papa Don’t Preach, e successivamente aveva registrato la sua canzone di risposta, dal titolo Papa Wants the Best for You. Aiello ha avuto anche un notevole successo in televisione, nella miniserie L’ultimo Padrino del 1997, adattamento televisivo di un romanzo poliziesco di Mario Puzo, dove interpretava un anziano capo mafioso, che sovrintende ai piani per la sua successione.
Aiello è scomparso il 12 dicembre 2019, a 86 anni, dopo una breve malattia. Al suo funerale, il regista Spike Lee ha pronunciato un elogio funebre, sottolineando il suo affetto e la sua ammirazione per Aiello, nonostante le loro differenze politiche.

A differenza di suo padre, che aveva abbandonato la moglie con i figli ancora piccoli, Danny è rimasto sposato con la produttrice Sandy Cohen dal 1955 fino al giorno della sua morte: da lei ha avuto ben quattro figli, due maschi, che hanno seguito le sue orme, e due femmine, che invece hanno intrapreso una carriera diversa.

«La gente mi chiama attore istintivo. All’inizio lo consideravo un insulto, solo perché non avevo mai studiato recitazione. Ora lo adoro»
FONTI: mymovies – IMDb – niaf.org
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Buongiorno 1 istintivo
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Buongiorno, grazie di raccontare le storie anche di questi attori “minori”. Sempre interessante.
Mi ha colpito il fatto che sia rimasto sposato con la stessa donna fino alla fine. In quel mondo è piuttosto difficile.
Ciao Raffa🤗
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Aspetto fisico e storia personale molto caratterizzati: la vita non gli ha risparmiato fatiche e dolori, nella più consolidata tradizione italoamericana. Come non ricordarlo?
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