1917 – 2006
Dotata di istintiva simpatia e carattere spigliato, accompagnati da uno sguardo vivace e un sorriso sempre pronto, è stata negli anni ’40 e ’50 una delle attrici più popolari di musical e commedie sentimentali. Le attrici americane dell’epoca non erano certo donne che un uomo di buon senso avrebbe voluto sposare, ma in mezzo a loro, June Allyson si distingueva proprio per l’aspetto pulito e rassicurante. Di certo era meno bella di altre, aveva però una dolcezza e un fascino che andavano oltre la bellezza, e che hanno contribuito a farne una vera e propria icona americana.

Il suo vero nome era Eleanor Geisman, nata il 7 ottobre 1917 da madre francese e padre tedesco, anche se lei ha sempre sostenuto che il padre fosse olandese. In ogni caso, lui se ne andò quando lei aveva pochi mesi, e da allora fu allevata dai nonni materni in condizioni di estrema povertà. Ebbe anche un’infanzia infelice e funestata da un brutto incidente: quando aveva 8 anni fu colpita da un grosso ramo staccatosi da un albero, e questo le provocò la frattura della spina dorsale, oltre a uccidere il suo cagnolino. I medici le dissero che non avrebbe più camminato, figuriamoci ballare, che era il suo sogno. Passò quattro anni in un busto d’acciaio e poi con la riabilitazione e tantissimo impegno tornò a camminare.

Ma June voleva diventare ballerina. Così imparò le coreografie di Ginger Rogers a memoria, e riuscì a entrare nella scuola di danza di Ned Wayburn. E’ in questo periodo che inizia a recitare, ma solo per pagarsi le lezioni di danza. Muove i primi passi in teatro, a Broadway, dove appare nel 1941 in Best Foot Forward, con le coreografie di Gene Kelly. Poi, scritturata da Arthur Freed, produttore della MGM, attraversa un periodo iniziale caratterizzato da sole comparsate, e nel 1943 debutta da co-protagonista in Girl Crazy, accanto a Mickey Rooney e Judy Garland.

Si mette quindi in evidenza per le sue doti canore e da ballerina. Tra gli anni ’40 e ’50 è sotto contratto decennale con la MGM, che ne fa una delle sue attrici più popolari per il musical. Negli anni a seguire, si distingue prima nella commedia e poi in film drammatici. Uno dei primi titoli che ha un discreto successo è Due ragazze e un marinaio (1944), in cui balla e canta a fianco di Van Johnson; i due attori interpretarono altri cinque film insieme, formando una coppia di grande successo e molto amata dal pubblico. La chimica tra loro era tale che il pubblico pensava che fossero una coppia anche nella vita reale.

Un altro film di successo che girarono insieme è L’ingenua maliziosa (1951), che valse alla Allyson il Golden Globe per la migliore interpretazione in un musical. Prima aveva recitato in due classici: I tre moschettieri (1948), in cui era Costanza accanto a Gene Kelly, e Piccole donne (1949), in cui ottenne il ruolo della ribelle Jo, che sarebbe dovuto andare a Jennifer Jones. Un altro attore con cui June si trova a recitare diverse volte, ma sempre in film drammatici, è James Stewart: nel 1949 è sua moglie ne Il ritorno del campione, storia vera di Monty Stratton, campione dei Chicago White Sox che riprese a giocare dopo aver perso una gamba; nel 1954 è di nuovo sua moglie ne La storia di Glenn Miller e l’anno dopo, per la terza volta, in Aquile nell’infinito (1955), un dramma bellico in cui Stewart è un pilota e June Allyson la sua apprensiva consorte.

Altro dramma bellico di cui è protagonista è Essi vivranno, questa volta accanto a Humphrey Bogart, sullo sfondo della guerra di Corea. L’ultimo film che gira per la MGM è Sesso debole? (1956), remake di Donne (1939), di George Cukor.
Con il suo aspetto minuto, tutt’altro che appariscente, June Allyson incarnava la moglie ideale, dolce e piena di vita, fedele e sempre vicina al suo uomo. Durante la seconda guerra mondiale, pare che i soldati americani appendessero al muro le foto di Rita Hayworth e Betty Grable, ma sognassero di sposare ragazze come June Allyson, una volta tornati a casa. June, però, non era più disponibile.

Quando incontrò Dick Powell, il grande amore della sua vita, aveva 24 anni, mentre lui, invece, era già una star. Aveva un matrimonio alle spalle e un altro quasi alla deriva, con Joan Blondell. Si incontrarono nel backstage e June rimase colpita dalla sua gentilezza e intelligenza. L’anno dopo si ritrovarono nella commedia musicale Meet the People e nel 1945 decisero di sposarsi.
Louis B. Mayer, capo della MGM, cercò di impedirlo: aveva altri piani per la sua nuova stella. Le organizzò incontri, pressioni, ostacoli di ogni tipo. Ma June lo spiazza: lo invita al matrimonio e gli chiede di accompagnarla all’altare. Lui accetta, ma la sospende lo stesso per qualche mese. Arrivano due figli, uno adottivo (perché i medici le avevano detto che non avrebbe potuto avere figli) e uno naturale. Le loro carriere si rincorrono. Nel 1961 si separano, e lei chiede il divorzio. Ma prima che diventi ufficiale, tornano insieme. Un anno dopo, a Dick viene diagnosticato un tumore.

June gli resta accanto fino all’ultimo, e quando lui muore, nel 1963, qualcosa in lei si spezza. Dopo, attraversa anni difficili, segnati anche dall’alcolismo. Si risposerà altre due volte e l’ultimo marito, il dentista David Ashrow, le rimarrà accanto fino alla fine.
Malata di bronchite cronica, June muore a 88 anni per arresto cardio respiratorio, l’8 luglio 2006.

«Ho una voce buffa. Non so cantare come Judy Garland e non ballo come Cyd Charisse. Ma le donne si identificano in me, e gli uomini mi porterebbero a casa a conoscere la mamma»
FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – blogfrivolopergenteseria – teatro.it
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Buongiorno 1 la donna ideale di Tajani
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