1899 – 1986
Dotato di una personalità forte, caratterizzata da grande energia, fece dell’esuberanza il tratto fondamentale del suo stile recitativo, che si attenuò solo nel genere della commedia, colorandosi di sfumature. Piccolo di statura e con un volto abbastanza insignificante, riusciva a rendersi terribile nelle scene in cui scatenava la sua aggressività, fino a sembrare spietato e perverso. Allo stesso modo controllava la voce, dotata di un registro limitato, ma utilizzata con una rapidità che metteva spesso in crisi i nostri doppiatori: era solito, infatti, scandire le battute, anche lunghe, senza mai riprendere fiato. Oltre a un’ottima mimica facciale, era caratterizzato da una grande vitalità dello sguardo, che poteva diventare, da un momento all’altro, gelido e carico di odio. Quasi incredibile che all’inizio della carriera fosse un aggraziato ballerino.

James Francis Cagney nasce a New York il 17 luglio 1899 da padre irlandese e madre norvegese. Secondo di cinque figli, perse presto il padre, che morì alcolizzato a quarantadue anni, mentre la madre, Carolyn Nelson, dotata di una volontà ferrea, lottò per mandare a scuola tutti i suoi figli e far prendere a ciascuno un diploma. James cominciò a lavorare a quattordici anni, pur studiando contemporaneamente, e continuò anche quando, nel 1918, s’iscrisse alla Columbia University, che abbandonò nel 1920 per fare il ballerino di fila a Broadway. Nel 1925 passò al teatro di prosa, ma soltanto con il musical Penny Arcade ottenne un particolare successo, condiviso con la sua partner Joan Blondell, che valse a entrambi la possibilità di essere i protagonisti della versione per lo schermo, intitolata La vacanza del peccatore (1930) e un contratto con la Warner Brothers.

Dopo alcuni ruoli di secondo piano, ebbe la grande occasione con Nemico pubblico (1931), che racconta l’ascesa, la fortuna e la precipitosa caduta di un gangster di origine irlandese. Sempre nel 1931 uscirono altri due film: Smart money, dove fa da spalla a Edward G. Robinson, altro grande “cattivo” dell’epoca, e La bionda e l’avventuriero, in cui per la prima volta ha modo di sfoderare le sue doti di commediante. Fu allora che diede prova del suo carattere: rendendo furiosi i dirigenti della Warner, chiese che gli fosse raddoppiato il salario settimanale e tornò a New York in attesa della risposta. Sei mesi dopo ottenne il nuovo contratto e poté così interpretare Taxi! (1932), che fu un altro grande successo.

Quella contro la major era stata solo la prima delle sue ribellioni nei confronti dello studio system. Le altre avvennero nel 1935, quando fu tra i fondatori dello Screen Actors Guild, un sindacato di attori che si prefiggeva di far rispettare i contratti e tutelare i propri membri contro lo strapotere degli Studios, e nel 1943 quando, dopo aver vinto l’Oscar con Ribalta di gloria, lasciò la Warner per sei anni; sarebbe tornato con La furia umana (1949) di Raoul Walsh nella parte di un gangster megalomane ed epilettico, afflitto da un forte complesso edipico. Nella memoria del pubblico, Cagney resta legato alla figura del gangster minaccioso, del duro brutale la cui violenza si trasforma spesso in sadismo maschilista: molte volte, infatti, nei suoi film si è sfogato sulle sue partner, afferrandole per i capelli o addirittura prendendole a calci.

Ma identificarlo con il personaggio del gangster o del violento sarebbe riduttivo e ingiusto. In una carriera che conta sessantadue titoli, i personaggi di fuorilegge sono quindici, alcuni dei quali affrontati in chiave di commedia; altri otto sono uomini duri sull’orlo dell’illegalità, mentre in quattro film, tra cui il famoso La pattuglia dei senza paura (1935), fu un difensore della legge. Lui stesso, stanco delle parti di ‘duro’ e desideroso di affrontare personaggi positivi, nel 1942 fondò con il fratello minore William la William Cagney Productions, nell’intento di rivalutare la sua figura attraverso una serie di commedie e film d’evasione; ma l’insuccesso fu quasi totale al punto che dovette ritornare quasi obbligatoriamente ai suoi vecchi personaggi. Recitò solo tre volte in film western e non si tratta certamente delle sue prove migliori. Nemmeno in divisa è a suo agio: il suo ambiente resta la giungla d’asfalto.

Il suo talento di attore fu sicuramente superiore alla sua fama, ma venne riconosciuto dai professionisti. “Tutto quel che fa è grande, eppure non è mai, in nessun momento inattendibile. Perché è reale. È vero” disse di lui Orson Welles. Nel 1957 volle anche cimentarsi con la regia, dirigendo Scorciatoia per l’inferno: non si trattò di un successo, ma si avverte nel film la sua energia, l’impronta della sua personalità. Nel 1976 pubblicò l’autobiografia Cagney by Cagney.
Colpito da infarto, muore il 30 marzo 1986. Si era sposato una sola volta e per tutta la vita, nel 1922, con la ballerina Frances Willard Vernon, con cui aveva adottato due figli.

«Provengo da un ambiente dove se c’era un dollaro da guadagnare non si facevano domande; si guadagnava e basta»
FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – IMDb
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Un grandissimo attore, una delle prime vere star del cinema sonoro
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Buongiorno 1 guadagnato
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Quando vedo le foto degli attori dell’epoca e le confronto con quelli odierni non c’è paragone. Questi ultimi sono tutti belli, patinati e piatti.
Come l’hamburger di mc Donald che ha lo stesso gusto in tutto il mondo
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