Bionda, dotata di un fascino intrigante e di una discreta presenza scenica, nonostante la figura sottile, non è mai riuscita a imporsi tra le interpreti di maggiore successo pur avendo lavorato con registi di notevole livello. Ha dimostrato, però, la capacità non comune di affrontare ruoli diametralmente opposti, di brave ragazze o mogli leali e fedeli, ma anche di donne squilibrate e distruttive, o addirittura perverse.

Vera June Ralston nasce a Boise City (Oklahoma) il 23 agosto 1929. Eletta miss Kansas nel 1948 e trasferitasi a Hollywood per tentare la strada del cinema, ottenne all’inizio solo piccole parti, debuttando nel 1950 in Bill sei grande. Gli studios tentano di farne l’alter ego di Grace Kelly, ma i suoi primi film non sono un successo, finché si fa notare nel western del 1953 L’indiana bianca, di Gordon Douglas, con il suo primo ruolo negativo, quello di una ragazza rapita dagli Indiani e cresciuta nell’odio verso i bianchi. Portata per il western, dopo la buona prova in Wichita (1955), John Ford le affida una parte nel famoso Sentieri selvaggi (1956).

L’anno seguente Alfred Hitchcock, con il quale stringerà un contratto personale, le affida la parte travagliata della moglie di Henry Fonda ne Il ladro, che sarà la sua migliore interpretazione in carriera, quella della fragile Rose, sconvolta dall’arresto del marito innocente. Questi due film ravvicinati le concedono grande notorietà, tuttavia non pienamente sfruttata. Sempre nel 1956 delinea con vigore lo scabroso personaggio di Virginia in Foglie d’autunno e si fa notare anche nel thriller 23 passi dal delitto, di Henry Hathaway. Nel 1958 perde l’opportunità, a causa di una gravidanza, di ricoprire il ruolo che avrebbe potuto farne una diva di prima grandezza, quello della protagonista de La donna che visse due volte, affidato poi da Hitchcock a Kim Novak; il mago del brivido si ricorderà di lei per Psyco (1960), chiamandola a interpretare la parte di Lila Crane, sorella della protagonista assassinata.

Ha impersonato quindi la perfida rivale di una stilista, interpretata da Susan Hayward, ne Il sentiero degli amanti (1961) e l’anno dopo la moglie devota di James Stewart ne L’uomo che uccise Liberty Valance di Ford. In questo periodo ha modo di lavorare anche in una produzione italiana di Dino De Laurentiis, Jovanka e le altre (1961), un dramma bellico nel quale appare a fianco di Silvana Mangano, Jeanne Moreau, Van Heflin e Carla Gravina. Compare poi nel thriller All’ombra del ricatto (1964) di Don Siegel ed è l’unica donna nel cast tutto maschile di Ultimi bagliori di un crepuscolo (1977) di Aldrich.

Dagli anni ‘70 ha lavorato in prevalenza per la televisione, interpretando oltre cento telefilm in serie molto popolari, tra cui Colombo, La signora in giallo, Bonanza e Magnum P.I. È tornata al cinema saltuariamente: la si ricorda in particolare nel ruolo di una ricchissima megera in Tutto in una notte (1985), di John Landis, accanto a Michelle Pfeiffer e Jeff Goldblum. Nel controverso Berretti verdi di John Wayne, ha partecipato senza mai apparire, per il taglio imposto dalla produzione, in sede di montaggio, di tutte le sequenze che la riguardavano, per aumentare le scene di combattimento. Il ritiro definitivo dalle scene artistiche avviene nel 2004. Attualmente risiede a Los Angeles.
Sposata quattro volte con altrettanti divorzi: primo matrimonio con lo stunt Robert Miles, dal quale prese il nome d’arte, poi con Gordon Scott, tra i più famosi Tarzan del cinema, con l’attore Keith Larsen e in ultimo con l’assistente di regia Robert Jones, da cui ha divorziato nel 1975.

«Non è stato facile all’inizio, ma non mi sono mai lasciata abbattere dalle critiche. Mi sono rimboccata le maniche e ho semplicemente deciso di imparare a recitare»
FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – cinekolossal
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Buongiorno 1. La ricordo solo con Colombo
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Perché è più recente
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Il viso non mi è nuovo, naturalmente, ma non conoscevo (ricordavo?) il nome di questa attrice. Forse, in un momento storico di bellissime, lei, di aspetto più normale, a Hollywood è passata un po’ inosservata. Grazie per averla proposta.
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Grazie a te per essere passata
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Sentieri selvaggi e L’uomo che uccise Liberty Valance, due dei migliori western di sempre. E lei bravissima
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Però
Sistemata a vita anche solo coi divorzi. Poi se lavora senza lo stress del divismo tanto meglio
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