Basil Rathbone, non solo Sherlock Holmes

1892 – 1967

Alto, distinto e con un volto severo, dai lineamenti taglienti, rivestì ruoli prima romantici e poi di villain: l’aria aristocratica e la fredda eleganza del suo portamento, unite all’esperienza di interprete teatrale, lo rendevano perfetto nel ruolo dell’antagonista dei film in costume, delle storie di avventura, e delle trasposizioni di romanzi ottocenteschi. Ma è entrato nell’immaginario cinematografico impersonando come pochi altri il detective per antonomasia, Sherlock Holmes. Il simpatico personaggio di Basil, l’investigatopo è un chiaro omaggio all’attore che più di ogni altro ha dato vita al detective di Conan Doyle.

Philip St. John Basil Rathbone nasce a Johannesburg, nell’odierna Repubblica Sudafricana, il 13 giugno 1892. Figlio di un ingegnere minerario che lavorava in Sudafrica, all’età di tre anni si trasferì con i genitori in Gran Bretagna. Terminati nel 1910 gli studi alla Repton School, fu assunto in una compagnia di assicurazioni, ma nel 1911 decise di intraprendere la carriera di attore teatrale, ottenendo per molti anni grandi successi, soprattutto come interprete shakespeariano.

Allo scoppio della Prima Guerra mondiale prestò servizio nel London Scottish Regiment, dapprima col grado di luogotenente e poi come ufficiale dell’intelligence, raggiungendo il grado di capitano. Durante la guerra, dimostrò coraggio e astuzia, riuscendo a tracciare le posizioni del nemico in pieno giorno, anziché di notte come era in uso fare: completò la missione con successo camuffandosi anche con travestimenti che lo rendessero il più anonimo possibile, e per questo nel 1918 venne insignito della Military Cross. A questa si aggiunsero alcune tra le più importanti onorificenze del Regno Unito. Il fratello John, invece, morì in battaglia.

Esordì nel cinema nel 1921 in due film muti di Maurice Elvey, Innocent e The fruitful vine, recitando poi occasionalmente sul grande schermo nel corso del decennio, per lo più in parti di elegante seduttore anche nei film girati negli Stati Uniti, dove si era trasferito nel 1924. Nel 1925 approda a Hollywood e con l’avvento del sonoro, che mette in luce la sua voce impostata e la dizione perfetta, è protagonista di tutta una serie di film in costume di genere avventuroso, dove recita fisso in ruoli da antagonista dell’eroe di turno, impersonato di solito da Errol Flynn o Tyrone Power, come ne Il segno di Zorro. Inizialmente sotto contratto con la Fox, poi con la Universal, forma la sua carriera incanalandosi nella figura del cattivo, grazie a un’espressione facciale che non ispira decisamente simpatia.

Dal 1934 si specializza in personaggi glaciali e tirannici di origine letteraria ma, soprattutto, come abile spadaccino, partecipando a diversi film del genere cappa e spada e interpretando personaggi negativi ma dai modi gentili e raffinati; d’altro canto all’epoca della prima guerra mondiale era stato per due anni consecutivi campione di scherma dell’esercito inglese. Tutti i personaggi da lui interpretati in questo periodo nascondono sempre una sottile vena detestabile o, almeno, irritante e la prova maggiore di questa figura un po’ perversa è consolidata in Anna Karenina (1935), dove appare nel ruolo dell’odioso marito della protagonista.

In seguito impersonò più volte, in film d’azione e d’avventura, cattivi beffardi e spietati, e solo di rado poté sfuggire alle maschere del villain e dello scienziato folle che lo videro impegnato in horror come Il figlio di Frankenstein (1939) di Rowland V. Lee, o The mad doctor (1941) di Tim Whelan. In particolare, riuscì a distaccarsi da tali cliché con le intense interpretazioni di Tebaldo in Giulietta e Romeo (1936) di Cukor e di Luigi XI in Un vagabondo alla corte di Francia (1938) di Frank Lloyd, che gli procurarono due nominations all’Oscar come migliore attore non protagonista.

Ma la sua figura sarà universalmente ricordata per l’interpretazione del personaggio di Sherlock Holmes nella fortunata serie di quattordici pellicole prodotte dalla 20th Century Fox e poi dalla Universal Pictures tra gli anni ’30 e ‘40. Rathbone esordì come Sherlock Holmes nel 1939 in Il mastino dei Baskerville, prima pellicola della serie, e il personaggio dell’investigatore gli rimase incollato per tutta la restante carriera cinematografica, arrivando a impersonare il celebre investigatore anche nella trasmissione radiofonica Le nuove avventure di Sherlock Holmes, sempre accanto al suo amico Nigel Bruce nel ruolo del Dottor Watson.

L’ultima pellicola della serie fu girata nel 1946, Il mistero del carillon, e Rathbone interruppe nello stesso anno anche l’interpretazione radiofonica del suo personaggio, passando il testimone allo stesso Nigel Bruce. Sentendo che le sue possibilità interpretative venivano limitate, nel’46 si allontanò dal cinema e riprese a lavorare in teatro. Tornato nel 1954 a Hollywood, rinnovò l’antico sodalizio artistico con Curtiz, che gli affidò ancora una volta un ruolo di cattivo in Non siamo angeli (1955), mentre ne L’ultimo urrà (1958), di John Ford, fu l’avversario politico del sindaco, interpretato da Spencer Tracy.

Negli ultimi anni interpretò alcuni horror a basso costo, tra i quali spiccano per originalità I racconti del terrore (1962) di Roger Corman e Il clan del terrore (1964) di Jacques Tourneur. Nel 1962 aveva scritto un’autobiografia, In and out of character.
Muore improvvisamente a seguito di un infarto il 21 luglio 1967, a 75 anni.
Inizialmente sposato con Marion Foreman, da cui ha avuto un figlio, John Basil Rodion, dopo la separazione si unisce in matrimonio con la sceneggiatrice Ouida Bergère, che gli dà una figlia, Cynthia, e gli rimane accanto fino alla fine.

«Ho amato il cinema, ma ci sono stati momenti in cui mi mancava terribilmente il palcoscenico, e avrei dato qualunque cosa per tornare a recitare Shakespeare»

FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – filmtv.it


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

12 pensieri riguardo “Basil Rathbone, non solo Sherlock Holmes”

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