Più affascinante che bella, dai tratti mediterranei caratterizzati da una classe innata, ha interpretato sempre personaggi intensi, a cui ha donato l’incisività dei suoi lineamenti forti e la passionalità di una recitazione plasmata dall’esperienza teatrale, e dal metodo dell’Actors Studio. Il suo vero nome era Anna Maria Louisa Italiano ed era nata a New York, il 17 settembre 1931, da genitori italiani. Dopo gli studi all’American Academy of Dramatic Arts di New York si trasferì a Hollywood dove, con lo pseudonimo di Annie Marno, esordì nel 1950 nel mondo della televisione, per passare subito al cinema con la 20th Century-Fox.

Debutta nel 1952 nel film La tua bocca brucia di Roy Ward Baker a cui seguono vari film di routine, tra western, noir, drammi e avventure, in cui ricopre ruoli minori. Sul finire del decennio si trasferisce a New York ed esordisce in teatro, a Broadway, dove nel 1959 interpreta il dramma Anna dei miracoli vincendo il Tony Awards, e riprenderà poi questo stesso ruolo in una stupenda interpretazione sul grande schermo nel 1962, nel film Anna dei miracoli, che le vale il premio Oscar.

Fu il suo lancio come attrice cinematografica dotata di grandi capacità espressive, che le hanno consentito di affermarsi in ruoli sia drammatici che brillanti o ironici, attraverso personaggi femminili di grande spessore. Nelle sue interpretazioni ha rappresentato le inquietudini e la determinazione di una generazione di donne in bilico tra ruoli tradizionali e istanze di ribellione.

Due anni dopo l’energica istitutrice, interpreta la moglie nevrotica che vede franare il suo terzo matrimonio in Frenesia del piacere (1964), e nel 1966 è la missionaria anticonformista di Missione in Manciuria, ultimo film di John Ford. Un’ulteriore figura di donna forte e inquieta fu quella offerta dalla graffiante interpretazione di Mrs. Robinson, la quarantenne che seduce il giovane e goffo Dustin Hoffman ne Il laureato (1967).

Nel 1975 rivela il suo talento brillante nella commedia Prigioniero della seconda strada, accanto a Jack Lemmon, e nel corso degli anni ‘70 e ‘80 alterna personaggi brillanti, soprattutto accanto al marito Mel Brooks, a figure ancora intensamente drammatiche: da L’ultima follia di Mel Brooks (1976) a Essere o non essere (1983), fino alla madre superiora di Agnese di Dio (1985) o la madre di Sissy Spacek in Una finestra nella notte (1986).

Al di fuori degli schemi più classici offerti dai generi cinematografici si pone invece la sua partecipazione al serial televisivo Gesù di Nazareth (1977), in cui è una convincente Maria Maddalena, e al capolavoro di David Lynch The Elephant man (1980). Appartengono invece a un filone intimista o più tradizionalmente sentimentale i ruoli della ballerina che dopo anni riannoda una relazione profondamente conflittuale con la vecchia amica Shirley MacLaine in Due vite, una svolta (1977) di Herbert Ross, o la scrittrice sensibile e pudica che mantiene per trent’anni un rapporto epistolare con il libraio Anthony Hopkins in 84 Charing cross road (1987) di David Jones.

Negli anni ’90 ha costruito personaggi minori ma sempre sfolgoranti, soprattutto madri forti e fuori dagli schemi, come in Malice – Il sospetto, del 1993, o ne Gli anni dei ricordi, del 1996, in cui brilla all’interno di un cast tutto al femminile, o ancora nella commedia A casa per le vacanze, di Jodie Foster, del 1996, fino a Tentazioni d’amore, di Edward Norton, del 2000.

Ma anche in ruoli secondari o incompiuti, come la senatrice di Soldato Jane (1997), ha sfoggiato sempre al massimo livello le sue inesauribili doti di interprete. Colpita da un tumore all’utero, muore il 6 giugno 2005, poco prima di compiere 74 anni. Sposata due volte con un divorzio; inizialmente con Martin May, poi con l’attore e regista Mel Brooks, da cui ha avuto un figlio, Max, scrittore e sceneggiatore.

«Mi sorprendo sempre che di tutte le cose che ho fatto, nessuno ricordi più Anna dei miracoli, mentre tutti parlino sempre di Mrs. Robinson»
FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – cinekolossal
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Pensavo di non conoscerla e invece… Anna dei Miracoli.
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La su prova migliore.
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Buon giorno 1 La ricordo in Anna dei miracoli
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Bene, è stato il suo ruolo migliore.
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…Io invece non me la scordo in Anna dei miracoli.
Un’attrice tra le mie favorite, effettivamente molto affascinante.
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Anch’io la ricordo in quel film
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Lasciava il segno ovunque, anche nei piccoli ruoli.
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Vero
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credo di averla vista solo ne Il laureato
ma la coppia scabrosa non era credibile: lei troppo fascino, lui troppo brutto/non giovane
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Rispetto a lei, teoricamente era giovane, visto che era il fidanzato della figlia. Nella realtà credo che ci fossero pochi anni di differenza.
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Eh dicevo tra i due attori
D’accordo che lui è bravo ma non è abbastanza fresh per una come lei. O invecchiavano lei o rinfrescavano lui
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