Peter Ustinov, dalla Russia con ironia

Il suo nome completo era Peter Alexander von Ustinov, di origine russa, nato a Londra il 16 aprile 1921, e a Londra compie gli studi obbligatori, ma studia anche recitazione al London Theatre Studio. Attore, sceneggiatore, regista, produttore, editore musicale, saggista. Ma di questo grande interprete inglese, trasferitosi presto a Hollywood, si ricordano soprattutto le performances da attore, sempre inclini ad un carattere istrionico, che ha segnato la sua fortuna, accompagnato dall’aspetto placido e da una fine vivacità espressiva.

Grazie al notevole talento comico e a una personalità vulcanica, a cavallo tra gli anni ‘30 e ‘40 fu il golden boy del teatro inglese. Caratterizzato dall’espressione sorniona e lo sguardo astuto, al cinema offrì interpretazioni raffinate ed energiche, interpretando con notevole versatilità sia personaggi brillanti, sia figure odiose e crudeli. Nel cinema fa il suo esordio all’inizio degli anni ’40. Nel 1942 recita in Volo senza ritorno, poi nel 1944 partecipa al film La via della gloria, in cui collabora anche alla sceneggiatura. In breve tempo acquista popolarità e nel 1951 è chiamato ad interpretare in Quo Vadis il miglior Nerone della storia cinematografica (assieme a quello di Charles Laughton del 1934 ne Il segno della Croce). Nello stesso periodo è attivo, sempre in ambito kolossal in costume, in Sinuhe l’egiziano, Lord Brummell, e Spartacus, altra eccellente prova premiata con l’Oscar.

Otterrà il secondo della sua carriera quattro anni più tardi, con il film Topkapi. La sua prima regia cinematografica è School for secrets del 1946, a cui faranno seguito altri 8 film, in cui si dimostra regista di discreto e raffinato talento. Da ricordare in particolare la divertente parodia shakespeariana Giulietta e Romanoff, del 1961, tratta da una sua stessa commedia, il drammatico Billy Budd del 1962, e l’elegante Lady L del 1965, con Sophia Loren e Paul Newman. La sua figura è indissolubilmente legata al personaggio di Hercule Poirot, nella serie di film tratti da Agatha Christie che lo resero ancora più celebre, tra tutti Assassinio sul Nilo, del 1978.

La sua ecletticità gli permetteva di rendersi riconoscibile in contesti anche molto diversi tra loro, come dimostrano anche alcune sue gustose interpretazioni comiche (Io, Beau Geste e la legione straniera di Marty Feldman), malinconiche (Un taxi color malva di Yves Boisset) o semiserie (Charlie Chan e la maledizione della regina drago di Clive Donner). La sua inesauribile energia lo portò anche a dirigere opere liriche, scrivere e interpretare recital in diversi Paesi e diverse lingue, senza disdegnare il piccolo schermo, dove, con la consueta ironia, diede vita a Erode per il Gesù di Nazareth, del 1977, sotto la regia di Franco Zeffirelli.

Si impegnò anche attivamente nell’ambito dell’UNESCO e dal 1968 fino al giorno della sua scomparsa, fu ambasciatore itinerante dell’UNICEF. Nel 2003 offrì la sua ultima notevole interpretazione per il film Luther ‒ Ribelle, genio, liberatore, diretto da Eric Till, nel ruolo del principe Federico il Saggio.
Nominato Comandante dell’ordine dell’impero britannico nel 1975, fu in seguito elevato dalla Regina Elisabetta al grado di Sir Cavaliere della Corona, nel 1990. Parlava inglese, francese, tedesco, italiano, russo, spagnolo fluentemente, e anche un po’ di turco e greco moderno.
Nel 1977 scrive un’autobiografia di successo internazionale, Dear Me, tradotta in 22 paesi ad eccezione dell’Italia. Tre volte sposato, con due divorzi: l’ultimo matrimonio, con Helene du Lau d’Allemans, è durato fino alla morte dell’attore, il 29 marzo del 2004.

“Io fui irrevocabilmente fidanzato con la risata. Il suo suono mi è sempre parso come la musica più civilizzata del mondo.”

FONTI: Treccani, Enciclopedia del cinema – cinekolossal

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

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