Aneddoti e curiosità del lunedì: Barbie

Il film Barbie, della regista Greta Gerwig, è ormai entrato nella storia del cinema: se come esempio negativo o positivo, lascio ai posteri l’ardua sentenza, come diceva qualcuno.
Di sicuro ha diviso la critica tra chi lo ha considerato un capolavoro da far invidia a Kubrick, e chi invece lo ha accolto con il commento che Fantozzi aveva riservato a La corazzata Potëmkin. Io non l’ho visto, perciò mi astengo. Potrei elencare i motivi per cui non ho voluto guardarlo, ma penso che non interessino a nessuno, e verrebbe un articolo lungo e noioso.

Invece qui non voglio parlare della sua qualità cinematografica o del suo valore artistico (!), ma solo delle piccole curiosità relative alla lavorazione. Come prima cosa Greta Gerwig ha consultato il regista Peter Weir, che aveva diretto The Truman Show, riguardo all’illuminazione, perché intendeva ricreare quell’atmosfera autenticamente artificiale nella sua Barbie Land. Infatti nel film non si vede mai la luce naturale del sole fino all’arrivo di Barbie e Ken a Los Angeles. La totalità delle scene di Barbie Land è stata girata nei teatri di posa della Warner. Mentre il cast e la troupe giravano le scene soleggiate della spiaggia, all’interno del teatro di posa, una bufera di neve stava congelando tutti coloro che si trovavano all’esterno.

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Non so se l’avete notato: le scenografie dei set di Barbie Land non presentano colori bianchi o neri, ma quasi esclusivamente rosa fuxia. E per un giorno alla settimana, precisamente il mercoledì, tutta la troupe era invitata a indossare almeno un capo di quel colore. Conosco gente che si sarebbe licenziata per molto meno, invece pare che tutti abbiano seguito rigorosamente questa regola senza nulla eccepire.

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La scenografa Sarah Greenwood aveva affermato di aver usato talmente tanta vernice rosa che aveva finito le scorte mondiali del colore, ma la vice presidente della Rosco Paint, azienda fornitrice di tinte e altri materiali per scenografie, ha smentito questa affermazione, spiegando che le carenze di vernice erano collegate alla pandemia.

Per girare la scena in cui Barbie scende dal letto con i suoi iconici piedi da bambola, Margot Robbie si è aggrappata a una sbarra camminando sulle punte; una scena che ha richiesto 8 ciak. Margot non indossa mai anelli alle dita, in riferimento al fatto che la classica bambola giocattolo ha le dita attaccate tra loro, impedendo quindi di portare anelli. Le Case dei Sogni sul set erano alte quasi 8 metri e Margot ha eseguito personalmente tutte le sue acrobazie, compreso il salto dalla cima della casa.

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L’auto di Barbie è stata guidata con un trasmettitore telecomandato da un membro del team degli effetti speciali, seduto su un sedile appositamente costruito, utilizzando la tecnologia VR dei droni: questo ha permesso a Margot Robbie di “guidare” a mani libere sul set. Sia l’automobile di Barbie che l’Hummer di Ken sono automobili elettriche, dimostrando l’impegno del film verso la consapevolezza ambientale. Anche nel mondo di Barbie, questo è un messaggio sottilmente efficace sull’importanza delle scelte sostenibili.

L’ambulanza di Barbie che soccorre Ken dopo la sua disavventura sulla tavola da surf, era una copia a grandezza naturale di un’ambulanza giocattolo, frutto di un ulteriore sforzo congiunto tra i reparti, che si apre automaticamente in un ambulatorio medico: un effetto speciale completamente realizzato sul set.

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Per l’arrivo di Barbie e Ken a Los Angeles, la regista Greta Gerwig ha usato come riferimento il film Un uomo da marciapiede per mostrare come voleva che apparissero, in particolare la sequenza in cui Jon Voight cammina per New York, chiaramente fuori luogo.

La costumista Jacqueline Durran e la sua squadra hanno impiegato undici settimane per realizzare le centinaia di costumi presenti nel film. L’anziana nella scena della panchina è interpretata dalla costumista due volte premio Oscar, Ann Roth (91 anni). La produzione voleva tagliare la scena, non ritenendola importante, ma Greta Gerwig invece l’ha considerata il cuore del film, e non avrebbe mai accettato la sua eliminazione dal montaggio.

Ryan Gosling non era convinto di accettare la parte di Ken ma la scintilla che gli ha fatto dire di sì a Greta Gerwig è stato vedere un bambolotto di Ken, delle sue figlie, riverso con la faccia nel fango. Disse a Greta che Ken meritava che la sua storia venisse raccontata al mondo. Ci vogliamo credere? Certo che sì. Non vogliamo pensare che abbia influito sulla sua decisione il compenso stratosferico che ha ricevuto, e che lo ha fatto inserire dalla rivista Forbes tra gli attori più pagati dell’anno: 12,5 milioni di dollari. Margot Robbie, anche produttrice del film, ne ha guadagnati oltre 50, tra bonus e percentuali sugli incassi.

Il film ha incassato complessivamente la bellezza di un miliardo e mezzo di dollari, contro i 100 milioni di budget, tanto da aver fatto pensare a un sequel. Ha ricevuto 8 nomination agli Oscar, ma ha vinto solo per la canzone originale. Sull’idea di un possibile sequel Margot Robbie si è espressa così:Abbiamo dato tutto in quel film. Non riesco a immaginare cosa potrebbe accadere dopo. In ogni caso non lo farei mai senza Greta”

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Se non ne avete avuto abbastanza, guardate il video qui sotto per altre interessanti curiosità.

FONTI: movieplayer.it – daninseries.it – cinemotore.com – ilcinegico.comiviaggidibibi.it


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

19 pensieri riguardo “Aneddoti e curiosità del lunedì: Barbie”

  1. Non è né un capolavoro né una ciofeca, secondo me; ha i suoi meriti ed è divertente senza cadere nel dimenticatoio subito.

    Al rosa obbligato mi sarei ribellata, come puoi immaginare.
    Mentre l’avrei indossato anche tutti i giorni, se non imposto.
    Che brutto vizio hanno gli esseri umani…

    … e che filmone mi hai ricordato!
    Un uomo da marciapiede, da rivedere.

    Piace a 1 persona

  2. Io ero andata a vederlo, più per curiosità, devo ammettere. Alcuni messaggi li ho trovati sensati (tipo quello di America Ferrera), ma allo stesso tempo ne ho trovati altri un po’ fuorvianti e con precise mire sociali. Non lo rivedrei comunque.

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