Brigitte Bardot, oltre il mito

1934 – 2025

Poche attrici, e in generale poche donne, sono riuscite a incarnare un modello assoluto di femminilità come ha fatto lei, sicuramente agevolata da una bellezza esuberante che ha sempre esibito senza timidezza, sfruttando la perfezione del suo corpo e il fascino naturale di un viso dall’espressione imbronciata, che era impossibile non adorare. Una carriera cinematografica, la sua, breve e priva di capolavori rilevanti, caratterizzata invece da una vita privata molto discussa e movimentata, soprattutto per l’epoca in cui è vissuta. Più che sulla storia del cinema, la sua immagine ha inciso sulla storia del costume, diventando icona di una donna nuova, emancipata e incline alla trasgressione, che si è fatta strada rapidamente nell’immaginario collettivo.

Brigitte Anne Marie Bardot nasce a Parigi, il 28 settembre 1934, in una famiglia borghese, dove riceve un’educazione molto severa, tradizionalista e cattolica. Questo non le impedisce di cominciare a posare come modella a soli 15 anni, e conquistare la copertina di Elle. È evidente che la giovanissima BB dimostrava molto più dei suoi 15 anni, e si faceva notare, oltre che per l’avvenenza, per la grazia e il portamento derivati dallo studio della danza classica, iniziato da bambina.

Fu subito notata da un collaboratore di Marc Allégret, l’aiuto regista Roger Vadim, che la introdusse nel mondo del cinema. Era l’inizio di una relazione sentimentale, che si sarebbe presto trasformata in un sodalizio artistico di successo. Grazie a Roger, più grande di lei di soli sei anni, ma già esperto seduttore e bohémien, Brigitte scopre l’amore, la sessualità e la libertà, ribellandosi all’educazione rigida e convenzionale della famiglia, e andando contro a suo padre, che cercherà di allontanare i due innamorati in tutti i modi. L’esordio nel cinema avvenne nel 1952, con Le trou normand di Jean Boyer, nello stesso anno in cui BB, divenuta maggiorenne, poté sposare Vadim.

In breve tempo l’attrice si conquistò una certa notorietà, in Francia ma anche all’estero, partecipando a un nutrito numero di film, dapprima in parti secondarie, poi in ruoli da protagonista. Già queste prime apparizioni, spesso ritagliate intorno alla sua sensuale figura di lolita, ancora prima che Nabokov scrivesse il romanzo, destarono un certo scandalo, preparando il grande salto ai vertici della popolarità internazionale. Salto che avvenne nel 1956 con il film Piace a troppi, prima regia di Vadim, una storia controversa che attirò le attenzioni della censura, accrescendo così la curiosità del pubblico. È la storia di Juliette, una ragazza orfana, dai modi disinibiti e dalla bellezza provocante, che cerca l’amore imbastendo tre relazioni, con il ricco Morin e i fratelli Michel e Antoine. L’atteggiamento sfrontato di Juliette, libero da tabù e da qualunque scrupolo morale, delineava una nuova figura femminile rivoluzionaria rispetto al passato, capace di incarnare una tipica fantasia sessuale maschile, ma al tempo stesso di rappresentare i desideri di emancipazione femminile che stavano emergendo nella società.

Fu proprio durante la lavorazione di questo film che Brigitte ebbe una relazione con Jean Louis Trintignant, con cui condivideva la scena. La relazione con lui finirà a causa della distanza tra loro, visto che l’attore fu tenuto lontano dal servizio di leva. Nel 1957, con il divorzio, finisce anche il suo matrimonio con Vadim, dopo solo cinque anni dalle nozze. Grazie anche allo stile di vita anticonformistico che l’attrice ostentava fuori del set, Brigitte finì per essere identificata al cinema con l’immagine spregiudicata delle sue eroine, e nella seconda metà degli anni ‘50 fu chiamata a replicare quel genere di ragazza in una serie di commedie e melodrammi di scarsa originalità. Si distinguono in questo periodo solo due film di maggiore spessore, in cui il personaggio della donna seduttrice è approfondito come fonte di disordine sociale: La ragazza del peccato (1958) e La verità (1960).

Nel primo BB è una ragazza implicata in una rapina, che non esita a sedurre un avvocato di mezz’età per farsi difendere; l’uomo abbandonerà la famiglia per lei, ma la storia finirà male per tutti. Nel secondo, invece, è una ragazza di facili costumi accusata di aver ucciso il fidanzato della sorella, dopo averlo sedotto, destinata a soccombere di fronte alla condanna senza appello della morale comune. Tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60 il successo della Bardot raggiunse le dimensioni del grande fenomeno divistico: il suo tipico modo di vestire e di acconciarsi veniva imitato dalle ragazze di mezzo mondo. Le movimentate vicende della sua vita sentimentale, scandita da matrimoni e divorzi, crisi depressive e nuove relazioni sentimentali, riempivano le pagine dei quotidiani e dei giornali scandalistici. Negli anni successivi al divorzio, Brigitte Bardot intrattiene diverse relazioni con uomini del mondo dello spettacolo. Prima quella in gran segreto con Gilbert Bécaud, che era sposato e non voleva compromettersi e, successivamente, con l’attore Raf Vallone. Nel 1958 inizia una relazione con il cantante e volto televisivo Sacha Distel.

Nel 1959, sul set di Babette va alla guerra, inizia una relazione con l’attore Jacques Charrier, rimanendo poco dopo incinta; BB avrebbe voluto abortire ma non era consentito dalla legge, e nessun medico da lei contattato accetta il rischio dello scandalo di un aborto clandestino. Così Bardot e Charrier si sposano il 18 giugno dello stesso anno, e nel 1960 nasce il figlio Nicolas. BB però era molto giovane e decisamente poco portata per la maternità, tanto da arrivare a definire il figlio come “un tumore che cresceva dentro di lei e si nutriva della sua carne”. In realtà temeva probabilmente di perdere parte del proprio fascino per colpa degli inevitabili cambiamenti dovuti alla gravidanza. Il suo fascino rimane invece intatto, tanto che durante le riprese del film La verità, intraprende una relazione con l’attore Sami Frey, e il marito chiede il divorzio, ottenendo facilmente anche la custodia del figlio.

Nonostante la sua bellezza sia rimasta inalterata dalla gravidanza, le sue apparizioni cinematografiche continuano a essere confinate nell’ambito di produzioni commerciali di modesto valore. Tra le poche eccezioni, vanno ricordati i due film che interpretò per Louis Malle e Jean-Luc Godard. Ispirandosi alla vicenda biografica dell’attrice, Malle la chiamò a recitare in Vita privata (1962), film ambientato a Spoleto, in cui si racconta di una giovane diva in crisi di identità, che cerca di ricostruirsi una vita normale attraverso la relazione con un intellettuale italiano, interpretato da Marcello Mastroianni. In maniera più sottilmente ironica la sua immagine fu impiegata da Godard ne Il disprezzo (1963), liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Moravia: Brigitte si cala nel ruolo di Camille, giovane moglie di uno sceneggiatore, che inizia a provare un improvviso, ma non immotivato, disprezzo per suo marito, interpretato da Michel Piccoli.

Dopo il divorzio da Charrier, BB vivrà un periodo di difficoltà personali, tra alti e bassi dovuti alla depressione, che si risolverà pochi anni dopo, nel 1966, quando l’attrice conosce il playboy tedesco Gunter Sachs. Dopo un lungo corteggiamento nasce una relazione che culmina con un matrimonio di durata simile ai precedenti, visto che il divorzio sopraggiunge nel 1969, dopo che Brigitte aveva instaurato una relazione con Serge Gainsbourg. Nel 1967 era nata la loro collaborazione musicale e Gainsbourg aveva scritto per lei alcune canzoni, tra cui la celeberrima Je t’aime… moi non plus, scritta per esaudire la richiesta di BB che voleva “la più bella canzone d’amore” che lui potesse creare. La incisero insieme e fu trasmessa una sola volta alla radio, col risultato di suscitare uno scandalo, essendo evidentemente la prova di una loro relazione. Gunter Sachs minaccia un’azione legale, cosa che spinge BB a chiedere a Gainsbourg di non pubblicare il brano; verrà pubblicato solo un anno dopo con la voce di Jane Birkin, nuova compagna di Gainsbourg. La versione “originale”, con la voce della Bardot, uscirà solo 20 anni dopo, in versione remixata.

Dalla metà degli anni ‘60, mentre iniziava a dedicarsi con successo alla musica pop, la sua carriera cinematografica andò progressivamente declinando. Dopo Viva Maria (1965), western farsesco di Malle, giocato sul contrasto tra la sensualità fisica di BB e il fascino cerebrale di Jeanne Moreau, ben poche furono le apparizioni degne di nota. La sua carriera si chiuse di fatto con Una donna come me (1973), seguito ideale di Piace a troppi di Vadim. Nel ruolo di un Don Giovanni al femminile, la Bardot dimostrò di poter ancora catturare l’attenzione del pubblico maschile; ma nonostante le scene di nudo abbastanza spinte, il film non destò scandalo, a dimostrazione che la società e il cosiddetto comune senso del pudore erano ormai cambiati.

Nei decenni successivi Brigitte Bardot non mancherà di finire altre volte sui giornali di cronaca rosa per le sue relazioni, tra cui quella con l’imprenditore italiano Gigi Rizzi. Tuttavia passeranno più di 20 anni prima che si sposi di nuovo, per la quarta volta, soltanto nel 1992. Sull’altare con lei un esponente politico del Front National, Bernard d’Ormale, con il quale ha vissuto il più duraturo dei suoi matrimoni.

Nel 1974, all’età di quarant’anni, Brigitte Bardot aveva annunciato il suo ritiro dalle scene. Da allora si è dedicata alla difesa dei diritti degli animali, forse gli unici esseri viventi che abbia mai amato davvero, a parte se stessa.
L’attrice si è spenta nella sua villa di Saint Tropez, il 28 dicembre 2025, a 91 anni compiuti e vissuti pienamente.

«Sono stata molto bella, molto ricca, molto corteggiata, molto famosa e anche molto infelice. Ma sono sempre stata me stessa»

FONTI: Enciclopedia del cinema, Treccani – fanpage.it


Scopri di più da Nonsolocinema

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Avatar di Sconosciuto

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

11 pensieri riguardo “Brigitte Bardot, oltre il mito”

  1. Mi chiedevo perché non hai citato il celeberrimo film ‘E Dio creó la donna’, poi ho controllato e ho visto che il titolo vero è ‘Piace a troppi’. È vero che le sue interpretazioni erano ripetitive, faceva sempre la parte della ragazzina sedotta e seduttrice, all’inizio, e della fatalona mangiauomini e volubile nella maturità. Era un modello per le ragazze dell’epoca: le pettinature, i minivestitini di cotonina a quadretti Vichy, i piedi scalzi, i pantaloni alla pinocchietto che portava a Capri, era un’icona di comportamento e di stile. Poi si è dedicata agli animali e ha diseredato il figlio. Che personaggio.

    Piace a 1 persona

    1. In realtà E Dio creò la donna era il titolo originale francese, che in Italia è stato cambiato, come spesso accade. Penso che sia stata sfruttata dai vari registi, senza che le abbiano dato l’occasione di recitare davvero, a parte in pochissimi casi, un po’ com’è successo a Marilyn. Come persona, preferisco non giudicarla.

      Piace a 1 persona

  2. Non ricordo nessun suo film, e non l’ho mai considerata una grande attrice, però l’ho sempre ammirata come donna perché non ha mai avuto paura di essere se stessa. Un punto a sfavore è l’atteggimento con il figlio, ma chissà quante attrici hanno risolto il “problema” con l’aborto legale vent’anni dopo. Mentre adesso è di moda fare figli con uomini diversi e poi dimenticarli da qualche parte.

    Piace a 1 persona

    1. Sul fatto del figlio hai ragione, in fondo lei non l’avrebbe voluto, quindi non c’è da meravigliarsi più di tanto per come si è comportata. Sul fatto di essere una donna libera e, aggiungo, coraggiosa, mi trovi d’accordo. Ha avuto anche il coraggio di invecchiare senza nascondere le rughe. L’unico appunto che mi sento di farle è che questa sua libertà l’ha imposta a chi le è stato vicino, a chi l’ha amata. E forse qualcuno l’ha fatto soffrire.

      "Mi piace"

  3. Personalmente la ricordo più sulle copertine dei giornali che per i film in cui ha recitato, in quanto a attrice direi di non conoscerla mentre invece per letto a destra e a manca, conosco e conosciamo tutti la sua personalità così libera, tutto sta nel coraggio di scegliere come si vuole vivere e a lei questo coraggio di sicuro non è mancato. Buon pomeriggio Raffa 🌹

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a pensierini Cancella risposta

El Artca

Poesía Microrrelatos Arte Música

Cose Preziose

Everybody let's rock! Canzoni, cinema, chitarre, arte varia e un po' di storia

eli goes around

Un blog in movimento, proprio come me. Tra viaggi, parole, emozioni e momenti rubati alla routine.

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

CINEMA FERMO POSTA

The mailbox around the corner

parole.colore.figure

figure.colore.parole

Bilbo Baggiano's Blog

Il diario di un uomo qualunque.

artiglio.blog

Un artiglio per afferrare pensieri e suggestioni, per graffiare a volte, per restare saldi su un ramo.

SCRIVERE I RISVOLTI

Il blog di Pim

Seidicente

altrimenti tutto è arte

Solorecensioni

... ma senza prendersi troppo sul serio

Il Buio Dentro

diario di un abusato

Talk Photo

A creative collaboration introducing the art of nature and nature's art.

Madame-Radio

Découvre des musiques prometteuses dans la sphère musicale française (principalement, mais pas que...).

Trend&Truth

An hopefully objective view on current actuality

Diario di una bibliofila divergente

Non tutti i bibliotecari stanno al pubblico

Vi do il Tiro

Il blog di Cristina e Marcello

CRESCENDO

Passo dopo passo

Mobevision

not a joke 🕺

ilpensierononlineare

Riflessioni e sguardi non lineari sulla Psicologia

Olivia2010kroth's Blog

Viva la Revolución Bolivariana

Luca nel laboratorio di Dexter

Comprendere il mondo per cambiarlo.

Le Attese Di Carta

Poesie in versi sparsi, come semi sulla neve.

Cuore e Anima

Desirè Karini - Poesie e riflessioni

Riccardo Solieri

Poesia ed oltre -Parecchio oltre

V come Vintage

Grandi classici del cinema da riscoprire

Nonsolocinema

Parliamo di emozioni

Sogni e poesie di una donna qualunque

Questo è un piccolo angolo di poesie, canzoni, immagini, video che raccontano le nostre emozioni

Iridediluce

“I libri si rispettano usandoli.” U. Eco

Urbs Liminalis

An unconventional travel blog. Liminal spaces and moments for reflection

pierobarbato.com

scrivo per dare forma ai silenzi e anima alle storie che il mondo dimentica.

1100

Quello che cerchi

RemainFit

Poetry ,Writings & Fitness For Everybody!

Cipriano Gentilino

articoli - note di lettura - rime

Il regno di newwhitebear

I colori della fantasia

Oh my bridge

"Il bridge è come il sesso: se non hai un buon partner, meglio che tu abbia una buona mano."

ومضات في تطوير الذات

معا نحو النجاح

Hunza

Travel,Tourism, precious story "Now in hundreds of languages for you."

Foglia del Re

"Not all those who wander are lost" J.R.R.Tolkien

Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora