Ginger Rogers, molto più di una ballerina

Il suo vero nome era Virginia Katherine McMath. Bionda, fisico esile, sguardo dolce ma anche vivace e intelligente, illuminato da due splendidi occhi chiari, è stata una delle più popolari dive di Hollywood: ha rappresentato un modello femminile di vitalità e schiettezza, a volte persino sfrontato, in contrasto sia con il freddo intellettualismo di Katharine Hepburn, sia con la vaga androginia di dive come Greta Garbo e Marlene Dietrich. Formò con Fred Astaire un’inimitabile coppia di ballerini, che incantò il mondo con un’immagine di grazia e di armonia. Fu soprannominata “la piuma”, ad indicare la delicatezza e la leggerezza con cui ballava. Ottima cantante e molto convincente anche come interprete drammatica, rivelò un finissimo talento comico sotto la regia di maestri come Billy Wilder e Howard Hawks.

Nasce a Independence (Missouri) il 16 luglio 1911. Figlia d’arte (sua madre Lela Emogen Owens fu sceneggiatrice del cinema muto), muove i primi passi in teatro nel 1925 a Chicago, e quattro anni dopo debutta a Broadway nella commedia musicale Top Speed, dove mette in mostra grande forza espressiva, esercitata soprattutto nel ballo e la canzone.

Ginger Rogers a destra, sul set di Honor among lovers (1931)

Iniziò la carriera cinematografica nel 1930 accanto a Claudette Colbert in Gioventù di Manhattan, nella parte dell’intraprendente Puff, in cui risulta già delineato il suo personaggio, che avrebbe ulteriormente definito e precisato con i ruoli successivi. L’anno seguente affiancò ancora la Colbert in Honor among lovers e nel 1933 si mise in mostra nel nutrito cast del musical Quarantaduesima strada, diretto da Lloyd Bacon.

Carioca (1933)

Recitò in vari film prima di incontrare, sempre nel 1933, Fred Astaire in Carioca: malgrado l’esiguità dei loro ruoli, la combinazione fra i due risultava elettrizzante e metteva totalmente in ombra l’idillio dei protagonisti, Dolores Del Rio e Gene Raymond. Ottenne uno straripante successo al punto da formare con l’attore un duo affiatatissimo, che li vedrà recitare insieme 12 volte nel corso della carriera (due in teatro e dieci nel cinema). Diventarono così la coppia più celebrata del cinema americano del periodo.

I due ballerini interpretarono una serie di film in cui la trama era per lo più esile, ma i numeri di ballo erano formidabili, mettendo in evidenza l’eleganza e la classe inconfondibile di entrambi. Si dice che quando ballavano, sul set tutta la troupe si fermasse per ammirarli.

Palcoscenico (1937)

L’attrice tuttavia avvertiva il bisogno di un cambiamento: si confrontò così con Katharine Hepburn in Palcoscenico (1937) nella parte di un’attrice ambiziosa; accettò in seguito di tornare a danzare con Fred Astaire in Girandola (1938), film che fu però un insuccesso, al contrario di Kitty Foyle, ragazza innamorata (1940) che le regalò un Oscar grazie alla sua intensa interpretazione.

Kitty Foyle, ragazza innamorata (1940)

Sciolto il sodalizio con lo storico compagno di danze (l’antipatia tra i due anche fuori dal set era nota a tutti), nel 1942 recitò nella commedia Condannatemi, se vi riesce!, nel ruolo di una ballerina che si accusa di un delitto commesso dal marito, e in un episodio di Destino, a fianco di Henry Fonda. Sempre nello stesso anno si dimostrò impareggiabile, per malizia e sicurezza, in Frutto proibito, di Wilder, nel ruolo di Susan che, travestita da ragazzina per viaggiare gratis, fa breccia nel cuore di un giovane ufficiale.

Frutto proibito (1942)

Nel 1949 tornò per l’ultima volta a lavorare in coppia con Fred Astaire ne I Barkleys di Broadway di Charles Walters. L’anno seguente con Doris Day diede vita a una coppia di sorelle minacciate dal Ku Klux Klan nel drammatico La setta dei tre K, mentre nel 1952 mostrò tutta la sua brillante verve, accanto a Cary Grant e Marilyn Monroe, ne Il magnifico scherzo, diretta da Howard Hawks. Quest’ultima interpretazione le valse il Golden Globe.

Il magnifico scherzo (1952)

Recitò ancora in una decina di film in ruoli di donna matura e di grande esperienza, ma non trovò più sceneggiature interessanti. Negli anni Cinquanta comparve assiduamente in televisione, ospite in trasmissioni di Bob Hope, Pat Boone e Perry Como, continuando anche a dedicarsi all’attività teatrale che, nell’arco di quasi un quarantennio, le regalò vari successi sulle scene di Broadway. Scrisse un libro di memorie pubblicato nel 1991, Ginger: my story.

Gli ultimi anni di vita li passò in un ranch a Medford nell’Oregon, malata e costretta sulla sedia a rotelle. Senza più voce ma comunque lucida, fondò a sue spese il Craterian Ginger Rogers Theater, di cui fece dono alla comunità locale. Muore per infarto a 84 anni, il 25 aprile 1995, e viene sepolta al Oakwood Memorial Park di Chatsworth in California, nello stesso cimitero dove giace il suo partner Fred Astaire. Si è sposata cinque volte con altrettanti divorzi, sempre con artisti hollywoodiani, ma non ha avuto figli. A chi le faceva domande a questo proposito, ha sempre risposto citando una frase della Bibbia: “I figli delle donne che non partoriranno saranno più numerosi dei figli di colei che ha partorito”.

«Sulla scena facevo tutto quello che faceva Fred,
esattamente come lo faceva lui, in più con i tacchi alti!»


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

16 pensieri riguardo “Ginger Rogers, molto più di una ballerina”

  1. Non avrei mai neppure lontanamente immaginato che tra i 2 scorresse antipatia. E’ talmente bello vederli insieme, nella recitazione e nel ballo, talmente in sintonia da rendere – almeno per me – incredibile il fatto che non andassero d’accordo.

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    1. In realtà era lui che non avrebbe voluto fare coppia. Aveva ballato per tanti anni con sua sorella maggiore, fin da bambino, e pare che lei fosse più brava, o almeno fosse giudicata più brava. Perciò quando gli hanno proposto di fare coppia con un’altra ballerina, evidentemente molto brava, non ne voleva sapere.

      Piace a 1 persona

  2. Eh pensare cyeni9 l’ho sempre considerata soltanto una ballerina e per giunta con Fred e mai avreinlon5anamente supposto che n8n correva m9ita sim0atia tra i due 😑 Buon pros3guim3nto di serata carissima Raffa 🍁

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  3. Greta Garbo and Monroe
    Dietrich and DiMaggio
    Marlon Brando, Jimmy Dean
    On the cover of a magazine
    Grace Kelly, Harlow, Jean
    Picture of a beauty queen
    Gene Kelly, Fred Astaire
    Ginger Rogers, dance on air
    They had style, they had grace
    Rita Hayworth gave good face
    Lauren, Katherine, Lana too
    Bette Davis, we love you
    Ladies with an attitude
    Fellas that were in the mood
    Don’t just stand there, let’s get to it
    Strike a pose, there’s nothing to it

    a parte Madonna credo di non averla mai vista da nessuna parte
    però Il frutto proibito e Il magnifico scherzo me li segno mentalmente^^

    Piace a 1 persona

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