Era già da un po’ che pensavo di scrivere un post sulle assurdità che si vedono nei film e soprattutto nei medical drama, quelle scene in cui il dottorino giovane, appena assunto e senza esperienza, salva la vita al malcapitato di turno, praticandogli un buco in gola con la cannuccia di una bic. Pur partendo dal presupposto che siano tutte fesserie, un po’ come MacGyver che disinnescava una bomba con una graffetta e un chewingum, mi sono sempre chiesta se non ci sia almeno una parvenza di verità in quello che vediamo fare.

Ad esempio, avete presente quando nei film ci si appresta a usare il defibrillatore, e immancabilmente si sente urlare “Libera!”? Succederà così anche nella realtà oppure no? Mi sono imbattuta per caso nel blog di un medico vero, che ha scritto un divertente articolo proprio su questo argomento, e visto che chiedeva di diffonderlo, ne ho approfittato subito.
Non avendo io competenze mediche di nessun tipo, mi fido di quanto ha scritto lui, e lo riporto integralmente (compreso il linguaggio colorito), declinando ogni responsabilità in caso di inesattezze. Se c’è un medico in sala e ha qualcosa da dire, è il benvenuto.

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Il titolo non si riferisce a un proclama urlato a squarciagola per qualche lotta politica contro le sopraffazioni, ma alla frase urlata dal dottore di turno dei medical drama quando si appresta a usare un defibrillatore su un paziente in arresto cardiaco. Se non lo aveste ancora intuito, con questo post mi appresterò a raccontarvi quanto siano sbagliati e/o inesatti i medical trope cinematografici a cui tanto siete abituati, così abituati che promettereste denuncia al tribunale del diritto del malato qualora non vi venissero praticate le stesse identiche procedure.
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NESSUNO ESTRAE I PROIETTILI
Non è una priorità, non è il proiettile a creare l’eventuale emorragia (cioè… lo ha fatto ma non continua a farlo) quindi tutte le scene in cui la vita dell’appena crivellato dipende dall’estrazione del proiettile SONO UNA STRONZATA. Eventualmente ci si concentra sul tamponamento della ferita applicando una pressione perché il tentativo di rimozione potrebbe peggiorare il sanguinamento, sia perché eseguito in modo maldestro con pinzette per sopracciglia o tenaglia da fabbro sia perché, a volte, il proiettile tiene chiusa la ferita. Il proiettile è di per sé a bassa carica batterica (è stato sterilizzato dalla deflagrazione della polvere da sparo) quindi può essere rimosso a distanza di ore o giorni (e pure anni).
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NESSUNO CAUTERIZZA LE FERITE
Il sanguinamento di un’arteria non lo fermi con un pezzo di ferro arroventato (se proprio tenendoci sopra qualche minuto una fiamma ossidrica) e sanguinamenti venosi li blocchi col tamponamento. Cauterizzare una ferita, a dispetto di quanto si creda, AUMENTA IL RISCHIO DI INFEZIONE perché non solo le ferite non le ‘disinfetti’ col fuoco ma un’ustione è una sede di ingresso di patogeni migliore di un semplice buco o taglio.
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NESSUNO RIDUCE LE FRATTURE TIRANDO
O meglio, lo fanno gli ortopedici dopo un Rx e dopo averti somministrato del midazolam o del propofol. Se lo fai per strada a caso, rischi come minimo una lesione di un plesso nervoso o addirittura un’arteria tranciata. E se non sapete come steccare correttamente un arto evitate di farlo e aspettate i soccorsi.
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NESSUNO ESTRAE I CORPI ESTRANEI CONFICCATI
E comunque nessuno si fa distrarre da domande stupide prima della rimozione a tradimento. I corpi estranei conficcati VANNO LASCIATI DOVE SONO perché un pezzo di legno appuntito, una scheggia metallica e persino un coltello stanno già creando un tamponamento su qualsiasi vaso dovesse essere stato reciso e una rimozione maldestra in ambito non operatorio potrebbe creare danni emorragici in uscita che non potrebbero essere trattati in modo professionale.
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NESSUNO METTE LACCI EMOSTATICI
Perché se non sapete qual è l’origine dell’emorragia (venosa o arteriosa) un laccio emostatico può creare un danno ischemico IMPORTANTISSIMO all’arto, proporzionale ai minuti di applicazione (dopo i canonici tre). Peggio che mai se applicate una cintura o una corda. TAMPONATE E BASTA.
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NESSUNO AFFOGATO SPUTA L’ACQUA DOPO ESSERE STATO RIANIMATO
Se sei in arresto cardiaco, la respirazione bocca-a-bocca e il massaggio non servono a far tornare il cuore a pulsare e tu a respirare MA A PRESERVARE IN MODO FORZATO L’OSSIGENAZIONE E IL CIRCOLO in attesa di veri soccorsi attrezzati. Quindi nessuno che sia veramente in arresto cardiaco si rianima in tale modo (se succede era solo svenuto) né tantomeno avrebbe la forza di espellere con un colpo di tosse l’acqua del tratto tracheo-bronchiale. La posizione laterale di sicurezza, invece, ne permette il defluire per gravità.
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NESSUNO INIETTA UN FARMACO PIANTANDOTI L’AGO DRITTO NELLA VENA DEL BRACCIO
E soprattutto guardandoti negli occhi mentre lo fa. Sarebbe quasi impossibile individuare la vena senza palpare e senza stabilizzare le proprie mani sull’avambraccio e se l’ago è perpendicolare alla cute, pochi millimetri prima sei fuori dalla vena e pochi dopo l’hai forata da parte a parte.
Bonus: se pianti un ago nel collo di una persona gli inietti il farmaco in trachea, nell’esofago, nel midollo spinale o anche nella tiroide.
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NESSUNO FA LA TRACHEOTOMIA A UNA PERSONA CHE HA SMESSO DI RESPIRARE
La tracheotomia e la tracheostomia (la prima è la manovra, la seconda il foro praticato) servono a bypassare un’ostruzione tra la bocca e la laringe. Si fa col bisturi e un taglio prima verticale sulla cute e poi orizzontale sulla cartilagine cricotiroidea. Se perfori brutalmente con una penna è facile che farai soffocare la persona nel suo stesso sangue perché non è che inserendo una cannuccia l’emorragia si ferma. E devi avere difficoltà respiratorie da corpo estraneo… se hai già smesso di respirare è inutile.
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E per concludere, ripetete con me:
NESSUNO INIETTA L’ADRENALINA NEL CUORE
né alcun altro tipo di farmaco, soprattutto se sei in overdose da oppiacei. Capito Quentin Tarantino?
Grazie dell’attenzione e dell’eventuale gentile reblog medico-divulgativo.
FONTE: kon-igi.tumblr.com
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Grazie per le curiosità. Per la prima volta le conoscevo tutte. Comunque, quando ero in ambulanza, all’analisi del defibrillatore, dovevamo urlare: “Via io, via voi, via tutti”.
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Bello, non lo sapevo. Oggi ho imparato io qualcosa. 🙂
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Del proiettile in testa di Gino Paoli ero a conoscenza. Altre cose potevo immaginare fossero scenografia, meglio lasciare ai Dottori la possibilità di svolgere il loro mestiere.
Ciao Raffa
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Sicuramente. Pare che di questo proiettile fossi l’unica a non sapere nulla 🙂
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Ma figurati, sembra sia stato per Stefania Sandrelli, a quanto ne so io 🙂
Grazie per tutte le assurdità che hai messo in luce 😉
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Buon giorno 1 Mai pensato di fare nulla. Sul legno conficcato l’ho tolto ad un amico è vivo e mi ha sempre ringraziato.
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Buongiorno a te. La scheggia di legno si toglie…
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Era più che una scheggia di legno.
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Mi sembra, ma non vorrei sbagliarmi, che Gino Paoli conviva con un proiettile interno, che è stato impossibile estrarre perché avrebbe comportato maggiori rischi, rispetto a lasciarlo dove si trova.
Ciao Raffa
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So che può succedere, non sapevo che fosse successo a Gino Paoli.
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Interessante, molte cose le sapevo ma altre no. Buon inizio settimana.
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Buon lunedì anche a te 🙂
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Mi hai fatto venire in mente una scena di Trinità che mi ha sempre fatto molto ridere, quella in cui Bud dice “per sua fortuna la pallottola gli ha tappato la vena”! Mi è sempre sembrata un’assurdità, ma ora capisco che almeno in quella parte la scena era realistica! 😀
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Wow….che bella serie di ca**ate😉
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Infatti, una peggio dell’altra…
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Buon pomeriggio, carissima Raffa!
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Infatti l’eroe intelligente di certi film, arriva con la freccia conficcata nel petto e se la fa togliere in sicurezza. 😉
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Buongiorno Raffa, io sapevo solo di Gino Paoli e il proiettile in testa per il resto scopro ora
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Quante cavolate che ci sono nei film, qualcosa la sapevo perché ho am7ci sia medici che infermieri e poi ero a conoscenza del proiettile di Gino Paoli che praticamente ci convive da anni e anni appunto per il motivo che hai spiegato tu e nel suo caso mi pare che fosse anche difficoltoso o perico,oso estrarlo. Serena notte cara Raffa 🌹
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Buona giornata Giusy 🌻
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non a caso mia mamma che è dottoressa non guarda mai cose mediche 😀
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Infatti, secondo me si fanno delle belle risate i medici…
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Cmq quella delle pallottole nei film d’azione è un must
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